Hamachi ha perso la connessione con il motoreoz6cr0gbm0a5uga6psyotr98owaej94nHamachi ha perso la connessione con il motore

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Cosa succede al povero Hamachi? Come potrà continuare a scorrazzarci sulle autostrade del sicuro traffico crittografato, senza il suo proverbiale motore trainante?sis7moh4nemj3k88b2lkcb55l7da9amc

Non può. Ecco perchè, a questo scomodo errore che ultimamente imperversa sulla mia macchina ad ogni ibernazione del sistema, serve un workaround che non richieda più di un paio di click (un doppio click, per essere precisi) per risolvere il problema.s64gg7ghdkcmndwkvh4sa20nogczhhez

Senza dilungarsi sulle motivazioni che causano la perdita di connessione, sembra che disabilitare la scheda di rete virtuale e riavviare il servizio, sia un metodo efficace e veloce per risolvere il problema, almeno sulla mia macchina :Ds61glwjrmk2pwo8f8hpqkbcc62y5za99

Per farlo si può scegliere la faticosa strada di aprire la mmc, riavviare a mano il servizio, poi aprire la gestione delle schede di rete1, disabilitare  e riabilitare la scheda virtuale, e infine avviare la GUI.shg71opyddrsti9tf1be80495z8utq76

Oppure, con enorme risparmio di energia, si può creare un semplice script da eseguire con un doppio click ogni volta che hamachi ha bisogno di andare dal meccanico.shc77cs8mchv2tlot0wci9gyolu0cj2h

Potete scaricare il file qui sotto, rinoninandolo da .txt in .bat dopo averlo scaricato, e avendo l’accortezza, solo se avete un sistema a 32 bit e non uno a 64bit, di sostituire l’ultima riga:t5pg1wrmdj6ymn90dfflg0bgrutojqu4


"C:\Program Files (x86)\LogMeIn Hamachi\hamachi-2-ui.exe"

con questa:tteiw3h9max15xwrh6rnddtah3uuu2ct


"C:\Program Files\LogMeIn Hamachi\hamachi-2-ui.exe"
RestartHamachi.bat

Questo di seguito è il codice contenuto nello script, se preferite potete sempre crearvi il vostro bat attigendo da qui:t6kuh52zc7n40qvzrc20x8uxs07iurrv


netsh interface set interface "Hamachi" DISABLED
ping 1.1.1.1 -n 5 -w 1000 > nul
netsh interface set interface "Hamachi" ENABLED
ping 1.1.1.1 -n 5 -w 1000 > nul
sc stop hamachi2svc
ping 1.1.1.1 -n 5 -w 1000 > nul
sc start hamachi2svc
ping 1.1.1.1 -n 5 -w 1000 > nul
"C:\Program Files (x86)\LogMeIn Hamachi\hamachi-2-ui.exe"
  1. che se avete un sistema da Vista in avanti sapere quanto è diventata scomoda da raggiungere []t6gumt59l7d7917u5cny8h6mbmtpckm5
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Cosa succede al povero Hamachi? Come potrà continuare a scorrazzarci sulle autostrade del sicuro traffico crittografato, senza il suo proverbiale motore trainante?

Non può. Ecco perchè, a questo scomodo errore che ultimamente imperversa sulla mia macchina ad ogni ibernazione del sistema, serve un workaround che non richieda più di un paio di click (un doppio click, per essere precisi) per risolvere il problema.

Senza dilungarsi sulle motivazioni che causano la perdita di connessione, sembra che disabilitare la scheda di rete virtuale e riavviare il servizio, sia un metodo efficace e veloce per risolvere il problema, almeno sulla mia macchina :D

Per farlo si può scegliere la faticosa strada di aprire la mmc, riavviare a mano il servizio, poi aprire la gestione delle schede di rete1, disabilitare  e riabilitare la scheda virtuale, e infine avviare la GUI.

Oppure, con enorme risparmio di energia, si può creare un semplice script da eseguire con un doppio click ogni volta che hamachi ha bisogno di andare dal meccanico.

Potete scaricare il file qui sotto, rinoninandolo da .txt in .bat dopo averlo scaricato, e avendo l’accortezza, solo se avete un sistema a 32 bit e non uno a 64bit, di sostituire l’ultima riga:


"C:\Program Files (x86)\LogMeIn Hamachi\hamachi-2-ui.exe"

con questa:


"C:\Program Files\LogMeIn Hamachi\hamachi-2-ui.exe"
RestartHamachi.bat

Questo di seguito è il codice contenuto nello script, se preferite potete sempre crearvi il vostro bat attigendo da qui:


netsh interface set interface "Hamachi" DISABLED
ping 1.1.1.1 -n 5 -w 1000 > nul
netsh interface set interface "Hamachi" ENABLED
ping 1.1.1.1 -n 5 -w 1000 > nul
sc stop hamachi2svc
ping 1.1.1.1 -n 5 -w 1000 > nul
sc start hamachi2svc
ping 1.1.1.1 -n 5 -w 1000 > nul
"C:\Program Files (x86)\LogMeIn Hamachi\hamachi-2-ui.exe"
  1. che se avete un sistema da Vista in avanti sapere quanto è diventata scomoda da raggiungere []

Importazione account di posta su Windows Mobile [How-to]v52mp5fitpctxrlackif8p3vms7g2fd7Importazione account di posta su Windows Mobile [How-to]

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Da qualche tempo sentivo la necessità di uno strumento per l’importazione delle impostazioni delel caselle email sul mio PDA, perchè effettivamente doversi reimpostare ogni volta gli account (soprattutto se sono più di uno), non è una cosa piacevole ma soprattutto se fatta manualmente toglie ogni nerd-gusto di automatizzazione/batching/scripting di cui gli informatici sono così spesso assetati :D6o47ytcdduys6gnpfgb77w28ag8r6t6o

Tanto per non rendere la procedura troppo semplice (un tool come il pim backup utilizzato per importare la rubrica degli account, calendario e altro avrebbe tolto ogni gusto) ecco quali sono gli strumenti necessari all’operazione:6nne1upe59nwfa16942bkkrl52tfmibw

  1. Makisu, software contenuto all’interno del pacchetto Sashimi, proveniente dal forum di winmoexperts, prelevabile dal forum ufficiale previa registrazione oppure esternamente da qui6bnvtryhewcz1mq398rpjr0pkcqmrkch
  2. Cabdsk.exe, disponibile fino a qualche tempo fa sul sito Microsoft da cui è stato rimosso di recente, ma recuperabile chiedendo bene all’amico google6m2laj5o5p22yfrhgsed7gsmja0bkzbe
  3. 10 minuti di tempo libero6bsn6qubdfs5hqe8kiqf3sagaj0hvbt3

Dopo aver installato il CAB di Sashimi, troverete 2 nuove icone nei programmi, Sashimi e Makisu. Lasciate perdere la prima e lanciate Makisu.7ce9foc5mjj8o0ox14z2b7vv43qmke4i

1# SALVATAGGIO DELLE IMPOSTAZIONI DI CONFIGURAZIONE7d1uonvyuo9bubyliq8pilfazogs8hfx

Una volta lanciato il programma avrete la possibilità di backuppare la configurazione delle caselle email e della rete wireless.7p769pgpkl0dp3wtsxi22hhx9ltg86uz

Scegliete email per la casella di posta:73qavfsos3rgjdugmen9kx4x8h8mb0y3

e proseguite inserendo le informazioni richieste nella classica fase di creazione dell’account (server della posta in arrivo e uscita, autenticazione, schedulazione sullo scarimento, ecc..)1 .8es8ak8m1cgjhpwfang392ahjfgt1b6z

Rispondete di si alla domanda se volete inserire la configurazione nella creazione del file batch:825h448zsi5m2ikru2yb7t5ylpfh9iyl

dopodiche ricominciate se avete altri account da configurare fino a che non li avrete aggiunti tutti (reti wireless incluse).82eabf0jj2vp9bv1rdd4gn40sa35vgjy

2# CREAZIONE DEL FILE XML8q3c7mp6rtmstmisv3q6dzlvij3b6s1n

Conclusa questa parte nel menu iniziale scegliete “XML Operations” e “Create XML” salvando nella cartella di destinazione che preferite. A questo punto è stato creato un file XML di configurazione secondo le direttive dell’Open Mobile Alliance, che contiene i parametri di configurazione dei vostri account2.82j3oewdimbvqgj62ncu0peshhd0z8zl

Se volete che le impostazioni inserite vengano subito applicate al dispositivo rispondete si alla domanda “provision XML file”:9szqov0jqh2y7p3r90dmt74ckph5gtxf

se invece avevate già configurato tutto non ce n’è bisogno9ucx13ywxqu1cyb9t9ayxsygq8bbb6py

3# RIPRISTINO DELLE IMPOSTAZIONI98lnr3pf4cm3476qqd2ucev604tgkaa7

Ora che il file è stato creato, ci sono 2 modalità che si possono utilizzare per ripristinare la configurazione3.9ak13oxiu1d6azftra5cid2yiol3chbo

3a# CREAZIONE DEL FILE CAB9ngyr1ysj3483rbv433dzfca5k1qhg6v

E’ la modalità leggermente più impegnativa, ma che a fronte di qualche minuto di lavoro in questa fase risparmierà ogni operazione nella fase di ripristino. Consiste nel creare un file CAB che basterà eseguire ogni volta in cui si vorrà reimpostare la configurazione salvata.adjtpvdp9evbljx1s5aauchhjt4evxen

Ecco cosa fare per generarlo:af9s4q1by7ndpa4yvp1hwixzdcz1tev9

  1. Scompattate il file cabsdk.exe in una directory dedicata (esempio C:\cabsdk)auiivqsu5tfghizesttdb4uon7h62igi
  2. Copiate il file xml generato da makisu al termine della fase 2 nella cartella bin in cui avete scompattato il cabsdk (es. C:\cabsdk\bin), e rinominatelo in _setup.xmla7efk3t4vv6iaavg6msfs641a3yt8hbo
  3. Aprite una console e posizionatevi in questa directory (con windows 7 basta premere il tasto destro in un punto qualunque della cartella tenendo premuto shift e scegliere dal menù “Apri prompt dei comandi qui”)axu3kkya2qxlskf1dzs7lovlcb2zp29i
  4. Eseguite il comando: makecab /D COMPRESS=OFF _setup.xml settings.cabbc3tajpt9cpnksaha3l30asam7l4y6us

OK! A questo punto è stato generato il file settings.cab che vi consentirà di ripristinare le configurazioni nel giro di 3 secondi ogni volta che ne avrete bisogno, senza bisogno di sforzi ulterioribd37l5xwz1gqpkjlb0ok6az25rcsqev9

3b# RIPRISTINO CON MAKISUbrcxc4og6n8site184ghlwwrfnvxzigi

Se la creazione del file CAB vi sembra un’operazione scomoda potete sempre riutilizzare Makisu per ripristinare le impostazioni in un secondo momento. Dopo aver reinstallato il pacchetto Sashimi vi basterà eseguire il software, scegliere “XML Operations” al primo menù e “Provision XML” in quello successivo. A questo punto caricate il file XML creato in precedenza e date ok, e le impostazioni saranno ripristinate.bhskclsmdizvz3zmfih8efmchvz2f3ec

Come molte altre volte realizzare operazioni che richiedono svariati tentativi e passaggi è possibile grazie al lavoro di molte persone, in questo caso della gente di xda e del thread di riferimento utilizzato per questa guida :-)buywxoec4gqyuvytporlyaoysrcqftse

  1. Attenzione perchè come segnalato dal programma inserire le credenziali significa scriverle in un file di testo in chiaro, per cui potete sempre lasciare vuota la password ed inserirla dopo l’importazione al primo scaricamento della posta []b7h0jdqccyh1o5vgj5wshrcyqorwinxi
  2. vedi file di esempio []cldx8qrm1083hxrixyvuxsmack8jomsp
  3. in realtà ce ne sarebbe anche una terza, secondo cui se utilizzate una ROM UC Capable è sufficiente salvare il file XML nell’apposita directory sulla scheda di memoria. Ma questa, è un’altra storia… []c9q72aqzs6y61qfuhed2vjhsft77vtjc
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Da qualche tempo sentivo la necessità di uno strumento per l’importazione delle impostazioni delel caselle email sul mio PDA, perchè effettivamente doversi reimpostare ogni volta gli account (soprattutto se sono più di uno), non è una cosa piacevole ma soprattutto se fatta manualmente toglie ogni nerd-gusto di automatizzazione/batching/scripting di cui gli informatici sono così spesso assetati :D

Tanto per non rendere la procedura troppo semplice (un tool come il pim backup utilizzato per importare la rubrica degli account, calendario e altro avrebbe tolto ogni gusto) ecco quali sono gli strumenti necessari all’operazione:

  1. Makisu, software contenuto all’interno del pacchetto Sashimi, proveniente dal forum di winmoexperts, prelevabile dal forum ufficiale previa registrazione oppure esternamente da qui
  2. Cabdsk.exe, disponibile fino a qualche tempo fa sul sito Microsoft da cui è stato rimosso di recente, ma recuperabile chiedendo bene all’amico google
  3. 10 minuti di tempo libero

Dopo aver installato il CAB di Sashimi, troverete 2 nuove icone nei programmi, Sashimi e Makisu. Lasciate perdere la prima e lanciate Makisu.

1# SALVATAGGIO DELLE IMPOSTAZIONI DI CONFIGURAZIONE

Una volta lanciato il programma avrete la possibilità di backuppare la configurazione delle caselle email e della rete wireless.

Scegliete email per la casella di posta:

e proseguite inserendo le informazioni richieste nella classica fase di creazione dell’account (server della posta in arrivo e uscita, autenticazione, schedulazione sullo scarimento, ecc..)1 .

Rispondete di si alla domanda se volete inserire la configurazione nella creazione del file batch:

dopodiche ricominciate se avete altri account da configurare fino a che non li avrete aggiunti tutti (reti wireless incluse).

2# CREAZIONE DEL FILE XML

Conclusa questa parte nel menu iniziale scegliete “XML Operations” e “Create XML” salvando nella cartella di destinazione che preferite. A questo punto è stato creato un file XML di configurazione secondo le direttive dell’Open Mobile Alliance, che contiene i parametri di configurazione dei vostri account2.

Se volete che le impostazioni inserite vengano subito applicate al dispositivo rispondete si alla domanda “provision XML file”:

se invece avevate già configurato tutto non ce n’è bisogno

3# RIPRISTINO DELLE IMPOSTAZIONI

Ora che il file è stato creato, ci sono 2 modalità che si possono utilizzare per ripristinare la configurazione3.

3a# CREAZIONE DEL FILE CAB

E’ la modalità leggermente più impegnativa, ma che a fronte di qualche minuto di lavoro in questa fase risparmierà ogni operazione nella fase di ripristino. Consiste nel creare un file CAB che basterà eseguire ogni volta in cui si vorrà reimpostare la configurazione salvata.

Ecco cosa fare per generarlo:

  1. Scompattate il file cabsdk.exe in una directory dedicata (esempio C:\cabsdk)
  2. Copiate il file xml generato da makisu al termine della fase 2 nella cartella bin in cui avete scompattato il cabsdk (es. C:\cabsdk\bin), e rinominatelo in _setup.xml
  3. Aprite una console e posizionatevi in questa directory (con windows 7 basta premere il tasto destro in un punto qualunque della cartella tenendo premuto shift e scegliere dal menù “Apri prompt dei comandi qui”)
  4. Eseguite il comando: makecab /D COMPRESS=OFF _setup.xml settings.cab

OK! A questo punto è stato generato il file settings.cab che vi consentirà di ripristinare le configurazioni nel giro di 3 secondi ogni volta che ne avrete bisogno, senza bisogno di sforzi ulteriori

3b# RIPRISTINO CON MAKISU

Se la creazione del file CAB vi sembra un’operazione scomoda potete sempre riutilizzare Makisu per ripristinare le impostazioni in un secondo momento. Dopo aver reinstallato il pacchetto Sashimi vi basterà eseguire il software, scegliere “XML Operations” al primo menù e “Provision XML” in quello successivo. A questo punto caricate il file XML creato in precedenza e date ok, e le impostazioni saranno ripristinate.

Come molte altre volte realizzare operazioni che richiedono svariati tentativi e passaggi è possibile grazie al lavoro di molte persone, in questo caso della gente di xda e del thread di riferimento utilizzato per questa guida :-)

  1. Attenzione perchè come segnalato dal programma inserire le credenziali significa scriverle in un file di testo in chiaro, per cui potete sempre lasciare vuota la password ed inserirla dopo l’importazione al primo scaricamento della posta []
  2. vedi file di esempio []
  3. in realtà ce ne sarebbe anche una terza, secondo cui se utilizzate una ROM UC Capable è sufficiente salvare il file XML nell’apposita directory sulla scheda di memoria. Ma questa, è un’altra storia… []

Sidebar gadget with Canon, Nikon, and many other formats supportea1zkhoupiqut6z8s5zqzxujljflj4szSidebar gadget with Canon, Nikon, and many other formats support

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Tra tutti i software inutili che si possono installare in quel periodo compreso tra l’installazione del sistema operativo e l’inevitabile momento in cui saremo costretti a riformattarlo c’è una categoria di software di cui non ho mai saputo fare  a meno: i widget, declinati come gadget nella sidebar dei sistemi della famiglia NT 6.0, ovvero quelle piccole applicazioni che se ne stanno in un angolino (tipicamente sul desktop del sistema), per mostrare ad njcf5rpqa6l5jeqydnnod1wzn4qhyzgdesempio l’utilizzo delle risorse, lo slideshow delle foto, per ascoltare la radio o per ospitare una sfera della verità, tanto inutili e fini a se stesse quanto irresistibili e divertenti. nkbthcxt0vc8p5z2dkp5j03r6oi5q7hu:-)ny7q5py3qx4bixv4rdo702d4skzsw6c1

Proprio utilizzando uno dei gadget che apprezzo di più, lo slideshow di Microsoft (incluso nel pacchetto di gadget installati di default sui sistemi sidebar-dotati), mi sono accorto di un’enorme limitazione che gli è stata imposta: le tipologie di file che il componente va ad indicizzare quando si seleziona una directory è limitata alle 5 estensioni più comuni utilizzate per le immagini (jpg, jpeg, png, bmp, gif), senza possibilità di filtraggio sugli stessi ne di aggiunta di nuovi tipi.nmk0z8ygg3te3qjgbt7fyt8lvtyg3d4o

Questa è una grossa limitazione, soprattutto per tutti quegli appassionati di fotografia reflexdotati,  abituati a maneggiare i file grezzi sfornati dai loro gioiellini digitali, che non hanno l’abitudine di esportare sempre le immagini in jpg o che magari vogliono mantenere anche i file grezzi salvando il tutto in un’unico formato, come potrebbe essere il recente (e si spera unificatore) dng.nmts6kq07nkhajvq83l87n7n1em5pbp1

Sto parlando dei file cr2 prodotti dalle Canon, dei nef prodotti dalle nikon, degli sr2 prodotti dalle Sony, gli orf prodotti dalle Olympus e di una lunga serie di formati, rigorosamente proprietari e differenti, e chiaramente non standardizzati per cui non esiste un software gratuito in grado di aprirli tutti, e per cui i produttori non sempre rilasciano i codec necessari alla visualizzazione nel sistema operativo utilizzato1.om2levjky7akic6z5e00gg5p8zatb9ad

Attualmente pare che per chi utilizza sistemi a 64bit di Microsoft e voglia visualizzare i file raw prodotti dalla propria reflex direttamente nel visualizzatore immagini di windows l’unica strada possibile sia quella di installare un software di terze parti, come il FastPictureViewer codec pack2, che include i codec per interpretare correttamente la maggioranza di questi formati proprietari.el6h5ktr1v5f97v86758unw7qh0u14lm

E’ proprio basandomi sui formati interpretabili da questo codec pack, e modificando lo slideshow di Microsoft, che ho sviluppato una versione potenziata del gadget slideshow per la sidebar (SlideEXT3), che consente di selezionare quali formati indicizzare nella directory selezionata per la visualizzazione delle immagini che vogliamo ci distraggano in continuazione mentre siamo al pc.e9irz4s5r1viu0jkqmohtesotrzj8bc9

I formati gestibili con il gadget sono 27, corrispondenti ai 6 formati standard visualizzabili di default da windows più tutti i formati proprietari aggiunti dal codec pack:enfoohueh3mknsfm4fmi9g21fmg6ea7g


.jpg
.jpeg
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.png
.bmp
.tif
.dng
.cr2
.crw
.nef
.nrw
.orf
.erf
.raf
.3pr
.fff
.kdc
.dcr
.raw
.mef
.mrw
.rw2
.pef
.x3f
.cs1
.sr2
.arw

Il gadget è localizzato in italiano ed inglese, per installarlo è sufficiente prelevarlo da qui e fare un doppio click sul file salvato.fcuboyykozdn4106bsna3ytlhvkbvv5a

Slideshow EXT

———————————————————————————————————–ff7i16wxw75q9b8pv1jm7impnedhq8xt

@17.04.10: ho aggiornato il gadget aggiungendo nuove utili funzionalità. In particolare ora:frdum8iom5vs436x57uzreocybr4qxbv

  • è possibile scegliere la dimensione dell’immagine “undocked”, ovvero quando non è chiusa nella sidebarf59raljxb7mvxv2yj0t17fypk77sww62
  • è possibile memorizzare tutte le impostazioni del gadget in modo permanente. Per farlo leggo e scrivo dei valori nel registro4fvpea2o3j2eye4njqdts1yp9nfcxch4w
  • è possibile scegliere in qualunque momento di eliminare i valori salvati nel registro, di tornare alle impostazioni di default o di non utilizzare temporaneamente i valori salvatifx2lnamgqb50jdv1alq45iidtz527uvg

Il gadget è attualmente in fase di approvazione sulla gallery ufficiale:-)gy1zzwujgzw3p545ajtmbiq5bjwqz2xx

@06.2010: Pare che finalmente si siano decisi ad approvare il gadget sulla gallery, ora è ufficialmente disponibile anche sul sito live.comgck4ll5john5jf1s40xttye5agbw2w11

  1. questa è come minimo una critica diretta alla Canon, che fino ad ora ha rilasciato i codec per windows solo per i sistemi a 32 bit ignorando completamente quella fetta di utenti che utilizzano sistemi a 64 bit []gdjix6dme6e8p7av5y0azylxs03ju43i
  2. il software attualmente viene distribuito a pagamento, ma pare che cercando bene e accontentandosi di versioni più vecchie sia comunque possibile reperire la vecchia versione gratuita []ge6365wgma5bvhkkmk8x6c6cnktpj7ex
  3. Slide EXTended for EXTensions []ggiajdtttjwd0rs36s59awzgt4mudj5h
  4. tutte sotto la chiave HKEY_CURRENT_USER\\Software\\Microsoft\\Windows\\CurrentVersion\\Sidebar\ []hivgwlr50rog500lq12lehtlzof08wx0
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Tra tutti i software inutili che si possono installare in quel periodo compreso tra l’installazione del sistema operativo e l’inevitabile momento in cui saremo costretti a riformattarlo c’è una categoria di software di cui non ho mai saputo fare  a meno: i widget, declinati come gadget nella sidebar dei sistemi della famiglia NT 6.0, ovvero quelle piccole applicazioni che se ne stanno in un angolino (tipicamente sul desktop del sistema), per mostrare ad esempio l’utilizzo delle risorse, lo slideshow delle foto, per ascoltare la radio o per ospitare una sfera della verità, tanto inutili e fini a se stesse quanto irresistibili e divertenti. :-)

Proprio utilizzando uno dei gadget che apprezzo di più, lo slideshow di Microsoft (incluso nel pacchetto di gadget installati di default sui sistemi sidebar-dotati), mi sono accorto di un’enorme limitazione che gli è stata imposta: le tipologie di file che il componente va ad indicizzare quando si seleziona una directory è limitata alle 5 estensioni più comuni utilizzate per le immagini (jpg, jpeg, png, bmp, gif), senza possibilità di filtraggio sugli stessi ne di aggiunta di nuovi tipi.

Questa è una grossa limitazione, soprattutto per tutti quegli appassionati di fotografia reflexdotati,  abituati a maneggiare i file grezzi sfornati dai loro gioiellini digitali, che non hanno l’abitudine di esportare sempre le immagini in jpg o che magari vogliono mantenere anche i file grezzi salvando il tutto in un’unico formato, come potrebbe essere il recente (e si spera unificatore) dng.

Sto parlando dei file cr2 prodotti dalle Canon, dei nef prodotti dalle nikon, degli sr2 prodotti dalle Sony, gli orf prodotti dalle Olympus e di una lunga serie di formati, rigorosamente proprietari e differenti, e chiaramente non standardizzati per cui non esiste un software gratuito in grado di aprirli tutti, e per cui i produttori non sempre rilasciano i codec necessari alla visualizzazione nel sistema operativo utilizzato1.

Attualmente pare che per chi utilizza sistemi a 64bit di Microsoft e voglia visualizzare i file raw prodotti dalla propria reflex direttamente nel visualizzatore immagini di windows l’unica strada possibile sia quella di installare un software di terze parti, come il FastPictureViewer codec pack2, che include i codec per interpretare correttamente la maggioranza di questi formati proprietari.

E’ proprio basandomi sui formati interpretabili da questo codec pack, e modificando lo slideshow di Microsoft, che ho sviluppato una versione potenziata del gadget slideshow per la sidebar (SlideEXT3), che consente di selezionare quali formati indicizzare nella directory selezionata per la visualizzazione delle immagini che vogliamo ci distraggano in continuazione mentre siamo al pc.

I formati gestibili con il gadget sono 27, corrispondenti ai 6 formati standard visualizzabili di default da windows più tutti i formati proprietari aggiunti dal codec pack:


.jpg
.jpeg
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.bmp
.tif
.dng
.cr2
.crw
.nef
.nrw
.orf
.erf
.raf
.3pr
.fff
.kdc
.dcr
.raw
.mef
.mrw
.rw2
.pef
.x3f
.cs1
.sr2
.arw

Il gadget è localizzato in italiano ed inglese, per installarlo è sufficiente prelevarlo da qui e fare un doppio click sul file salvato.

Slideshow EXT

———————————————————————————————————–

@17.04.10: ho aggiornato il gadget aggiungendo nuove utili funzionalità. In particolare ora:

  • è possibile scegliere la dimensione dell’immagine “undocked”, ovvero quando non è chiusa nella sidebar
  • è possibile memorizzare tutte le impostazioni del gadget in modo permanente. Per farlo leggo e scrivo dei valori nel registro4
  • è possibile scegliere in qualunque momento di eliminare i valori salvati nel registro, di tornare alle impostazioni di default o di non utilizzare temporaneamente i valori salvati

Il gadget è attualmente in fase di approvazione sulla gallery ufficiale:-)

@06.2010: Pare che finalmente si siano decisi ad approvare il gadget sulla gallery, ora è ufficialmente disponibile anche sul sito live.com

  1. questa è come minimo una critica diretta alla Canon, che fino ad ora ha rilasciato i codec per windows solo per i sistemi a 32 bit ignorando completamente quella fetta di utenti che utilizzano sistemi a 64 bit []
  2. il software attualmente viene distribuito a pagamento, ma pare che cercando bene e accontentandosi di versioni più vecchie sia comunque possibile reperire la vecchia versione gratuita []
  3. Slide EXTended for EXTensions []
  4. tutte sotto la chiave HKEY_CURRENT_USER\\Software\\Microsoft\\Windows\\CurrentVersion\\Sidebar\ []

Security summit 2010: hacking film festival + hacking special guests

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Security Summit 2010: come gli altri anni anche nel 2010 l’evento si è confermato uno dei più importanti nel panorama nazionale della sicurezza informatica, grazie al livello degli speaker coinvolti che hanno proposto diversi talk di indiscutibile interesse, con percorsi rivolti agli svariati attori coinvolti nel processo, spaziando da questioni di natura legale ad argomenti squisitamente ed esclusivamente di carattere tecnico.nacm2dc3rzay5p086cx71qnkg2bp5d65

Oltre alla parte più formale della manifestazione quest’anno ho avuto il piacere di partecipare ad una serata dell’hacking film festival, la vera ciliegina sulla torta dell’evento, sia per quanto riguarda la modalità che il contenuto proposti. os1xci6smjv2zozfan4zfo9gwgsgj8o5Di per se infatti la sola visione di un singolare documentario come Freedom Downtime, commentato e introdotto da studiosi e appassionati di hacking da svariati anni, avrebbe garantito di passare una serata affascinante che non ne avrebbe fatto rimpiangere la scelta. ou1bo4evc7m54g8jak6glog8e0k4agqmMa è sicuro che l’intervento di Mark Abene (aka Phiber Optik), l’arrivo in fretta e furia di Raoul Chiesa che dopo un paio di mirabolanti gesti tecnici compiuti sul cellulare1 ha telefonato nientepocodimenochè a Kevin Mitnick2, hanno reso la serata un evento indimenticabile per i pochi spettatori presenti.o8x8cgf419d8x75lod5i2pql0w1rgfkt

Peccato solo per la scarsità di affluenza, perchè credo che un pubblico più numeroso avrebbe dato maggior soddisfazione alle persone che si sono occupate dell’organizzazione; in ogni caso ringrazio sinceramente tutti coloro grazie a cui è stato possibile partecipare, in particolare per la soprendente modalità di apertura con telefonata a sorpresa e l’ancor più originale chiusura con conto alla rovescia e corsa giù per le scale in perfetto stile mission impossible :Doujw2qzytb2bk2v355013bdcr6wgicwb

  1. per la legge di Murphy se qualcosa deve andare storto lo farà nel momento peggiore, e quindi le batterie hanno i loro problemi nel momento più sbagliato :-) []p7cfl5vf1osegduww0gkplrme47mexkb
  2. graziandoci di qualche parere sul film che ci apprestavamo a vedere e rispondendo a qualche domanda diretta dalla piccola platea di partecipanti []pwfajzacrzjhy5g2j2nhjiwtscaasds2
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Security Summit 2010: come gli altri anni anche nel 2010 l’evento si è confermato uno dei più importanti nel panorama nazionale della sicurezza informatica, grazie al livello degli speaker coinvolti che hanno proposto diversi talk di indiscutibile interesse, con percorsi rivolti agli svariati attori coinvolti nel processo, spaziando da questioni di natura legale ad argomenti squisitamente ed esclusivamente di carattere tecnico.

Oltre alla parte più formale della manifestazione quest’anno ho avuto il piacere di partecipare ad una serata dell’hacking film festival, la vera ciliegina sulla torta dell’evento, sia per quanto riguarda la modalità che il contenuto proposti. Di per se infatti la sola visione di un singolare documentario come Freedom Downtime, commentato e introdotto da studiosi e appassionati di hacking da svariati anni, avrebbe garantito di passare una serata affascinante che non ne avrebbe fatto rimpiangere la scelta. Ma è sicuro che l’intervento di Mark Abene (aka Phiber Optik), l’arrivo in fretta e furia di Raoul Chiesa che dopo un paio di mirabolanti gesti tecnici compiuti sul cellulare1 ha telefonato nientepocodimenochè a Kevin Mitnick2, hanno reso la serata un evento indimenticabile per i pochi spettatori presenti.

Peccato solo per la scarsità di affluenza, perchè credo che un pubblico più numeroso avrebbe dato maggior soddisfazione alle persone che si sono occupate dell’organizzazione; in ogni caso ringrazio sinceramente tutti coloro grazie a cui è stato possibile partecipare, in particolare per la soprendente modalità di apertura con telefonata a sorpresa e l’ancor più originale chiusura con conto alla rovescia e corsa giù per le scale in perfetto stile mission impossible :D

  1. per la legge di Murphy se qualcosa deve andare storto lo farà nel momento peggiore, e quindi le batterie hanno i loro problemi nel momento più sbagliato :-) []
  2. graziandoci di qualche parere sul film che ci apprestavamo a vedere e rispondendo a qualche domanda diretta dalla piccola platea di partecipanti []

Associare nuove estensioni in Windows 7 o Windows Vistaqbh7dkdnetm1289cwd8fkw95vrpghwfaAssociare nuove estensioni in Windows 7 o Windows Vista

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Pare che con le ultime release di Windows in casa M$ abbiano voluto rendere più difficile mettere mano ai componenti del sistema, in nome dello slogan – come direbbe un mio vecchio amico – “meno libertà agli utenti!” :-)ugoxfu06ypi98rxwb666ar5eakr0m9yk

Infatti se mentre con i sistemi fino a XP aggiungere una nuova estensione ed associarvi un programma era un gioco da ragazzi, consistente nell’arrivare ad aprire la lista dei tipi di file (file types, come spiegato in questa guida), e premere sul pulsante “aggiungi”, da Vista e Seven non è più così.u5rsdof2o09crji2y8d35o9lpstozq6b

In realtà la cosa nella maggioranza dei casi può non essere vista come un grosso problema, infatti la maggior parte degli utenti di Microsoft non si spingeranno al punto di visualizzare le estensioni dei file del sistema…u6ddnmxww4zfxtsqfulqc3u0jdjuothq

Scherzi a parte, la cosa potrebbe non essere un problema perchè con Vista o Seven per associare un’estensione sconosciuta è sufficiente rinominare il file (o prendere il file con la nuova estensione da associare) e con il classico “apri con”, flaggando l’opzione “ricorda l’associazione…” il gioco è fatto, e per modificare o ripristinare l’associazione dei file conosciuti dal sistema si può usare la gestione dei componenti di default dal pannello di controllo come spiegato qui .u7zywkfp58qi442fwgudjhffex90dwt5

Domanda: ma se si vuole associare un file senza estensione?
Risposta: da interfaccia grafica è impossibile :-)
uw2tueumvjhkmwolji1aefjms6bnrc1x

Per poterlo fare però possiamo ricorrere alla potenza della shell di Windows, lanciando un paio di comandi del tipo:vmihuvzs2f8n4596qv128xa6vegt8yzr

assoc .=filesenzaestensione
ftype filesenzaestensione="%windir%\notepad.exe" "%1"

dove il primo dice al sistema di registrare una nuova estensione, che però in questo caso non specificandone nessuna le racchiude tutte, e il secondo dice al sistema cosa usare per aprire queste estensioni (in questo caso il buon vecchio notepad).v0eei802shzqxx574o04ozkjhawgdwty

Chiaramente si potrebbe usare la stessa coppia di comandi per registrare qualunque estensione in modo più veloce, aggiungendo l’estensione desiderata dopo il punto nel primo comando (es. assoc .txt=testo) e il percorso completo dell’eseguibile da usare tra le virgolette nel secondo.vpu2ip58zcqse6psb10vhhb3ji0muirr

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Pare che con le ultime release di Windows in casa M$ abbiano voluto rendere più difficile mettere mano ai componenti del sistema, in nome dello slogan – come direbbe un mio vecchio amico – “meno libertà agli utenti!” :-)

Infatti se mentre con i sistemi fino a XP aggiungere una nuova estensione ed associarvi un programma era un gioco da ragazzi, consistente nell’arrivare ad aprire la lista dei tipi di file (file types, come spiegato in questa guida), e premere sul pulsante “aggiungi”, da Vista e Seven non è più così.

In realtà la cosa nella maggioranza dei casi può non essere vista come un grosso problema, infatti la maggior parte degli utenti di Microsoft non si spingeranno al punto di visualizzare le estensioni dei file del sistema…

Scherzi a parte, la cosa potrebbe non essere un problema perchè con Vista o Seven per associare un’estensione sconosciuta è sufficiente rinominare il file (o prendere il file con la nuova estensione da associare) e con il classico “apri con”, flaggando l’opzione “ricorda l’associazione…” il gioco è fatto, e per modificare o ripristinare l’associazione dei file conosciuti dal sistema si può usare la gestione dei componenti di default dal pannello di controllo come spiegato qui .

Domanda: ma se si vuole associare un file senza estensione?
Risposta: da interfaccia grafica è impossibile :-)

Per poterlo fare però possiamo ricorrere alla potenza della shell di Windows, lanciando un paio di comandi del tipo:

assoc .=filesenzaestensione
ftype filesenzaestensione="%windir%\notepad.exe" "%1"

dove il primo dice al sistema di registrare una nuova estensione, che però in questo caso non specificandone nessuna le racchiude tutte, e il secondo dice al sistema cosa usare per aprire queste estensioni (in questo caso il buon vecchio notepad).

Chiaramente si potrebbe usare la stessa coppia di comandi per registrare qualunque estensione in modo più veloce, aggiungendo l’estensione desiderata dopo il punto nel primo comando (es. assoc .txt=testo) e il percorso completo dell’eseguibile da usare tra le virgolette nel secondo.

Pinnacle PCTV Stereo (PCTV 100i) on Vista X64w9gjqr8f13xccoayiifr7x2x9us85zhfPinnacle PCTV Stereo (PCTV 100i) on Vista X64

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pinnacleOvvero come ti recupero un’ottima scheda TV analogica1 ormai abbandonata a se stessa, e la faccio rivivere assicurandole un futuro migliore2.2mdehkb5mlwfmw4uf4jzbgfo0zl3kt92

Da qualche tempo infatti cercavo di far funzionare, senza esserci mai riuscito, questa ottima scheda TV su quello che dovrebbe essere il più recente sistema op. ufficialmente rilasciato da casa Microsoft, in grado di indirizzare un quantitativo di memoria decente senza andare in overflow3.2apnb4aidsmi7ps6zj1898a539jrs01p

Infatti sebbene la scheda abbia sempre funzionato sotto Linux e XP senza grossi problemi, non avevo ancora trovato il modo di farla funzionare in altri ambienti semplicemente perchè seppur la Pinnacle abbia rilasciato dei driver – brr – beta a 64bit per tutte le schede di vecchia generazione, il software rilasciato originariamente per la gestione dei canali (la mia era dotata di un Pinnacle PCTV Stereo v5.9), già vecchio qualche anno fa, si rifiuta di 3383s4slr05nr7i3tsm03h3kn0k2a877riconoscere l’hardware sotto Vista negandone pertando qualunque possibilità di utilizzo.3hhti3j4ymxpjgdjqwfwi309xv37jcsg

Chiaramente nemmeno gli appositi driver sviluppati per renderla compatibile con il Media Center funzionano, e quindi dopo un’accanita serie di tentativi di diverso genere non resta che mettersi il cuore in pace e piazzare la scheda su ebay se non sotto una gamba della scrivania traballante.367vea8r6dos2r0aumszfgi4o44dtn95

Ma – sorpresa delle sorprese – in un attimo di ordinaria follia, mi scatta quella voglia irrefrenabile di riprovarci4 e casualmente mi trovo per le mani una versione di Pinnacle TVCenter Pro (v.4.99.2088). Detto, fatto: nel giro di un’attimo me lo ritrovo installato e dopo i soliti 4 click di configurazione con mio incontenibile stupore mi rendo che finalmente questa cavolo di scheda funziona anche sotto lo stupido Vista. Incredibile! 32w3841fizawh5koyqduz63n7sfluos1Ovviamente la versione è estremamente migliorata, le funzionalità sono rimaste pressapoco le stesse (registrazione, radio, tv analogica), anche se con grande piacere ho notato l’aggiunta della possibilità di utilizzare l’audio SPDIF del proprio sistema, che oltre ad offrire un nitido suono mono o stereo esattamente come quello in uscita dalla scheda stessa consente di eliminare quei fastidiosi 2-3 secondi di asincronia tra audio e video che misteriosamente sono comparsi in questa magica accoppiata 4xvpxoekuhw0xl59z8a1nreifhnuofutβdriver&software.4o1y1fya1ho3dunn97yhdfestpvzba8r

  1. reperibile ormai alla modica cifra di 10€ sulla baia []417alhj0ref68mmvje9uxbfe4l8nbznt
  2. di quello nello scrigno impolverato del girone dell’hardware abbandonato []43khzqhdyn68dvud3m561v9ja52s5ced
  3. anche se dalla descrizione non sembrerebbe, ebbene si, trattasi di Vista 64 bit []44jvabpgobxbin3h4j8o6vgbtptfxjfu
  4. come resistere alla tentazione di un quarto d’ora di probabili imprecazioni scagliate contro i produttori del software che ti accompagna per mano ogni giorno? []5i2zw01gwtoecx04y1dvpb4arm8l0ekz
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pinnacleOvvero come ti recupero un’ottima scheda TV analogica1 ormai abbandonata a se stessa, e la faccio rivivere assicurandole un futuro migliore2.

Da qualche tempo infatti cercavo di far funzionare, senza esserci mai riuscito, questa ottima scheda TV su quello che dovrebbe essere il più recente sistema op. ufficialmente rilasciato da casa Microsoft, in grado di indirizzare un quantitativo di memoria decente senza andare in overflow3.

Infatti sebbene la scheda abbia sempre funzionato sotto Linux e XP senza grossi problemi, non avevo ancora trovato il modo di farla funzionare in altri ambienti semplicemente perchè seppur la Pinnacle abbia rilasciato dei driver – brr – beta a 64bit per tutte le schede di vecchia generazione, il software rilasciato originariamente per la gestione dei canali (la mia era dotata di un Pinnacle PCTV Stereo v5.9), già vecchio qualche anno fa, si rifiuta di riconoscere l’hardware sotto Vista negandone pertando qualunque possibilità di utilizzo.

Chiaramente nemmeno gli appositi driver sviluppati per renderla compatibile con il Media Center funzionano, e quindi dopo un’accanita serie di tentativi di diverso genere non resta che mettersi il cuore in pace e piazzare la scheda su ebay se non sotto una gamba della scrivania traballante.

Ma – sorpresa delle sorprese – in un attimo di ordinaria follia, mi scatta quella voglia irrefrenabile di riprovarci4 e casualmente mi trovo per le mani una versione di Pinnacle TVCenter Pro (v.4.99.2088). Detto, fatto: nel giro di un’attimo me lo ritrovo installato e dopo i soliti 4 click di configurazione con mio incontenibile stupore mi rendo che finalmente questa cavolo di scheda funziona anche sotto lo stupido Vista. Incredibile! Ovviamente la versione è estremamente migliorata, le funzionalità sono rimaste pressapoco le stesse (registrazione, radio, tv analogica), anche se con grande piacere ho notato l’aggiunta della possibilità di utilizzare l’audio SPDIF del proprio sistema, che oltre ad offrire un nitido suono mono o stereo esattamente come quello in uscita dalla scheda stessa consente di eliminare quei fastidiosi 2-3 secondi di asincronia tra audio e video che misteriosamente sono comparsi in questa magica accoppiata βdriver&software.

  1. reperibile ormai alla modica cifra di 10€ sulla baia []
  2. di quello nello scrigno impolverato del girone dell’hardware abbandonato []
  3. anche se dalla descrizione non sembrerebbe, ebbene si, trattasi di Vista 64 bit []
  4. come resistere alla tentazione di un quarto d’ora di probabili imprecazioni scagliate contro i produttori del software che ti accompagna per mano ogni giorno? []

Visio for Enterprise Architects on Vista X64 (VS2008 installed)6myyh4q3iesyr03a12pybsns1o2rhfulVisio for Enterprise Architects on Vista X64 (VS2008 installed)

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Chiunque conosca Visio for enterprise Architects sa quanto possa essere comodo uno strumento del genere quando si deve progettare lo schema ER di un database di medie dimensioni (>= 20~40 tabelle), impostando le relazioni, le azioni da compiere sugli aggiornamenti e tutto ciò che si fa durante la creazione di un DB, per non parlare di quanto tempo si possa risparmiare generando automaticamente la controparte fisica dello aqzgcehbtt8l3lgkw5dahftvqg9pazecschema1 sfruttando il driver odbc che ne consente l’integrazione con un gran numero di database.b4ve1qiliv0oxccm9xcbxg37dcqcgy9j

Purtroppo allo stato attuale pare non essere ancora disponibile alcuna versione aggiornata di questa particolare versione  di Visio, che tra i prerequisiti necessita di nientepocodimenochè di VS2005, per cui doverlo installare su una macchina di sviluppo su cui magari sono già installati altri IDE può diventare davvero esoso in termini di spazio richiesto, per non parlare del fatto che di quella istanza di VS2005 non ce ne faremmo nulla e generalmente la cosa può infastidire un bw01g3adfjjtid33ku39t4a993p5u1ozpo..bbaq621xm5bvamykhzw68r7yjz7a3598

Fortunatamente c’è la possibilità, con un piccolo trick, come si fa per l’installazione sotto XP, di installare il tutto senza *davvero* installarsi anche Visual Studio 2005, ma semplicemente facendo credere all’installer che ciò che cerca ci sia veramente e che quindi si possa procedere oltre.bzzt29qkuw1ytwlblp8853ota88gehrx

E’ bene specificare che, affinchè il tutto funzioni è necessario che sulla macchina sia installato VS2008, visto che il giochino delle chiavi si basa proprio su quelle create dopo l’installazione di questa versione2.cc54nccakts1opjjvvjlpzqgk5l4e66z

Quello che bisogna fare, su Vista X64, è:ceib0kans2j3tyr1f4fxtjkkrof99ixj

  1. Esportarsi separamente le 2 chiavi di registro:cguids8zzbb6y7zkzdc9x3dpx88e4vp2
    Computer\HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Wow6432Node\Microsoft\Visual Studio\9.0
    
    Computer\HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Wow6432Node\Microsoft\Visual Studio\8.0
    

    (Se la chiave 8.0 non è presente non è importante, la importeremo noi al punto successivo)c6nyfw2foq28eyijq17vo7rmnge1oldz

  2. A questo punto ci si crea una copia della chiave 9.0 e la si mette da parte, perchè ci servirà come ultimo punto.cxgeh0wvd6ubvq2jhp1hga4jdoko7b1v
  3. Successivamente si apre il file contenente la chiave 9.0 con il notepad, e si sostituiscono tutte le istanze della stringa “9.0″ con “8.0″.dztlv9u8kfmdzza11yytkvyok7du2osf
  4. Fatto questo si reimporta la chiave di registro appena modificata, e da questo momento in avanti l’installazione di Visio for Enterprise Architects procederà senza problemi fino alla fine convinto che tutti i componenti siano installati come lui si aspetta.d0sz6u2ba3dg5rj51v0bqu5g2s5huwuw
  5. Una volta terminata l’installazione, onde evitare inutili attacchi di panico da parte di windows dovuto a situazioni non previste nel registro, è necessario ripristinare la condizione precedente alla modifica ripristinando le chiavi furbescamente modificate.Per farlo è sufficiente reimportare le 2 chiavi esportare inizialmente, facendo chiaramente attenzione a importare la copia originale della chiave 9.0 che avevamo ci si era creati subito dopo l’esportazione.ddb3skebil4jz1grvd5i8atf0oknxqy0
  1. tipicamente in mssql []dgoa6sbopuvl4aoafl2ucvmk78dss2qk
  2. i più intrepidi potrebbero provare un’installazione importando delle chiavi generate da altri pc, prerequisiti per il funzionamento a parte (che potrebbero far crashare il programma in esecuzione) l’installazione potrebbe terminare con successo []dgawfquhxymobkyzw8ahk97z1s3yh51z
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Chiunque conosca Visio for enterprise Architects sa quanto possa essere comodo uno strumento del genere quando si deve progettare lo schema ER di un database di medie dimensioni (>= 20~40 tabelle), impostando le relazioni, le azioni da compiere sugli aggiornamenti e tutto ciò che si fa durante la creazione di un DB, per non parlare di quanto tempo si possa risparmiare generando automaticamente la controparte fisica dello schema1 sfruttando il driver odbc che ne consente l’integrazione con un gran numero di database.

Purtroppo allo stato attuale pare non essere ancora disponibile alcuna versione aggiornata di questa particolare versione  di Visio, che tra i prerequisiti necessita di nientepocodimenochè di VS2005, per cui doverlo installare su una macchina di sviluppo su cui magari sono già installati altri IDE può diventare davvero esoso in termini di spazio richiesto, per non parlare del fatto che di quella istanza di VS2005 non ce ne faremmo nulla e generalmente la cosa può infastidire un po..

Fortunatamente c’è la possibilità, con un piccolo trick, come si fa per l’installazione sotto XP, di installare il tutto senza *davvero* installarsi anche Visual Studio 2005, ma semplicemente facendo credere all’installer che ciò che cerca ci sia veramente e che quindi si possa procedere oltre.

E’ bene specificare che, affinchè il tutto funzioni è necessario che sulla macchina sia installato VS2008, visto che il giochino delle chiavi si basa proprio su quelle create dopo l’installazione di questa versione2.

Quello che bisogna fare, su Vista X64, è:

  1. Esportarsi separamente le 2 chiavi di registro:
    Computer\HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Wow6432Node\Microsoft\Visual Studio\9.0
    
    Computer\HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Wow6432Node\Microsoft\Visual Studio\8.0
    

    (Se la chiave 8.0 non è presente non è importante, la importeremo noi al punto successivo)

  2. A questo punto ci si crea una copia della chiave 9.0 e la si mette da parte, perchè ci servirà come ultimo punto.
  3. Successivamente si apre il file contenente la chiave 9.0 con il notepad, e si sostituiscono tutte le istanze della stringa “9.0″ con “8.0″.
  4. Fatto questo si reimporta la chiave di registro appena modificata, e da questo momento in avanti l’installazione di Visio for Enterprise Architects procederà senza problemi fino alla fine convinto che tutti i componenti siano installati come lui si aspetta.
  5. Una volta terminata l’installazione, onde evitare inutili attacchi di panico da parte di windows dovuto a situazioni non previste nel registro, è necessario ripristinare la condizione precedente alla modifica ripristinando le chiavi furbescamente modificate.Per farlo è sufficiente reimportare le 2 chiavi esportare inizialmente, facendo chiaramente attenzione a importare la copia originale della chiave 9.0 che avevamo ci si era creati subito dopo l’esportazione.
  1. tipicamente in mssql []
  2. i più intrepidi potrebbero provare un’installazione importando delle chiavi generate da altri pc, prerequisiti per il funzionamento a parte (che potrebbero far crashare il programma in esecuzione) l’installazione potrebbe terminare con successo []

Condivisione Libreriafjg9wj4mlep9ro3bwmzv9lhqzwt5rxvgCondivisione Libreria

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anobii1

Grazie alla segnalazione di un’amico oggi ho conosciuto aNobii, un’altro ottimo strumento per la condivisione di opinioni relative ad oggetti di uso comune ad alta diffusione, nella fattispecie di libri e affini.iux5gl6kjcpgpkhl79f8lp07ekb4ohxc

Meglio tardi che mai, visto che il progetto pare essere nato nel 2005, anche se probabilmente questa è la fase in cui inizia ad essere più seriamente appetibile raggiungendo una maturità che gli permette di limitare problemi e bug passati (come la duplicazione delle fonti) e di ottenere una diffusione e usabilità di tutto rispetto.ii9fa55xajfj9d5xroygjgvohuasvooy

La cosa che trovo più utile in questi strumenti è la possibilità di condividere opinioni le più disparate possibili in merito al soggetto della discussione, e la capacità di trovare materiale affine (per gusto, stile, genere, ecc..) ai nostri gusti personali.ij9tmqd0z76lf5e0sm0ypg3gze1gnwqg

Infine, la possibilità di estrarre un sottoinsieme del proprio materiale e pubblicarlo in una pagina web è una feature narcisistica che farà felici un bel po di blogger… :-)   [scrollare in fondo alla pagina per un esempio concreto]j8bokksxpixoxxz6fo7vjd7ndm431dy7

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anobii1

Grazie alla segnalazione di un’amico oggi ho conosciuto aNobii, un’altro ottimo strumento per la condivisione di opinioni relative ad oggetti di uso comune ad alta diffusione, nella fattispecie di libri e affini.

Meglio tardi che mai, visto che il progetto pare essere nato nel 2005, anche se probabilmente questa è la fase in cui inizia ad essere più seriamente appetibile raggiungendo una maturità che gli permette di limitare problemi e bug passati (come la duplicazione delle fonti) e di ottenere una diffusione e usabilità di tutto rispetto.

La cosa che trovo più utile in questi strumenti è la possibilità di condividere opinioni le più disparate possibili in merito al soggetto della discussione, e la capacità di trovare materiale affine (per gusto, stile, genere, ecc..) ai nostri gusti personali.

Infine, la possibilità di estrarre un sottoinsieme del proprio materiale e pubblicarlo in una pagina web è una feature narcisistica che farà felici un bel po di blogger… :-)   [scrollare in fondo alla pagina per un esempio concreto]

Multiple dbml with same tableskf1mev2xsw377fxf99q6yrvxzn6qx2u6Multiple dbml with same tables

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diagram dbml Probabilmente non è una di quelle operazioni che si compiono quotidianamente, ma pare non ci siano molte informazioni in giro riguardo a come includere diversi modelli dbml, contenenti le stesse tabelle, all’interno di un’unico progetto in Visual Studio, per cui ritengo valga la pena scriversi 2 appunti.onv4jcehi4muff4rtwjqvb5tzcm45b18

Poniamo il caso in cui sia necessario utilizzare dei database che contengono per caso 2 tabelle uguali, o in cui comunque ci siano gli stessi nomi di tabella, e includerli in un modello LINQ to SQL per riutilizzarli ad esempio con dynamic data.pzon2raxricxbq3kkr09glj2m9xa2vp8

Se ci limitiamo a creare i dbml e ad aggiungervi le tabelle del nostro DB, al primo CTRL + B il compilatore di Visual Studio fallirà riportando tanti errori quante ridefinizioni delle stesse tabelle troverà.pcuzmuvnhf206j2suxbm0hlpx6by2k4a

Per risolvere questo problema è sufficiente aggiungere un Context Namespace ed un Entity Namespace per ogni dbml, in modo che durante la compilazione non ci saranno conflitti nella dichiarazione delle classi (visto che le tabelle sono rappresentate da classi nel dbml).p1wukoak7qt3obnyizhjvepwbfdmf1c2

dbml

Ovviamente sarà necessario scegliere la connessione corretta per gestire il DB relativo al dbml, dichiarata preventivamente nel web.config, e visto che probabilmente vorremo usare il dbml nel progetto, ad esempio con dynamic data, dovremo modificare il global.asax dicendogli di utilizzare il datacontext corretto ed eventualmente registrando le nuove routes.pp93e8axyxj694ba2e0rt6keeocan83p

Un buon articolo su come fare per registrare diverse routes di diversi dbml è disponibile qui.qdy5aezl6n99sfy165duqi284xchykle

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diagram dbml Probabilmente non è una di quelle operazioni che si compiono quotidianamente, ma pare non ci siano molte informazioni in giro riguardo a come includere diversi modelli dbml, contenenti le stesse tabelle, all’interno di un’unico progetto in Visual Studio, per cui ritengo valga la pena scriversi 2 appunti.

Poniamo il caso in cui sia necessario utilizzare dei database che contengono per caso 2 tabelle uguali, o in cui comunque ci siano gli stessi nomi di tabella, e includerli in un modello LINQ to SQL per riutilizzarli ad esempio con dynamic data.

Se ci limitiamo a creare i dbml e ad aggiungervi le tabelle del nostro DB, al primo CTRL + B il compilatore di Visual Studio fallirà riportando tanti errori quante ridefinizioni delle stesse tabelle troverà.

Per risolvere questo problema è sufficiente aggiungere un Context Namespace ed un Entity Namespace per ogni dbml, in modo che durante la compilazione non ci saranno conflitti nella dichiarazione delle classi (visto che le tabelle sono rappresentate da classi nel dbml).

dbml

Ovviamente sarà necessario scegliere la connessione corretta per gestire il DB relativo al dbml, dichiarata preventivamente nel web.config, e visto che probabilmente vorremo usare il dbml nel progetto, ad esempio con dynamic data, dovremo modificare il global.asax dicendogli di utilizzare il datacontext corretto ed eventualmente registrando le nuove routes.

Un buon articolo su come fare per registrare diverse routes di diversi dbml è disponibile qui.

Spazio colore in Firefoxrvh8cjxysqetsgmypo96k7x0uazmzm5vSpazio colore in Firefox

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Ultimamente mi sono casualmente imbattuto in una discussione in cui ci si lamentava del fatto che le fotografie visualizzate attraverso Firefox non presentassero dei colori fedeli a quelli visualizzati con gli altri programmi di gestione delle immagini.u7bcatx9xx62ul7rkjmvzwalfiaqqjya

Questo aspetto è estremamente importante perchè se la fotografia non è interpretata correttamente può risultare desaturata e questo non rende sicuramente giustizia al fotografo, oltre ad impedirci di apprezzare al meglio le splendide immagini di cui traboccano siti come flickr e compagnia bella.vj4vt9tp6aw5qw7kbe3dl6ov1gmwn3m9

Nella v.3 di Firefox è possibile abilitare la gestione degli spazi colore diversi da sRgb semplicemente abilitando una parola chiave nelle impostazioni, ed anche se la maggioranza delle fotografie esportate per web utilizzino proprio questo spazio colore è consigliabile abilitare anche gli altri per evitare dubbi residui.vkqg27bjefn8x7h8s1b0sl9aw0b2b6yo

Visto che altri hanno già scritto in merito a questo, mi limito a linkare le pagine dove è possibile apprezzare la differenza di riproduzione dei colori con i profili abilitati.vxwsnax94cdbszgg27mdcgaw7xpqbvcq

References:vb5id9osby5dk8bxzbe9r27mht7vkzxz

http://www.pseudotecnico.org/blog/2008/09/12/firefox-31-e-la-gestione-del-colore/vcr3n86mj3vgrillgxnwzhs1bdx1928e

http://www.color.org/version4html.xalterwqb79xilrkmjlsi8afs4hxg0aac7cwdj

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Ultimamente mi sono casualmente imbattuto in una discussione in cui ci si lamentava del fatto che le fotografie visualizzate attraverso Firefox non presentassero dei colori fedeli a quelli visualizzati con gli altri programmi di gestione delle immagini.

Questo aspetto è estremamente importante perchè se la fotografia non è interpretata correttamente può risultare desaturata e questo non rende sicuramente giustizia al fotografo, oltre ad impedirci di apprezzare al meglio le splendide immagini di cui traboccano siti come flickr e compagnia bella.

Nella v.3 di Firefox è possibile abilitare la gestione degli spazi colore diversi da sRgb semplicemente abilitando una parola chiave nelle impostazioni, ed anche se la maggioranza delle fotografie esportate per web utilizzino proprio questo spazio colore è consigliabile abilitare anche gli altri per evitare dubbi residui.

Visto che altri hanno già scritto in merito a questo, mi limito a linkare le pagine dove è possibile apprezzare la differenza di riproduzione dei colori con i profili abilitati.

References:

http://www.pseudotecnico.org/blog/2008/09/12/firefox-31-e-la-gestione-del-colore/

http://www.color.org/version4html.xalter

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