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14Macro: tecnica dell’obiettivo inverso
Tagged Under : 50mm f1.8, Canon, Macro, Obiettivo inverso, Reverse lens, tecnica
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E’ meraviglioso scoprire quante cose si possano fare applicando una tecnica non convenzionale agli oggetti. Scoprire come funziona una cosa, coglierne appieno le potenzialità, spingerle al limite, esprimerle.qpwyao1jcnidpedxbsf91helrvuj6hpq
Il caso della tecnica fotografica dell’obiettivo inverso (reverse lens technique) è emblematica di questo modo di pensare: come prendere una lente “normale”, come ad esempio il mio Canon 50mm f1.8, e utilizzarlo per fare delle fotografie macro impensabili per un utilizzo standard della lente.qc87481w3t7g9719v7yhz892t5t7dogc
La tecnica1 è piuttosto semplice: si tratta di prendere l’obiettivo, sganciarlo dalla macchina, e con l’aiuto di un’apposita ghiera di inversione (o delle mani, come ho fatto io) tenerlo sul corpo in posizione inversa e scattare.q08ow5a0cfxkujq6vbmvzfi78fqeiqix
Questa tecnica consente di avvicinarsi di molto al soggetto, per fare un esempio concreto la distanza minima di messa a fuoco per il Canon 50 f1.8 passa da 45cm minimi in modalità standard a circa 5cm con questa tecnica.qokyqpad3mmneceigq53x6dobop2qxak
Pare che per ottenere risultati migliori sia consiglibile aprire il diaframma alla massima misura consentita (operazione da eseguire preventivamente perchè ovviamente una volta che si è staccato l’obiettivo dai contatti del corpo non è più possibile controllarne l’apertura), e impostare il fuoco in manuale sull’infinito ideale. rka6ji22e89rtqxwkuqyixy8vc1aqxsgPer mettere a fuoco il soggetto poi sarà necessario avvicinarsi e allontanarsi fisicamente2, e gestire i tempi manualmente controllando successivamente il risultato dello scatto, visto che l’esposimentro in questa modalità è decisamente poco affidabile.rxgh4los55ztojv4u01b2szv59eyqn7i
Tutorials: 1, 2rxch99r2e5pxxu8z80l9c1bkov058g2s
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Formiche: macro eseguite su fiori di diametro massimo di 2cm, si possono vedere le foto come da scatto seguite dai crop sui corpi delle formiche. La nitidezza non è eccellente, ma in un paio di foto si possono contare i peli sul dietro dei simpatici insetti
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Fiori: ecco i risultati di alcune macro eseguite sul corpo di piccoli fiori di ciliegio; si può vedere quanto è ridotto il piano focale perchè in alcune il fuoco è limitato ai pistilli mentre in altre lo sono solo i petali.sawedm16u6l8gk5mqra5psl0ujcbyvhu
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Ragno: questo piccolo ragno aveva un corpo di circa 6-7 mm, il risultato ottenuto considerando gli strumenti a disposizione è notevoletnob7n5qs82ehnejhku5g27201f5mn7b
- che ho scoperto solo da poco e per cui ringrazio l’autore di questo thread sul simpatico forum CCI, ma che è nota da tempo [↩]tz42ofbxj1shehexo3gt3rzzyzoug358
- questo è un giochetto che mette a dura prova i nervi, perchè la profondità di campo è talmente ridotta che uno spostamento di pochi millimetri mette completamente fuori fuoco il soggetto: scattare a mano libera tenendo con una mano il corpo e con l’altra l’obiettivo è un’attività da veri funamboli! [↩]tz02t3e7s1hknsrs231re0aohkb0zw0i
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E’ meraviglioso scoprire quante cose si possano fare applicando una tecnica non convenzionale agli oggetti. Scoprire come funziona una cosa, coglierne appieno le potenzialità, spingerle al limite, esprimerle.
Il caso della tecnica fotografica dell’obiettivo inverso (reverse lens technique) è emblematica di questo modo di pensare: come prendere una lente “normale”, come ad esempio il mio Canon 50mm f1.8, e utilizzarlo per fare delle fotografie macro impensabili per un utilizzo standard della lente.
La tecnica1 è piuttosto semplice: si tratta di prendere l’obiettivo, sganciarlo dalla macchina, e con l’aiuto di un’apposita ghiera di inversione (o delle mani, come ho fatto io) tenerlo sul corpo in posizione inversa e scattare.
Questa tecnica consente di avvicinarsi di molto al soggetto, per fare un esempio concreto la distanza minima di messa a fuoco per il Canon 50 f1.8 passa da 45cm minimi in modalità standard a circa 5cm con questa tecnica.
Pare che per ottenere risultati migliori sia consiglibile aprire il diaframma alla massima misura consentita (operazione da eseguire preventivamente perchè ovviamente una volta che si è staccato l’obiettivo dai contatti del corpo non è più possibile controllarne l’apertura), e impostare il fuoco in manuale sull’infinito ideale. Per mettere a fuoco il soggetto poi sarà necessario avvicinarsi e allontanarsi fisicamente2, e gestire i tempi manualmente controllando successivamente il risultato dello scatto, visto che l’esposimentro in questa modalità è decisamente poco affidabile.
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Formiche: macro eseguite su fiori di diametro massimo di 2cm, si possono vedere le foto come da scatto seguite dai crop sui corpi delle formiche. La nitidezza non è eccellente, ma in un paio di foto si possono contare i peli sul dietro dei simpatici insetti
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Fiori: ecco i risultati di alcune macro eseguite sul corpo di piccoli fiori di ciliegio; si può vedere quanto è ridotto il piano focale perchè in alcune il fuoco è limitato ai pistilli mentre in altre lo sono solo i petali.
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Ragno: questo piccolo ragno aveva un corpo di circa 6-7 mm, il risultato ottenuto considerando gli strumenti a disposizione è notevole
- che ho scoperto solo da poco e per cui ringrazio l’autore di questo thread sul simpatico forum CCI, ma che è nota da tempo [↩]
- questo è un giochetto che mette a dura prova i nervi, perchè la profondità di campo è talmente ridotta che uno spostamento di pochi millimetri mette completamente fuori fuoco il soggetto: scattare a mano libera tenendo con una mano il corpo e con l’altra l’obiettivo è un’attività da veri funamboli! [↩]

