Associare nuove estensioni in Windows 7 o Windows Vista1gcungae9fjr5xh49mex3858hl379qg2Associare nuove estensioni in Windows 7 o Windows Vista

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Pare che con le ultime release di Windows in casa M$ abbiano voluto rendere più difficile mettere mano ai componenti del sistema, in nome dello slogan – come direbbe un mio vecchio amico – “meno libertà agli utenti!” :-)4ozrybs0rkgy7e0bupo1mfjvkbcpqmvm

Infatti se mentre con i sistemi fino a XP aggiungere una nuova estensione ed associarvi un programma era un gioco da ragazzi, consistente nell’arrivare ad aprire la lista dei tipi di file (file types, come spiegato in questa guida), e premere sul pulsante “aggiungi”, da Vista e Seven non è più così.4cptuihn0a71rpm2yf14jr1qakdv0ydb

In realtà la cosa nella maggioranza dei casi può non essere vista come un grosso problema, infatti la maggior parte degli utenti di Microsoft non si spingeranno al punto di visualizzare le estensioni dei file del sistema…4dbe3gzg8ex4yzxrf1arq6m55531p1pq

Scherzi a parte, la cosa potrebbe non essere un problema perchè con Vista o Seven per associare un’estensione sconosciuta è sufficiente rinominare il file (o prendere il file con la nuova estensione da associare) e con il classico “apri con”, flaggando l’opzione “ricorda l’associazione…” il gioco è fatto, e per modificare o ripristinare l’associazione dei file conosciuti dal sistema si può usare la gestione dei componenti di default dal pannello di controllo come spiegato qui .52e91aedypo7griw23gol3qcje5p3hwh

Domanda: ma se si vuole associare un file senza estensione?
Risposta: da interfaccia grafica è impossibile :-)
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Per poterlo fare però possiamo ricorrere alla potenza della shell di Windows, lanciando un paio di comandi del tipo:5hwszlygvw6cgtpnxiod9jl30ubiyj23

assoc .=filesenzaestensione
ftype filesenzaestensione="%windir%\notepad.exe" "%1"

dove il primo dice al sistema di registrare una nuova estensione, che però in questo caso non specificandone nessuna le racchiude tutte, e il secondo dice al sistema cosa usare per aprire queste estensioni (in questo caso il buon vecchio notepad).56cfy13m3rxfx2974vo521co32goe40x

Chiaramente si potrebbe usare la stessa coppia di comandi per registrare qualunque estensione in modo più veloce, aggiungendo l’estensione desiderata dopo il punto nel primo comando (es. assoc .txt=testo) e il percorso completo dell’eseguibile da usare tra le virgolette nel secondo.57y180lgbvoh4djwkhxsagw3xn5u37cc

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Pare che con le ultime release di Windows in casa M$ abbiano voluto rendere più difficile mettere mano ai componenti del sistema, in nome dello slogan – come direbbe un mio vecchio amico – “meno libertà agli utenti!” :-)

Infatti se mentre con i sistemi fino a XP aggiungere una nuova estensione ed associarvi un programma era un gioco da ragazzi, consistente nell’arrivare ad aprire la lista dei tipi di file (file types, come spiegato in questa guida), e premere sul pulsante “aggiungi”, da Vista e Seven non è più così.

In realtà la cosa nella maggioranza dei casi può non essere vista come un grosso problema, infatti la maggior parte degli utenti di Microsoft non si spingeranno al punto di visualizzare le estensioni dei file del sistema…

Scherzi a parte, la cosa potrebbe non essere un problema perchè con Vista o Seven per associare un’estensione sconosciuta è sufficiente rinominare il file (o prendere il file con la nuova estensione da associare) e con il classico “apri con”, flaggando l’opzione “ricorda l’associazione…” il gioco è fatto, e per modificare o ripristinare l’associazione dei file conosciuti dal sistema si può usare la gestione dei componenti di default dal pannello di controllo come spiegato qui .

Domanda: ma se si vuole associare un file senza estensione?
Risposta: da interfaccia grafica è impossibile :-)

Per poterlo fare però possiamo ricorrere alla potenza della shell di Windows, lanciando un paio di comandi del tipo:

assoc .=filesenzaestensione
ftype filesenzaestensione="%windir%\notepad.exe" "%1"

dove il primo dice al sistema di registrare una nuova estensione, che però in questo caso non specificandone nessuna le racchiude tutte, e il secondo dice al sistema cosa usare per aprire queste estensioni (in questo caso il buon vecchio notepad).

Chiaramente si potrebbe usare la stessa coppia di comandi per registrare qualunque estensione in modo più veloce, aggiungendo l’estensione desiderata dopo il punto nel primo comando (es. assoc .txt=testo) e il percorso completo dell’eseguibile da usare tra le virgolette nel secondo.

Hard drive transfer rate -> Windows Vista x64 vs Windows 7 x647ykndprngir2wy0qrckgnaqmfe8i3d27Hard drive transfer rate -> Windows Vista x64 vs Windows 7 x64

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I test sulla velocità di trasferimento dati effettuati sul notebook poco tempo fa mi hanno notevolmente stupito, tanto che ho pensato di ripetere qualche benchmark simile sul mio notebook prima dell’upgrade del sistema operativo da Windows Vista (64 bit) a Windows 7 (64 bit pure lui).hjpfz1n4j4ip8wr9sy8lhysudorm2dph

Anche in questo caso mi sono limitato a misurare i tempi di trasferimento di file di grosse dimensioni da un hard disk esterno USB al disco locale, ed anche in questo caso i risultati si sono rivelati a dir poco interessanti..h853zisarz9sp6cuzb9dahjefwvrjznb

-pj3x1dkkkemn699ibtj425tfwf88m56hk12hnevdtx4098d1gyhpqpqo3d6t6fnthai9cqqny81uufjdjk6pe1dimgowebfu

Dati dei sistemi utilizzati nei testhoe713rxnasxn7gewd4qv3nv8c5kkaa1


Sistema operativo hqqdebp9vjk0sgnxgl12znh0ewypen1l

  1. Windows Vista Business SP2 X64 patchato al 15/09/2009is3kskmm2rb2xpvf1uxe37b4kfsu9zt4
  2. Windows 7 Ultimate X64 patchato al 26/09/2009itcdzvf6sb154i6py5c7c196r1givxeh

PCiucragn9i0s8aafty2foi0gy9l76n5fy

  1. Acer Travelmate 5720G: Intel core 2 duo T7700, RAM 4GBi88oztoj82ka31cucvdqz2qbwhott4a5

Hard diskiy141xjzxhbdktvu2j8cq548mougduy1

  1. Notebook: Hitachi HTS542525K9SA00 250GB – Filesystem NTFSjouk31dfmx3f0kett82yi9h5cw03xkmx
  2. USB: WD Elements 500GB – Filesystem NTFSjq6rg9brt6vi5tmcdgzamtbaigt9rxdh

Tipologie di testjf9me3qojhlknl8h1i67hqfhxoww5el8

  1. From usb to local: scrittura su disco locale (1) lettura da USB (2)j622g7k48wdn4crhr70t8usenw2kp4a5
  2. From local to usb: lettura da disco locale (1) scrittura su USB (2)jwviibfkxc5pk3bgivvg0x6bd4779uy1

Metodologiaky7pvjcx5kwspdjz24rs4izgkn1c47pl

  1. Per le operazioni sui file è stato utilizzato explorer da interfaccia grafica, e i tempi misurati sono stati rilevati con l’utilizzo dell’eseguibile process monitor (vedi screen sotto). Sono stati effettuati 3 test di trasferimento con file diversi per ogni tipologia di prova, in modo da limitare la varianza ed effettuare una media attendibile sulle velocità. kw0buaaexvkv08ylt5u6kzf23ai1dleoTutti i test sono stati ripetuti nello stesso identico modo sia su Vista che su Seven, mantenendo gli stessi collegamenti, lo stesso hardware e scrivendo sulle stesse partizioni, in modo che l’unico fattore di diversità fosse il sistema operativo.kzqa96y1mocy4y5jwpldm5wkxudob3va

-pj3x1dkkkemn699ibtj425tfwf88m56hk12hnevdtx4098d1gyhpqpqo3d6t6fnthai9cqqny81uufjdjk6pe1dimgowebfu

RISULTATIkrvxpiqtidw3pzw17mcbis3mtlchq6bp


Windows Vista x64
l55nfihcpzo5i8rh4q47xf0b3gvmz9wy

From usb to localnaf7kvue2nxyk7u2gdvtcsrmabma607klwy4hmbseef8yzbhvfztpid8uo19j0kv

  1. 28 sec = 699.383.816 / 28 = 23,8 MB/slyn3whzf377a2piezzqzrotpo7wwhh1h
  2. 27 sec = 699 MB/ 27 = 25,88MB/slptc08j5a70chy0s9yeghctz2f304cgf
  3. 58 sec = 1,45 GB/ 58 = 25,77MB/slgzl4z3uh7sfx7i7jy3w70t9gmb5r7ue

Velocità media di trasferimento: 25.15 MB/slu9bvzudotkhpfdng2vtmnqzqhua0bfn

From local to usbo9z75k5j2msbjh7jzb6mjq2edp309anpm858jcvndvbki79puvuv3o0bcday6aau

  1. 40 sec = 749.450.149 / 40 = 17,8 MB/smahfxkt0k43mngh7e3q679ugjx431m1d
  2. 37 sec = 699 / 37 = 18,89 MB/smculasrcsduprppqycnibtnlphx8vzsx
  3. 80 sec = 1,45 / 80 = 18,56 MB/smr3b0siwzzmrkyk6vggfqfkazcfd43d6

Velocità media di trasferimento: 18.41 MB/sm6qutfyon6etbpe1cw254n4cx700gboh


Windows 7 x64
njmrir0yd86w4ga3po17loepj3hnmajo

From usb to localnaf7kvue2nxyk7u2gdvtcsrmabma607klwy4hmbseef8yzbhvfztpid8uo19j0kv

  1. 26 sec = 688MB / 26 = 26,4 MB/snbelvh2hscp1qz36gaybirydsveyy881
  2. 54 sec = 1.46GB / 54 = 27,68 MB/sndrs8p0uzkg4v8ao1junmbsiyf73tl0l
  3. 24 sec = 699MB / 24 = 29,1 MB/sn4x1cgkk6k86aht3bij3c0sscmf8ggek

Velocità media di trasferimento: 27.72 MB/s ovvero 10,21% in più rispetto a Vista x64n697poiwdt08fq0lvrgfgkmxj68dbs63

From local to usbo9z75k5j2msbjh7jzb6mjq2edp309anpm858jcvndvbki79puvuv3o0bcday6aau

  1. 35 sec = 699MB / 35 = 20 MB/sonv4tw7srojdc83kc45nzrcrzlkoe9iw
  2. 70 sec = 1.46GB = 21.35 MB/so15ukwybyabg4hy198xkfd9g9g3tnc35
  3. 33 sec = 699MB / 33 = 21.18 MB/sofekawpv5x3iwqth6cqgu065jclywgoe

Velocità media di trasferimento: 20.84 MB/s ovvero 13.19% in più rispetto a Vista x64otahz9q4vzulpiqik5oia1gi682l2fil

-pj3x1dkkkemn699ibtj425tfwf88m56hk12hnevdtx4098d1gyhpqpqo3d6t6fnthai9cqqny81uufjdjk6pe1dimgowebfu

Anche in questo caso i risultati parlano da soli, pare che a Redmond abbiano deciso di rimboccarsi le maniche e i miglioramenti da quel che si può misurare almeno in questo campo sono tangibili.pmg4elixrneqbih0v2gg6pnk2z1dhiy0

inizio_copia

Process monitor: inizio della copia, sulla colonna più a destra si possono leggere l operazioni svolte dal sistema operativo per l’allocazione del nuovo file, e poi l’inizio della copia a blocchi sequenziali di bytes.pbvre2n3zi5sss1l2fg7z7e4475jy3wu

fine_copia

Process monitor: fine della copia, sulla colonna più a destra si possono leggere i blocchi sequenziali di bytes copiati, e come ultima l’operazione di chiusura del file.
ppsp3eodokwvljynf8f9g9ogr3m642r1

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I test sulla velocità di trasferimento dati effettuati sul notebook poco tempo fa mi hanno notevolmente stupito, tanto che ho pensato di ripetere qualche benchmark simile sul mio notebook prima dell’upgrade del sistema operativo da Windows Vista (64 bit) a Windows 7 (64 bit pure lui).

Anche in questo caso mi sono limitato a misurare i tempi di trasferimento di file di grosse dimensioni da un hard disk esterno USB al disco locale, ed anche in questo caso i risultati si sono rivelati a dir poco interessanti..

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Dati dei sistemi utilizzati nei test


Sistema operativo

  1. Windows Vista Business SP2 X64 patchato al 15/09/2009
  2. Windows 7 Ultimate X64 patchato al 26/09/2009

PC

  1. Acer Travelmate 5720G: Intel core 2 duo T7700, RAM 4GB

Hard disk

  1. Notebook: Hitachi HTS542525K9SA00 250GB – Filesystem NTFS
  2. USB: WD Elements 500GB – Filesystem NTFS

Tipologie di test

  1. From usb to local: scrittura su disco locale (1) lettura da USB (2)
  2. From local to usb: lettura da disco locale (1) scrittura su USB (2)

Metodologia

  1. Per le operazioni sui file è stato utilizzato explorer da interfaccia grafica, e i tempi misurati sono stati rilevati con l’utilizzo dell’eseguibile process monitor (vedi screen sotto). Sono stati effettuati 3 test di trasferimento con file diversi per ogni tipologia di prova, in modo da limitare la varianza ed effettuare una media attendibile sulle velocità. Tutti i test sono stati ripetuti nello stesso identico modo sia su Vista che su Seven, mantenendo gli stessi collegamenti, lo stesso hardware e scrivendo sulle stesse partizioni, in modo che l’unico fattore di diversità fosse il sistema operativo.

-

RISULTATI


Windows Vista x64

From usb to local

  1. 28 sec = 699.383.816 / 28 = 23,8 MB/s
  2. 27 sec = 699 MB/ 27 = 25,88MB/s
  3. 58 sec = 1,45 GB/ 58 = 25,77MB/s

Velocità media di trasferimento: 25.15 MB/s

From local to usb

  1. 40 sec = 749.450.149 / 40 = 17,8 MB/s
  2. 37 sec = 699 / 37 = 18,89 MB/s
  3. 80 sec = 1,45 / 80 = 18,56 MB/s

Velocità media di trasferimento: 18.41 MB/s


Windows 7 x64

From usb to local

  1. 26 sec = 688MB / 26 = 26,4 MB/s
  2. 54 sec = 1.46GB / 54 = 27,68 MB/s
  3. 24 sec = 699MB / 24 = 29,1 MB/s

Velocità media di trasferimento: 27.72 MB/s ovvero 10,21% in più rispetto a Vista x64

From local to usb

  1. 35 sec = 699MB / 35 = 20 MB/s
  2. 70 sec = 1.46GB = 21.35 MB/s
  3. 33 sec = 699MB / 33 = 21.18 MB/s

Velocità media di trasferimento: 20.84 MB/s ovvero 13.19% in più rispetto a Vista x64

-

Anche in questo caso i risultati parlano da soli, pare che a Redmond abbiano deciso di rimboccarsi le maniche e i miglioramenti da quel che si può misurare almeno in questo campo sono tangibili.

inizio_copia

Process monitor: inizio della copia, sulla colonna più a destra si possono leggere l operazioni svolte dal sistema operativo per l’allocazione del nuovo file, e poi l’inizio della copia a blocchi sequenziali di bytes.

fine_copia

Process monitor: fine della copia, sulla colonna più a destra si possono leggere i blocchi sequenziali di bytes copiati, e come ultima l’operazione di chiusura del file.

Upgrade from Vista to Windows 7rczj7lqjetcm1vap467ro2e9b4n9n1v2Upgrade from Vista to Windows 7

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Ho appena concluso l’aggiornamento della mia workstation da Windows Vista 64 a Windows Seven 64.v00dw02lss85hgllxkc0cx76whgf81cy

L’aggiornamento (per ora) è stato meno doloroso del previsto: tutto l’hardware precedentemente installato è ancora correttamente riconosciuto, e questa era la cosa che mi preoccupava maggiormente visto che alcuni dei componenti installati (come ad esempio la pinnacle pctv 100) non sono particolarmente recenti.voqfs7r81jy80r8c1ap28ao0nqhljcuo

Ma d’altra parte Seven non è altro che Vista con una reputazione migliore (ma minore) e un’interfaccia più trasparente, non è così? :-)w3z5i7ir85qas03tyfhznwlpxmzqsgfx

Gli unici dispositivi non funzionanti sono il drive cd virtuale installato da daemon tools e la scheda di rete virtuale di hamachi; tuttavia non sono componenti critici e sono talmente diffusi che non credo passerà molto tempo prima che vengano rilasciati gli aggiornamenti per la compatibilità.wsfsiomxf1ida9od5siqhfc9zu3w91dr

Per quanto riguarda il software invece fino ad ora non ho notato problemi di sorta: Visual Studio 2008 funziona ancora così come MSSQL 2008, il device mobile center continua a dialogare con Windows Mobile per cui le applicazioni più critiche (seppur di casa MS) per lo sviluppo non sembrano soffrire problemi di compatibilità.wt1erm5rn58ghky2merdotxouft2y4o6

L’unica incompatibilità notata fin’ora fortunatamente si è risolta da sè: la suite di Pinnacle TV Center Pro ha perso definitivamente la capacità di avviarsi e quindi di gestire la scheda TV; per una volta però non mi posso lamentare perchè il mastodontico Media Center, che nella versione installata su Vista 64 non riconosceva il tv tuner analogico, in questa l’ha riconosciuto al volo provvedendo per scusarsi alla ricerca immediata dei canali e a fornirmi tutte won7fismi2tkyik83kupdtm6e40tpq0vle informazioni possibile relative alle trasmissioni.xqd7uef97vln29r574kwgy2n8nvgn8ih

Notevole l’usabilità del media center che per quanto riguarda la TV è in grado di mostrare in modo comodo ed efficace tutta la programmazione in realtime dei canali televisivi, di gestire la registrazione automatica oltre che per canale anche per programma, e interfacciarsi con il televideo in un paio di click.x3jieg1zxtcqx1pdhav80u3ajk84mxwj

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Ho appena concluso l’aggiornamento della mia workstation da Windows Vista 64 a Windows Seven 64.

L’aggiornamento (per ora) è stato meno doloroso del previsto: tutto l’hardware precedentemente installato è ancora correttamente riconosciuto, e questa era la cosa che mi preoccupava maggiormente visto che alcuni dei componenti installati (come ad esempio la pinnacle pctv 100) non sono particolarmente recenti.

Ma d’altra parte Seven non è altro che Vista con una reputazione migliore (ma minore) e un’interfaccia più trasparente, non è così? :-)

Gli unici dispositivi non funzionanti sono il drive cd virtuale installato da daemon tools e la scheda di rete virtuale di hamachi; tuttavia non sono componenti critici e sono talmente diffusi che non credo passerà molto tempo prima che vengano rilasciati gli aggiornamenti per la compatibilità.

Per quanto riguarda il software invece fino ad ora non ho notato problemi di sorta: Visual Studio 2008 funziona ancora così come MSSQL 2008, il device mobile center continua a dialogare con Windows Mobile per cui le applicazioni più critiche (seppur di casa MS) per lo sviluppo non sembrano soffrire problemi di compatibilità.

L’unica incompatibilità notata fin’ora fortunatamente si è risolta da sè: la suite di Pinnacle TV Center Pro ha perso definitivamente la capacità di avviarsi e quindi di gestire la scheda TV; per una volta però non mi posso lamentare perchè il mastodontico Media Center, che nella versione installata su Vista 64 non riconosceva il tv tuner analogico, in questa l’ha riconosciuto al volo provvedendo per scusarsi alla ricerca immediata dei canali e a fornirmi tutte le informazioni possibile relative alle trasmissioni.

Notevole l’usabilità del media center che per quanto riguarda la TV è in grado di mostrare in modo comodo ed efficace tutta la programmazione in realtime dei canali televisivi, di gestire la registrazione automatica oltre che per canale anche per programma, e interfacciarsi con il televideo in un paio di click.

Netbook data transfer: Linux VS Windows 7yu55k5873gfapn76o5ixdoxu1casm3ndNetbook data transfer: Linux VS Windows 7

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Da qualche giorno ho acquistato un irresistibile giocattolino, una di quelle meraviglie della tecnica impensabili fino a pochi anni fa, che recentemente sta conquistando enormi fette di mercato nel settore dei pc: uno spettacolo di portabilità ed efficienza, ovvero ciò che per il campo di utilizzo viene comunemente definito Netbook.aoqnybze5sas391wa7z9i6p9mxn62vz5

Dopo svariate ricerche ho trovato nell’Acer Aspire One D150 un ottimo compromesso tra prezzo e dotazione, anche se praticamente fino ad ora tutti i netbook se la giocano principalmente sull’hard disk (SSD vs SATA) e sulla batteria (3 celle vs 6 celle), meno sul quantitativo di RAM (da 512MB a 2GB) installata e poco sullo schermo (8.9″ vs 10″ vs 11″), visto che la piattaforma su cui viene distribuito l’Atom sui netbook è solo quella bh93fahgj0txorrt4fl1cfin7oogk25ndell’intel e la scelta tra 945 o GN40 di certo non fa una gran differenza.bjz2u6528tm0riyq8zb7fkz518j3ijn9

Sicuramente si vedranno enormi evoluzioni a breve visto che il segmento è appena nato, e visto che su piattaforme fisse Nvidia ha già iniziato a distribuire soluzioni di un certo livello che offrono un pool di connessioni di I/O (HDMI, eSata, LAN Gigabit, ecc…) e un comparto grafico di tutto rispetto e ben superiori rispetto a ciò che si può trovare sulla maggioranza dei netpc attualmente sugli scaffali.bj8v1hxmydc3zb905aq0oex77t7r4i8l

Il D150 che ho tra le mani monta un TOSHIBA MK1655GSX, disco assolutamente silenzioso e discretamente prestante, con 8MB di cache e rotazione a 5400rpm come la maggioranza dei dischi da 2,5″.bkugbfgg7h256lkpmwynvsim2dxxtlj0

Per quanto mi riguarda il netbook è uno strumento dedicato principalmente a 2 compiti:bydkx5rgezt80vhcgd3ud96m0ac3wfn5

  • accesso ad internet con maggior comodità rispetto a quanto si possa fare da un PDA quando il portatile da 4Kg è troppo scomodo da poter essere portato appressoc0qrbdpsm8lb54pu0m06itzq6u68qrfo
  • gestione e condivisione di file all’interno della rete locale1cd9wx30suqcdzemhu34e0anq5qletlkt

Dal momento che lo sfruttamento delle potenzialità del dispositivo2 è una delle caratteristiche più importanti per questa tipologia di utilizzo, ho voluto effettuare alcuni test di trasferimento dati per tastare con mano la qualità di gestione dei dischi dai due sistemi operativi principali che vi si possono installare in questo momento.cevh61jm2u2g5pw6bpd17o85zbakiov7

Dati dei sistemi utilizzati nei testcglgmw68rnui9f33f947auonuu57g6ct


Sistema operativo cjbg1suvfgmld690itudcz44od1uenuf

  1. Netbook 1: Windows 7 Ultimate X86 patchato all’11/09/2009dmd8ia7rmtfngefc6ofedp7z6wxyf923
  2. Netbook 2: Ubuntu 9.04 con Xfce, kernel 2.6.28-15-genericd1ny9ayatg7p8nat3t7bsc4ogsg3odmc
  3. PC: Windows Vista 64bit SP2dst7d1i00fzsnws7dswri04yuzo8b81b

PCd7fp5ozsomrufmm2u8iiw7n0su8vnhcm

  1. Acer Aspire D150 160GB hard disk, 1GB ramd95pljnfdfjwidt0yr9oyd3imd3ilyt8
  2. Intel Core2duo E4300@3.1GHz, 6GB ram, Asus P5N-E SLIdoeebjdyk1bzbmogvw1kdz07w9mnu2eh

Hard diskeeknfayor131qu6v5vq13o0hagtshxsg

  1. Netbook: Toshiba MK1655GSX – Filesystem NTFS su Windows 7 ed EXT3 su Linuxegxusiv0yav4v4edp4md88umh0nxcak0
  2. PC: HD Seagate Barracuda 500Gb SATA-II NCQ 7200 RPM 32Mb ST350032 – Filesystem NTFSe6disz0765m6cdzywhn51ql6j8r2svit
  3. USB: WD Elements 500GB – Filesystem NTFSelm7jzrqdre94muetlg1gdhvt3971z33

Networkezvx9yi9ke6bwvpuqp8xvzek3zsca2nc

  1. Netbook: Ethernet Attansic L1e 10/100MBfd4n0y9sr0yep4kbot1tambaduahj68l
  2. PC: Ethernet Nvidia Gigabit controllerfgunfuxfgtqgsvq8rdr0drrr7d54hoq7
  3. Switch: Cisco Gigabit 8 portef6n3hyrv58hi9ma8i2mm4u4oylbr1ee3

Tipologie di testf9d2xtehu19lddh5mlcs70l6s46ezvvp

  1. LOCAL READ: lettura da disco locale (1) scrittura su USB (3)fnmsnt501o1n5lcljq5ommiv20pj8zgy
  2. LOCAL WRITE: scrittura su disco locale (1) lettura da USB (3)f2vieswk8atqxu72guyl19elcv7oh317
  3. NETWORK READ: lettura da disco locale (1) e scrittura su PC remoto(2)gt1rijh9ealsc3pgqtm1rxevq3ft4yf5
  4. NETWORK WRITE: scrittura su  disco locale (1) e lettura da PC remoto(2)gju7knbp3pdutu8ghihni0rsgalgoo42

Metodologiagyhqcasisw5xkk2byx3ew8bue5530xfd

  1. Per le operazioni su Windows 7 si è utilizzato explorer da interfaccia grafica, e i tempi misurati sono stati rilevati in concomitanza con l’apertura del popup della copia e la chiusura dello stesso3gz3bl8ac00w0rvc0ejc13mv99qv9ozqs
  2. Per le operazioni su Linux si è utilizzata la shell e i tempi sono stati rilevati dal comando time. Il file system remoto è stato montato utilizzando le utility del pacchetto smbfs.g1gizh8o79o2v4kiys8d77pefaoejchc

RISULTATI4h3socp61fif50ds1j05pcrjiltijep9v


Windows 7h55vpx3emq775n0j3921gbdnsdbp910f

  1. File da 4.555.188KB copiato in 529s ==> 8,40MB/shjelgxuxtdz9xwv00duxvyac29uui5lo
  2. File da 4.694.939.550B copiato in 163s ==> 27,46MB/shynb6xlg0zqcp4qgxhntak62c4czr96x
  3. File da 992.837.632KB copiato in 83s ==> 11,40MB/sh0dams93psietvxd11d0cqnj6o7mpqnj
  4. File da 992.837.632KB copiato in 84s ==> 11,27MB/shewf8ik3xa9hn5u0vji7v6aj5kmrsksn

Linuxis54zhbm4w1jfephsnb3as78ff5w1odw

  1. File da 4.555.188KB copiato in 10m 44.292s ==> 6.90MBi6fuph25bitm7nkxpr30pf4xpbn1asy5
  2. File da 4.555.188KB copiato in 1m 28.830s ==> 18MB/silokghtoi5lozwfdmvww411nz666jwie
  3. File da 1.463.969.792B copiato in 3m 47.732 s ==> 6,15MB/sibh0ilo47kdrgnzddkqiw5ekpecu2m7b
  4. File da 1.463.969.792B copiato in 4m 7.730s ==> 5,65MB/sie70xgbrwd5tke5ag3hoyau1jx7h03ow

read_network_7_L

Test 3 su Windows 7: trasferimento dal disco locale al PC in retejgj7ap933mwwpndt0cd02uo6qh0mvggg

write7_L

Test 2 su Windows 7: trasferimento dal disco USB al disco locale
jiwdox7gavoytwlbllac6fibw1trqs7z

I risultati parlano da se, avevo avuto questo sentore verificando la relativa lentezza nella velocità di trasferimento osservata sulla Ubuntu, che personalmente ritengo una distribuzione eccezionale vista la semplicità di utilizzo e perfetta su questi netbook: è leggera e veloce, tutto l’hardware viene riconosciuto durante l’installazione e, sorpresa delle sorprese, finalmente  è possibile condividere la connessione al pc tramite il PDA con windows mobile usandolo ja1039z97j73exctvi1a23pdsstj5vnfcome modem UMTS senza ricompilare nulla, visto che il modulo rndis è già perfettamente integrato nel kernel.jobqu9qse5z6767asmu7hpm23oboez8o

Ma a parte le considerazioni sul sistema operativo, i numeri non sono contestabili e i vantaggi che arrivano al 100% nei trasferimenti di rete da parte di Windows 7 decretano una gestione dell’hardware pesantemente migliore per quanto riguarda il comparto disco-rete.jpxb378lm9q8dghy982up37hx81u32j3

  1. determinante l’assorbimento di energia elettrica estremamente ridotto []kraigg6ytihbipphtgz5to0m3su0yean
  2. e in particolare della velocità di trasferimento dati []k56f5s78jk9dbhli79y79pbyqobn3d5t
  3. certo non è un gran metodo ma funziona e se si considera uno scarto del 2-3% può essere ritenuto affidabile []k75tgdgb890gh8um770pfpiq883avl6b
  4. note per la lettura: i numeri si riferiscono alla tipologia di test, quindi il test 1 è quello di LOCAL READ, ecc.. []k9i0tmdoghrjmi25rfx1j9cveswgqyyu
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Da qualche giorno ho acquistato un irresistibile giocattolino, una di quelle meraviglie della tecnica impensabili fino a pochi anni fa, che recentemente sta conquistando enormi fette di mercato nel settore dei pc: uno spettacolo di portabilità ed efficienza, ovvero ciò che per il campo di utilizzo viene comunemente definito Netbook.

Dopo svariate ricerche ho trovato nell’Acer Aspire One D150 un ottimo compromesso tra prezzo e dotazione, anche se praticamente fino ad ora tutti i netbook se la giocano principalmente sull’hard disk (SSD vs SATA) e sulla batteria (3 celle vs 6 celle), meno sul quantitativo di RAM (da 512MB a 2GB) installata e poco sullo schermo (8.9″ vs 10″ vs 11″), visto che la piattaforma su cui viene distribuito l’Atom sui netbook è solo quella dell’intel e la scelta tra 945 o GN40 di certo non fa una gran differenza.

Sicuramente si vedranno enormi evoluzioni a breve visto che il segmento è appena nato, e visto che su piattaforme fisse Nvidia ha già iniziato a distribuire soluzioni di un certo livello che offrono un pool di connessioni di I/O (HDMI, eSata, LAN Gigabit, ecc…) e un comparto grafico di tutto rispetto e ben superiori rispetto a ciò che si può trovare sulla maggioranza dei netpc attualmente sugli scaffali.

Il D150 che ho tra le mani monta un TOSHIBA MK1655GSX, disco assolutamente silenzioso e discretamente prestante, con 8MB di cache e rotazione a 5400rpm come la maggioranza dei dischi da 2,5″.

Per quanto mi riguarda il netbook è uno strumento dedicato principalmente a 2 compiti:

  • accesso ad internet con maggior comodità rispetto a quanto si possa fare da un PDA quando il portatile da 4Kg è troppo scomodo da poter essere portato appresso
  • gestione e condivisione di file all’interno della rete locale1

Dal momento che lo sfruttamento delle potenzialità del dispositivo2 è una delle caratteristiche più importanti per questa tipologia di utilizzo, ho voluto effettuare alcuni test di trasferimento dati per tastare con mano la qualità di gestione dei dischi dai due sistemi operativi principali che vi si possono installare in questo momento.

Dati dei sistemi utilizzati nei test


Sistema operativo

  1. Netbook 1: Windows 7 Ultimate X86 patchato all’11/09/2009
  2. Netbook 2: Ubuntu 9.04 con Xfce, kernel 2.6.28-15-generic
  3. PC: Windows Vista 64bit SP2

PC

  1. Acer Aspire D150 160GB hard disk, 1GB ram
  2. Intel Core2duo E4300@3.1GHz, 6GB ram, Asus P5N-E SLI

Hard disk

  1. Netbook: Toshiba MK1655GSX – Filesystem NTFS su Windows 7 ed EXT3 su Linux
  2. PC: HD Seagate Barracuda 500Gb SATA-II NCQ 7200 RPM 32Mb ST350032 – Filesystem NTFS
  3. USB: WD Elements 500GB – Filesystem NTFS

Network

  1. Netbook: Ethernet Attansic L1e 10/100MB
  2. PC: Ethernet Nvidia Gigabit controller
  3. Switch: Cisco Gigabit 8 porte

Tipologie di test

  1. LOCAL READ: lettura da disco locale (1) scrittura su USB (3)
  2. LOCAL WRITE: scrittura su disco locale (1) lettura da USB (3)
  3. NETWORK READ: lettura da disco locale (1) e scrittura su PC remoto(2)
  4. NETWORK WRITE: scrittura su  disco locale (1) e lettura da PC remoto(2)

Metodologia

  1. Per le operazioni su Windows 7 si è utilizzato explorer da interfaccia grafica, e i tempi misurati sono stati rilevati in concomitanza con l’apertura del popup della copia e la chiusura dello stesso3
  2. Per le operazioni su Linux si è utilizzata la shell e i tempi sono stati rilevati dal comando time. Il file system remoto è stato montato utilizzando le utility del pacchetto smbfs.

RISULTATI4


Windows 7

  1. File da 4.555.188KB copiato in 529s ==> 8,40MB/s
  2. File da 4.694.939.550B copiato in 163s ==> 27,46MB/s
  3. File da 992.837.632KB copiato in 83s ==> 11,40MB/s
  4. File da 992.837.632KB copiato in 84s ==> 11,27MB/s

Linux

  1. File da 4.555.188KB copiato in 10m 44.292s ==> 6.90MB
  2. File da 4.555.188KB copiato in 1m 28.830s ==> 18MB/s
  3. File da 1.463.969.792B copiato in 3m 47.732 s ==> 6,15MB/s
  4. File da 1.463.969.792B copiato in 4m 7.730s ==> 5,65MB/s

read_network_7_L

Test 3 su Windows 7: trasferimento dal disco locale al PC in rete

write7_L

Test 2 su Windows 7: trasferimento dal disco USB al disco locale

I risultati parlano da se, avevo avuto questo sentore verificando la relativa lentezza nella velocità di trasferimento osservata sulla Ubuntu, che personalmente ritengo una distribuzione eccezionale vista la semplicità di utilizzo e perfetta su questi netbook: è leggera e veloce, tutto l’hardware viene riconosciuto durante l’installazione e, sorpresa delle sorprese, finalmente  è possibile condividere la connessione al pc tramite il PDA con windows mobile usandolo come modem UMTS senza ricompilare nulla, visto che il modulo rndis è già perfettamente integrato nel kernel.

Ma a parte le considerazioni sul sistema operativo, i numeri non sono contestabili e i vantaggi che arrivano al 100% nei trasferimenti di rete da parte di Windows 7 decretano una gestione dell’hardware pesantemente migliore per quanto riguarda il comparto disco-rete.

  1. determinante l’assorbimento di energia elettrica estremamente ridotto []
  2. e in particolare della velocità di trasferimento dati []
  3. certo non è un gran metodo ma funziona e se si considera uno scarto del 2-3% può essere ritenuto affidabile []
  4. note per la lettura: i numeri si riferiscono alla tipologia di test, quindi il test 1 è quello di LOCAL READ, ecc.. []

Visio for Enterprise Architects on Vista X64 (VS2008 installed)m9czeuok488ans0zwv9szbeyf4pitybpVisio for Enterprise Architects on Vista X64 (VS2008 installed)

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Chiunque conosca Visio for enterprise Architects sa quanto possa essere comodo uno strumento del genere quando si deve progettare lo schema ER di un database di medie dimensioni (>= 20~40 tabelle), impostando le relazioni, le azioni da compiere sugli aggiornamenti e tutto ciò che si fa durante la creazione di un DB, per non parlare di quanto tempo si possa risparmiare generando automaticamente la controparte fisica dello rx6sel5617kzk0zlh8jx8mu91or1gkj6schema1 sfruttando il driver odbc che ne consente l’integrazione con un gran numero di database.ry56p6d9qwb1qs8ph6meem11j8jo8rkn

Purtroppo allo stato attuale pare non essere ancora disponibile alcuna versione aggiornata di questa particolare versione  di Visio, che tra i prerequisiti necessita di nientepocodimenochè di VS2005, per cui doverlo installare su una macchina di sviluppo su cui magari sono già installati altri IDE può diventare davvero esoso in termini di spazio richiesto, per non parlare del fatto che di quella istanza di VS2005 non ce ne faremmo nulla e generalmente la cosa può infastidire un r3l5kxoi4iv6y9lkpa3rjxx08b9y4qjvpo..r70q33snsfo80zqbwgimi8n7et8l8hhm

Fortunatamente c’è la possibilità, con un piccolo trick, come si fa per l’installazione sotto XP, di installare il tutto senza *davvero* installarsi anche Visual Studio 2005, ma semplicemente facendo credere all’installer che ciò che cerca ci sia veramente e che quindi si possa procedere oltre.sw3l1w6kiqebircgjiojd5rfs2a8mypd

E’ bene specificare che, affinchè il tutto funzioni è necessario che sulla macchina sia installato VS2008, visto che il giochino delle chiavi si basa proprio su quelle create dopo l’installazione di questa versione2.swce88z49a5eqknqgt3cmzphznyw7waq

Quello che bisogna fare, su Vista X64, è:sbm3z7qngwwgiti7dxv81lm69jh2g0vz

  1. Esportarsi separamente le 2 chiavi di registro:spvtp7h6njoja2dnb1o5g8jvjez7p3g8
    Computer\HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Wow6432Node\Microsoft\Visual Studio\9.0
    
    Computer\HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Wow6432Node\Microsoft\Visual Studio\8.0
    

    (Se la chiave 8.0 non è presente non è importante, la importeremo noi al punto successivo)s3rqekigclgl3t9poun6x9t85aguv2af

  2. A questo punto ci si crea una copia della chiave 9.0 e la si mette da parte, perchè ci servirà come ultimo punto.ti0g5j9zj78ov245lyf3cvqxf5yz46vo
  3. Successivamente si apre il file contenente la chiave 9.0 con il notepad, e si sostituiscono tutte le istanze della stringa “9.0″ con “8.0″.tvxdtwa999zqou07zre4tx0a21fma5qu
  4. Fatto questo si reimporta la chiave di registro appena modificata, e da questo momento in avanti l’installazione di Visio for Enterprise Architects procederà senza problemi fino alla fine convinto che tutti i componenti siano installati come lui si aspetta.txwr4hicyyqtum9azogmzw71km7a2drc
  5. Una volta terminata l’installazione, onde evitare inutili attacchi di panico da parte di windows dovuto a situazioni non previste nel registro, è necessario ripristinare la condizione precedente alla modifica ripristinando le chiavi furbescamente modificate.Per farlo è sufficiente reimportare le 2 chiavi esportare inizialmente, facendo chiaramente attenzione a importare la copia originale della chiave 9.0 che avevamo ci si era creati subito dopo l’esportazione.tlmu0o8z7ogwdww13ftov9pwbv7gdp91
  1. tipicamente in mssql []tny0ew5cex8yi64knnq0ztj1he1l711k
  2. i più intrepidi potrebbero provare un’installazione importando delle chiavi generate da altri pc, prerequisiti per il funzionamento a parte (che potrebbero far crashare il programma in esecuzione) l’installazione potrebbe terminare con successo []u1h50mhcmfz1cg16h5u8ia70fbgrav5p
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Chiunque conosca Visio for enterprise Architects sa quanto possa essere comodo uno strumento del genere quando si deve progettare lo schema ER di un database di medie dimensioni (>= 20~40 tabelle), impostando le relazioni, le azioni da compiere sugli aggiornamenti e tutto ciò che si fa durante la creazione di un DB, per non parlare di quanto tempo si possa risparmiare generando automaticamente la controparte fisica dello schema1 sfruttando il driver odbc che ne consente l’integrazione con un gran numero di database.

Purtroppo allo stato attuale pare non essere ancora disponibile alcuna versione aggiornata di questa particolare versione  di Visio, che tra i prerequisiti necessita di nientepocodimenochè di VS2005, per cui doverlo installare su una macchina di sviluppo su cui magari sono già installati altri IDE può diventare davvero esoso in termini di spazio richiesto, per non parlare del fatto che di quella istanza di VS2005 non ce ne faremmo nulla e generalmente la cosa può infastidire un po..

Fortunatamente c’è la possibilità, con un piccolo trick, come si fa per l’installazione sotto XP, di installare il tutto senza *davvero* installarsi anche Visual Studio 2005, ma semplicemente facendo credere all’installer che ciò che cerca ci sia veramente e che quindi si possa procedere oltre.

E’ bene specificare che, affinchè il tutto funzioni è necessario che sulla macchina sia installato VS2008, visto che il giochino delle chiavi si basa proprio su quelle create dopo l’installazione di questa versione2.

Quello che bisogna fare, su Vista X64, è:

  1. Esportarsi separamente le 2 chiavi di registro:
    Computer\HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Wow6432Node\Microsoft\Visual Studio\9.0
    
    Computer\HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Wow6432Node\Microsoft\Visual Studio\8.0
    

    (Se la chiave 8.0 non è presente non è importante, la importeremo noi al punto successivo)

  2. A questo punto ci si crea una copia della chiave 9.0 e la si mette da parte, perchè ci servirà come ultimo punto.
  3. Successivamente si apre il file contenente la chiave 9.0 con il notepad, e si sostituiscono tutte le istanze della stringa “9.0″ con “8.0″.
  4. Fatto questo si reimporta la chiave di registro appena modificata, e da questo momento in avanti l’installazione di Visio for Enterprise Architects procederà senza problemi fino alla fine convinto che tutti i componenti siano installati come lui si aspetta.
  5. Una volta terminata l’installazione, onde evitare inutili attacchi di panico da parte di windows dovuto a situazioni non previste nel registro, è necessario ripristinare la condizione precedente alla modifica ripristinando le chiavi furbescamente modificate.Per farlo è sufficiente reimportare le 2 chiavi esportare inizialmente, facendo chiaramente attenzione a importare la copia originale della chiave 9.0 che avevamo ci si era creati subito dopo l’esportazione.
  1. tipicamente in mssql []
  2. i più intrepidi potrebbero provare un’installazione importando delle chiavi generate da altri pc, prerequisiti per il funzionamento a parte (che potrebbero far crashare il programma in esecuzione) l’installazione potrebbe terminare con successo []

Spazio colore in Firefoxvaw2aseydmxnqo6cea3qytbrvud052j9Spazio colore in Firefox

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Ultimamente mi sono casualmente imbattuto in una discussione in cui ci si lamentava del fatto che le fotografie visualizzate attraverso Firefox non presentassero dei colori fedeli a quelli visualizzati con gli altri programmi di gestione delle immagini.zlaz0ik6kknxwvvh3x41k65xs4h6jgge

Questo aspetto è estremamente importante perchè se la fotografia non è interpretata correttamente può risultare desaturata e questo non rende sicuramente giustizia al fotografo, oltre ad impedirci di apprezzare al meglio le splendide immagini di cui traboccano siti come flickr e compagnia bella.z8m8u2jjbqd0gpjtncn9ix0evegurn81

Nella v.3 di Firefox è possibile abilitare la gestione degli spazi colore diversi da sRgb semplicemente abilitando una parola chiave nelle impostazioni, ed anche se la maggioranza delle fotografie esportate per web utilizzino proprio questo spazio colore è consigliabile abilitare anche gli altri per evitare dubbi residui.zwyiomix2x331i757r5hgpwwynfjzu0o

Visto che altri hanno già scritto in merito a questo, mi limito a linkare le pagine dove è possibile apprezzare la differenza di riproduzione dei colori con i profili abilitati.zahmbbuxaet6vs4s19aoz5jvwjuo1o4s

References:zorc1blgh1l8n108yd3lesgl6fdtasp1

http://www.pseudotecnico.org/blog/2008/09/12/firefox-31-e-la-gestione-del-colore/02n9qnmp63dbgswac61mvtrxsbthgrk8

http://www.color.org/version4html.xalter0sgpssg5vi4dwjf93uw8mw4ujiz40h85

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Ultimamente mi sono casualmente imbattuto in una discussione in cui ci si lamentava del fatto che le fotografie visualizzate attraverso Firefox non presentassero dei colori fedeli a quelli visualizzati con gli altri programmi di gestione delle immagini.

Questo aspetto è estremamente importante perchè se la fotografia non è interpretata correttamente può risultare desaturata e questo non rende sicuramente giustizia al fotografo, oltre ad impedirci di apprezzare al meglio le splendide immagini di cui traboccano siti come flickr e compagnia bella.

Nella v.3 di Firefox è possibile abilitare la gestione degli spazi colore diversi da sRgb semplicemente abilitando una parola chiave nelle impostazioni, ed anche se la maggioranza delle fotografie esportate per web utilizzino proprio questo spazio colore è consigliabile abilitare anche gli altri per evitare dubbi residui.

Visto che altri hanno già scritto in merito a questo, mi limito a linkare le pagine dove è possibile apprezzare la differenza di riproduzione dei colori con i profili abilitati.

References:

http://www.pseudotecnico.org/blog/2008/09/12/firefox-31-e-la-gestione-del-colore/

http://www.color.org/version4html.xalter

AutoGhost (Ghost autobootable)1cfz2g9lfucwtizutn4zaxh1wut8e2ovAutoGhost (Ghost autobootable)

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Come si crea un’immagine di un pc che sia in grado di autoripristinarsi?999wpb6617dvxgp7iblk6155soxecx2e

Ad esempio il backup del sistema operativo, magari su DVD, che sia in grado di autoripristinarsi una volta che il sistema ha bootato dal dispositivo corretto, in modo che in caso di drammi sia possibile fare disaster recovery in modo semplice e veloce?9ms1c0i69o4yrqmucsqrpht4qlckfr7j

E’ molto più facile di quanto possa sembrare,  basta scegliere la guida giusta e testare per bene i parametri da utilizzare :-)aorfnlq9ydv1xivxdqt9uh0w85487z80

HOWTOa215elhs5zm3prqeaul593xlj0mdg2t9

Quello che ci serve per creare un disco in grado di fare quello che vogliamo è un sistema bootable (il vecchio floppy DOS è perfetto in questo caso), e una versione del Norton Ghost1 che sia la stessa che avete usato per creare l’immagine del disco o della partizione da ripristinare.a2axlw9cwjd6xk1o750yixvnpma111el

A questo punto si aggiunge ai file di boot l’eseguibile del ghost e un file bat che esegue il caricamento dello stesso, passandogli i parametri corretti, e il grosso è fatto.asqlldei4e49eum8ei0pcfm8sue6imcf

I file da caricare sono i seguenti (l’immagine contenente tutti i file in formato IMA pronta da masterizzare è disponibile qui):a6miaqfstgvb7liasazrsgwkeqvuol7m

file_list

l’unico file da editare è l’autoexec.bat, e più precisamente nell’ultima riga, dove passiamo i parametri per il caricamento dell’immagine al ghost:bw26a7ky1cmepv3uzo0jmzn4gyzz565g

\ghost\ghost.exe -SURE -CLONE,MODE=pload,SRC=r:\spli.gho:1,DST=1:1 -afile=Z:\err.txtbm8fdy4o7bfg43l99nozcnneu574s1jf

in questo caso i parametri inseriti servono a ripristinare l’immagine di una partizione (MODE=pload) – salvata con la modalità partition to image nel file spli.gho – sulla prima partizione del primo disco (DST=1:1 ) riconosciuto dal ghost2.bnu0nwmhfg5jbevxq9xmj27tpqxah4vu

Il parametro -SURE ci consente di rispondere affermativamente e in modo automatico a tutte le domande di conferma che ci vengono poste, per cui è necessario usarlo con cautela; l’ultimo parametro serve a dire al ghost di scrivere il file di log nel dispositivo virtuale di memoria.bcxvlq1e5rwmt6h3db3kezc03yzxvl3l

A questa pagina si possono trovare maggiori informazioni riguardo ai parametri da passare al ghost e al loro significato.bew9wb9hvfnozyq7e861kzjsmirlmt42

Fatto questo è sufficiente salvare i file in un’immagine floppy da 2,88MB con estensione .IMA (vedi come), utilizzando il programma winimage, e aprire la stessa con Nero Burning Rom impostando un nuovo cd di boot (o dvd se volete creare un dvd bootable), caricando l’immagine appena creata con l’opzione di emulazione floppy da 2.88MB:cpczc4gom8crwrrllstp7obpkg09g820

cd_bootable1

Successivamente si aggiunge il file immagine creato in precedenza (che dovrà avere lo stesso nome di quello caricato dal bat, in questo caso spli.gho) al cd (o al dvd) creato e il gioco è fatto. Al riavvio da cd il sistema partirà automaticamente iniziando immediatamente la sovrascrittura della partizione di destinazione.ce228a5bvz3uf2ecpj5s31tkbp1grkkp

Molto probabilmente l’immagine creata, anche se compressa, avrà una dimensione superiore a quella contenibile dal supporto ottico. Per splittarla è sufficiente usare il ghost explorer e impostare (sotto view->options) la dimensione desiderata; successivamente, dopo aver caricato il file immagine, lo si ricompila (file->compile) e si attende che vengano generati i file splittati che verranno poi masterizzati.c34w64k8latxyuziclcpyyxrpy3341sh

References:c6uwm07ua3lz2l6fg43v13d8khzq2ia3

http://www.msfn.org/board/index.php?showtopic=32468&st=0c863z857hcd26uex0dz75o7dq1svxu1m

http://www.programingreference.com/ghost-parameters-and-displays/dl30nl6h6e45zmazd6y9mphqcx9j3twt

  1. testato con Ghost 2003 e Ghost 2008 v.11,5 []dof61t4temw74viixfulqabuig2oy6nc
  2. in questo caso se non siete sicuri basta far partire il ghost senza parametri e leggere l’elenco delle periferiche disponibili quando si sceglie di salvare l’immagine su file []d1b4p6533onaxmejb7tn6bl75cjb45ij
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Come si crea un’immagine di un pc che sia in grado di autoripristinarsi?

Ad esempio il backup del sistema operativo, magari su DVD, che sia in grado di autoripristinarsi una volta che il sistema ha bootato dal dispositivo corretto, in modo che in caso di drammi sia possibile fare disaster recovery in modo semplice e veloce?

E’ molto più facile di quanto possa sembrare,  basta scegliere la guida giusta e testare per bene i parametri da utilizzare :-)

HOWTO

Quello che ci serve per creare un disco in grado di fare quello che vogliamo è un sistema bootable (il vecchio floppy DOS è perfetto in questo caso), e una versione del Norton Ghost1 che sia la stessa che avete usato per creare l’immagine del disco o della partizione da ripristinare.

A questo punto si aggiunge ai file di boot l’eseguibile del ghost e un file bat che esegue il caricamento dello stesso, passandogli i parametri corretti, e il grosso è fatto.

I file da caricare sono i seguenti (l’immagine contenente tutti i file in formato IMA pronta da masterizzare è disponibile qui):

file_list

l’unico file da editare è l’autoexec.bat, e più precisamente nell’ultima riga, dove passiamo i parametri per il caricamento dell’immagine al ghost:

\ghost\ghost.exe -SURE -CLONE,MODE=pload,SRC=r:\spli.gho:1,DST=1:1 -afile=Z:\err.txt

in questo caso i parametri inseriti servono a ripristinare l’immagine di una partizione (MODE=pload) – salvata con la modalità partition to image nel file spli.gho – sulla prima partizione del primo disco (DST=1:1 ) riconosciuto dal ghost2.

Il parametro -SURE ci consente di rispondere affermativamente e in modo automatico a tutte le domande di conferma che ci vengono poste, per cui è necessario usarlo con cautela; l’ultimo parametro serve a dire al ghost di scrivere il file di log nel dispositivo virtuale di memoria.

A questa pagina si possono trovare maggiori informazioni riguardo ai parametri da passare al ghost e al loro significato.

Fatto questo è sufficiente salvare i file in un’immagine floppy da 2,88MB con estensione .IMA (vedi come), utilizzando il programma winimage, e aprire la stessa con Nero Burning Rom impostando un nuovo cd di boot (o dvd se volete creare un dvd bootable), caricando l’immagine appena creata con l’opzione di emulazione floppy da 2.88MB:

cd_bootable1

Successivamente si aggiunge il file immagine creato in precedenza (che dovrà avere lo stesso nome di quello caricato dal bat, in questo caso spli.gho) al cd (o al dvd) creato e il gioco è fatto. Al riavvio da cd il sistema partirà automaticamente iniziando immediatamente la sovrascrittura della partizione di destinazione.

Molto probabilmente l’immagine creata, anche se compressa, avrà una dimensione superiore a quella contenibile dal supporto ottico. Per splittarla è sufficiente usare il ghost explorer e impostare (sotto view->options) la dimensione desiderata; successivamente, dopo aver caricato il file immagine, lo si ricompila (file->compile) e si attende che vengano generati i file splittati che verranno poi masterizzati.

References:

http://www.msfn.org/board/index.php?showtopic=32468&st=0

http://www.programingreference.com/ghost-parameters-and-displays/

  1. testato con Ghost 2003 e Ghost 2008 v.11,5 []
  2. in questo caso se non siete sicuri basta far partire il ghost senza parametri e leggere l’elenco delle periferiche disponibili quando si sceglie di salvare l’immagine su file []

Songbird rulezfx3wiau0vdlwqwxxsvivgndo5lnmebm9Songbird rulez

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Alla ricerca di un player audio per windows che potesse anche solo lontanamente somigliare a quel gran bel pezzo di software che è Amarok per Linux, sono incappato in questo meraviglioso e utile progetto supportato da casa mozilla foundation, i cui sviluppatori provengono direttamente da progetti del calibro di winamp, firefox, netscape e altri.jovpmkuoz69ha9erpteb6nm2khceysmr

Devo dire di aver trovato inizialmente il porting di Amarok per Windows (funzionante dopo aver installato kde per windows), ma alla versione attuale manca di una gran quantità di features e opzioni rispetto alla versione disponibile per Linux, per non parlare del fatto che non mi è sembrato molto stabile ed ha dimostrato una colossale lentezza nello scansionare la mia directory remota (condivisa in LAN via Samba). jwhgt6fja6wlcnl36suq1ga67hdmcjxdChe dire, ottima idea dalle grandi potenzialità di crescita, sicuramente non ancora in versione pienamente usabile.jnaxvaazzlonse42xhpctjn3xpjaw9l9

Tornando a Songbird, c’è da dire che pochi minuti di utilizzo sono sufficienti per intuire la qualità di questo ottimo programma: indicizzazione estremamente rapida (anche in rete locale), playlist filtrata dinamicamente in base al testo inserito nella form di ricerca, visualizzazione dei testi delle canzoni e di molte altre informazioni sugli autori/album/tracce pescate dal web, browser interno, con krc3ndvyvn7s1ejik9cv09xqys72p3ufl’infinita possibilità di espansione offerta dai plugin installabili direttamente dal repository ufficiale (307 allo stato attuale).k6ltedmh29zvtnezid5rfvuf8oq7y7fo

Un’ottimo mezzo su cui fare un giro per chi non si accontenta del solito player di media..da provare!k78enb5aadqx0xonzzdemafu28gdnar2

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Alla ricerca di un player audio per windows che potesse anche solo lontanamente somigliare a quel gran bel pezzo di software che è Amarok per Linux, sono incappato in questo meraviglioso e utile progetto supportato da casa mozilla foundation, i cui sviluppatori provengono direttamente da progetti del calibro di winamp, firefox, netscape e altri.

Devo dire di aver trovato inizialmente il porting di Amarok per Windows (funzionante dopo aver installato kde per windows), ma alla versione attuale manca di una gran quantità di features e opzioni rispetto alla versione disponibile per Linux, per non parlare del fatto che non mi è sembrato molto stabile ed ha dimostrato una colossale lentezza nello scansionare la mia directory remota (condivisa in LAN via Samba). Che dire, ottima idea dalle grandi potenzialità di crescita, sicuramente non ancora in versione pienamente usabile.

Tornando a Songbird, c’è da dire che pochi minuti di utilizzo sono sufficienti per intuire la qualità di questo ottimo programma: indicizzazione estremamente rapida (anche in rete locale), playlist filtrata dinamicamente in base al testo inserito nella form di ricerca, visualizzazione dei testi delle canzoni e di molte altre informazioni sugli autori/album/tracce pescate dal web, browser interno, con l’infinita possibilità di espansione offerta dai plugin installabili direttamente dal repository ufficiale (307 allo stato attuale).

Un’ottimo mezzo su cui fare un giro per chi non si accontenta del solito player di media..da provare!

Driver ATI mobile su Vista64lq7ox0xqupxhww89psm4abs1gk9h0w7tDriver ATI mobile su Vista64

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Se questa schermata è diventata il vostro incubo peggiore, o state passando ore alla ricerca disperata di qualcuna delle stringhe contenute in un log come questo:qret7ivjzmk27ahdsc1qh1lkbtgbmk3r

Firma problema:
Nome evento problema:	APPCRASH
Nome applicazione:	InstallManagerApp.exe
Versione applicazione:	3.0.699.0
Timestamp applicazione:	4907be0b
Nome modulo con errori:	MFC80U.DLL
Versione modulo con errori:	8.0.50727.1833
Timestamp modulo con errori:	482bb4a2
Codice eccezione:	c0000005
Offset eccezione:	00000000000854ee
Versione SO:	6.0.6001.2.1.0.256.6
ID impostazioni locali:	1040
Informazioni aggiuntive 1:	bfef
Ulteriori informazioni 2:	e8adce1c2b9e7be834b4063ac3c53863
Ulteriori informazioni 3:	bfef
Ulteriori informazioni 4:	e8adce1c2b9e7be834b4063ac3c53863

probabilmente state cercando di installare i driver ATI su una scheda video Mobile dopo averli modificati con l’ottimo tool di mobility modder.qf4v3ok67da5rl44w3etee3e22ghwwlg

Dopo infinite ed estrose varianti per riuscire a trovare la soluzione a questo inspiegabile problema1 ho trovato un workaround in grado di consentire l’installazione. Il tutto consiste in una sequenza di 4 semplici passi:qgqhcn3zfh18xvetdpnglsotwn6mlzwv

  1. Dopo aver estratto i driver nella tipica cartellina C:\ATI\Support\xxxxx (o dove altro preferite) e averli moddati con il mobility modder (rimando alla guida per la modifica) aprire un cmd come amministratoreqtwsxpop6erbsoc0nvxs5npg7kjaloax
  2. Recarsi nella cartella Bin642 (cd C:\ATI\Support\xxxxx\bin64)r6fxjf0pewidmy9nhd20n4dg5gygoif2
  3. Se ci sono versioni precedenti dei driver, disinstallare con il comando “ATISetup.exe -Uninstall -output screen”, altrimenti skippare al punto successivorvish9fm379g5qvt5f9xi1hnkp141znt
  4. Installare i driver con il comando “ATISetup.exe -Install -output screen”ry8rw428s01j9h2q8zz3l7x5e8wrzg4f

In questo modo tutto dovrebbe funzionare senza problemi e i nuovi driver essere installati3.rc4olh4ii2sl28ysmry5288h04de5fzm

Il metodo funziona anche per il package contenente il software aggiuntivo, quindi non è tassativo scaricare i soli driver ma si può scaricare anche tutto il package da 50 e rotti MB (il catalyst software suite per intenderci).roa06jp880jox1x0wy8il494b1q255eo

Voci di corridoio attribuiscono questo crash dell’interfaccia dell’installer al Framework 3.5 SP1 o al Runtime di Visual C++ Redistributable, personalmente ho provveduto a rimuovere entrambi i pacchetti prima dell’installazione ma non credo sia necessario visto che molto probabilmente le istruzioni che generano l’eccezione non dovrebbero essere chiamate in causa lanciando l’installer da riga di comando.s2t4s918gi9rrbumqfdp4kx39x588zis

In ogni caso se l’installazione dovesse fallire anche con i 4 fatidici passi riportati sopra provate a rimuovere anche i due pacchetti del framework prima di rilanciare la procedura.s22xzkts610uz35woqsidev5gitwtx35

  1. e dico inspiegabile perchè fino a un paio di mesi fa i driver si installavano senza problemi dopo la modifica, mentre ad oggi le stesse versioni di allora non si installano più []sfl2ma5sejqwtd2jh8wpvuj5ef81wr89
  2. Se avete un sistema non a 64bit utilizzare la cartella Bin []sthzbm614lizm5zlv1vrcvth0bpp2q3g
  3. Testato su notebook Acer Travelmate 5720 con Ati HD2600 e Vista 64bit SP1, driver Ati 8.11 ccc_wdm_enu_70230 []svhdm7e5ta92rx8owyy8iv09jvgcuy4x
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Se questa schermata è diventata il vostro incubo peggiore, o state passando ore alla ricerca disperata di qualcuna delle stringhe contenute in un log come questo:

Firma problema:
Nome evento problema:	APPCRASH
Nome applicazione:	InstallManagerApp.exe
Versione applicazione:	3.0.699.0
Timestamp applicazione:	4907be0b
Nome modulo con errori:	MFC80U.DLL
Versione modulo con errori:	8.0.50727.1833
Timestamp modulo con errori:	482bb4a2
Codice eccezione:	c0000005
Offset eccezione:	00000000000854ee
Versione SO:	6.0.6001.2.1.0.256.6
ID impostazioni locali:	1040
Informazioni aggiuntive 1:	bfef
Ulteriori informazioni 2:	e8adce1c2b9e7be834b4063ac3c53863
Ulteriori informazioni 3:	bfef
Ulteriori informazioni 4:	e8adce1c2b9e7be834b4063ac3c53863

probabilmente state cercando di installare i driver ATI su una scheda video Mobile dopo averli modificati con l’ottimo tool di mobility modder.

Dopo infinite ed estrose varianti per riuscire a trovare la soluzione a questo inspiegabile problema1 ho trovato un workaround in grado di consentire l’installazione. Il tutto consiste in una sequenza di 4 semplici passi:

  1. Dopo aver estratto i driver nella tipica cartellina C:\ATI\Support\xxxxx (o dove altro preferite) e averli moddati con il mobility modder (rimando alla guida per la modifica) aprire un cmd come amministratore
  2. Recarsi nella cartella Bin642 (cd C:\ATI\Support\xxxxx\bin64)
  3. Se ci sono versioni precedenti dei driver, disinstallare con il comando “ATISetup.exe -Uninstall -output screen”, altrimenti skippare al punto successivo
  4. Installare i driver con il comando “ATISetup.exe -Install -output screen”

In questo modo tutto dovrebbe funzionare senza problemi e i nuovi driver essere installati3.

Il metodo funziona anche per il package contenente il software aggiuntivo, quindi non è tassativo scaricare i soli driver ma si può scaricare anche tutto il package da 50 e rotti MB (il catalyst software suite per intenderci).

Voci di corridoio attribuiscono questo crash dell’interfaccia dell’installer al Framework 3.5 SP1 o al Runtime di Visual C++ Redistributable, personalmente ho provveduto a rimuovere entrambi i pacchetti prima dell’installazione ma non credo sia necessario visto che molto probabilmente le istruzioni che generano l’eccezione non dovrebbero essere chiamate in causa lanciando l’installer da riga di comando.

In ogni caso se l’installazione dovesse fallire anche con i 4 fatidici passi riportati sopra provate a rimuovere anche i due pacchetti del framework prima di rilanciare la procedura.

  1. e dico inspiegabile perchè fino a un paio di mesi fa i driver si installavano senza problemi dopo la modifica, mentre ad oggi le stesse versioni di allora non si installano più []
  2. Se avete un sistema non a 64bit utilizzare la cartella Bin []
  3. Testato su notebook Acer Travelmate 5720 con Ati HD2600 e Vista 64bit SP1, driver Ati 8.11 ccc_wdm_enu_70230 []

SVN & Visual Studio: take it easy!ut25pjod2s9nfml536tpj3xju2u3jsvzSVN & Visual Studio: take it easy!

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Da qualche tempo meditavo sull’utilità di iniziare ad usare SVN, perchè la condivisione di progetti software tra più persone può diventare un problema soprattutto quando gli IDE (leggi VS) non ti aiutano, dimenticandosi di uploadare o scaricare parti di progetto dall’FTP condiviso dal Team.79yb8z89n5xi517ybzvflxatrqxplx43

Perciò, armato del necessario (pc, web, pazienza e un po di tempo) mi sono studiato le diverse soluzioni disponibili per capire quale potesse essere la migliore per un gruppo di sviluppatori che utilizzassero prevalentemente Visual Studio.7akwhxq3v9nlcbinsl42sbv8lbmva0fi

Ovviamente esistono una marea di articoli che spiegano più o meno bene come utilizzare il tutto, ma li ho trovati in buona parte troppo lunghi o incompleti per la mia soluzione in particolare: per questo ho deciso di scrivermi queste poche righe1 sicuro del fatto che torneranno buone anche ad altri2 e mi aiuteranno a superare le mie simpatiche amnesie..7yayd4fq30eovm4evch4pod2ckn1kcx7

Ma..3 torniamo a noi: il metodo più veloce e utile che ho trovato consiste in pochi semplici passaggi. Eccoli:809cppottp5r1edhw9jmvnkuu4fpckzo

  1. Installazione del server SVN sul pc condiviso per i progetti. Ho utilizzato VisualSVN server e mi è sembrato semplice, comodo e veloce. Una volta installato è un gioco da ragazzi creare un repository in una directory dedicata, creare gli utenti per l’accesso al repository ed assegnarli allo stesso. Include già apache con webdav per la consultazione via web e si autoconfigura su https.8ommj9n6kvvum71tgo2utffcxeddkqqb
  2. Installazione del plugin Ankh per Visual Studio, pienamente compatibile anche con VS2008 e – diversamente da quanto ho letto su svariati blog che lo davano come poco stabile o funzionale4 – molto stabile e completo.80sy3c9watlwh001qvd7dagy7br1kg5d

Una volta installati i due componenti fondamentali ecco cosa bisogna fare per iniziare ad usarlo.8q8l3td3ioczy9kmx8dz6t7iajv71137

Avete creato il vostro progetto in Visual Studio? Bene. E’ necessario aggiungerlo all’SVN server. Tasto destro sulla soluzione del progetto, “Add Solution to subversion..”. Si apre una finestrella che chiede il nome del progetto, l’url del repository SVN, e la cartella locale con cui sincronizzare il progetto.8sksg1bgpx423js4hgaaad1ng2ocveur

Qui dentro si può creare una cartella relativa al nuovo progetto che si sta creando, in modo da avere N progetti all’interno di un’unico repository.9id8i56wecv4jac4855x2gek6auzf4in

Fatto questo sarà possibile aggiungere un commento al file di log relativo all’inserimento, che verrà poi visualizzato in futuro quando si andrà a consultare la history. A questo punto i file nel Solution Explorer appariranno con una piccola croce blu accanto ad agnuno, il che significa che è stato creato un nuovo elemento per l’SVN non ancora replicato (committato fa davvero schifo!) sul server.9wwd5vhvmum7dk9q2m94kx2k5695iyns

Per replicare le modifiche sul server infatti in ogni momento è sufficiente scegliere l’apposito pulsante “Commit solution changes” (o Commit.. e basta sul singolo file) sempre disponibile tra le opzioni sul progetto (tasto dx…).99fhrktvucd97u6dw4eb2dqj33oalssw

Da qui in avanti il progetto è caricato sul server ed è possibile lavorarci da postazioni diverse con la sicurezza che tutte le modifiche verranno tracciate e sarà sempre possibile tornare alla versione precedente. Per verificare l’avvenuto caricamento dei files senza doversi loggare sulla macchina è sufficiente controllare con il browser allo stesso indirizzo inserito per l’SNV repository.99pazvlfkw3cfnintfs4b7olaocy7qd8

A questo punto ci aspettiamo che gli altri sviluppatori che accedano al progetto siano costantemente aggiornati sulle modifiche riportate al progetto; per farlo dovranno aprirlo direttamente dall’SVN in modo da ottenere sempre l’ultima versione disponibile.9n8ellxfsduf9xfanwxbuncl8kr49lhd

Una volta aperto Visual Studio si può accedere al nuovo sottomenu, presente sotto il menu File, e selezionare la voce “Subversion->Open from subversion”ao7sw65ii2lifoodou0tznjdr4js1sju

Da qui si deve aggiungere l’SVN repository (lo stesso utilizzato precedentemente per il salvataggio del progetto) cliccando sull’apposito palloncino blu in alto nella finestrella, che come atteso chiederà l’autenticazionearxsc2s57vdkjfvbreqz2szuloeeza0g

Fatto questo saremo pronti a lavorare sul progetto effettuando tutte le modifiche desiderate. Per ogni modifica effettuata al progetto infatti i file coivolti saranno marcati in modo diverso (con una croce blu per i nuovi elementi, e con un quadrato rosso per i file modificati), segnalando la discrepanza con il repository fino al momento del commit in cui i cambiamenti saranno replicati sul server.agzmav71x64n17ghffxwxp42zwg2dq88

E cosa succede se un file viene modificato contemporaneamente da due sviluppatori?aictn45e4fwp6hozzou81ax65g97830r

In questo caso se non ci sono conflitti tra le modifiche, i file vengono mergiati senza problemi; viceversa se le modifiche riguardano parti di codice in comune si viene avvertiti con quello che apparentemente può sembrare un errorea7shnlakcansnq9k61u0usor8oedpoyl

e le modifiche riportate da entrambe le parti vengono segnalate con opportuni simboli e con il numero di revisione che ha causato il conflitto.b9rvy6io1yevtiin6yxh0sviq850hwz2

Altre cose utili che si possono fare:bnnsnjjxr05xm9epkrvjht6vc4momvu9

Visualizzare l’history del progetto, in cui vengono segnalati i file modificati nelle diverse revision, e per ogni file è possibile visualizzare cosa è stato modificato (“view solution history”)b1kpbvk7g2x0f1aqxkulxvg7z03bsupg

e trovare chi è la causa delle modifiche che hanno fatto esplodere il server su cui era in esecuzione il progetto dopo l’ultima modifica :-) (Sul file, Subversion-> Blame)bdq1wy6x70n3at8y8q5yhqhu9xgzsj3i

Questo è quanto, l’SVN è pronto e non rimane che provare a distruggere tutto! :-)bfpf7je0woe5glh28o7fnppmsh7nkr4z

  1. non è vero, il motivo non è solo quello []cs8ju9p04658avfp25cm66clqemsnl93
  2. :-) []cio7uqu6c1wbr5z99jcezo36smry377x
  3. Come dice il mio caro collega… []c74vu7zdjxnd9ekugwd6s7uqvuv3ks5r
  4. Commenti risalenti a svariati mesi fa per cui probabilmente relativi a versioni vecchie []c9395s7g9lfge6txhtgny61idemrc068
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Da qualche tempo meditavo sull’utilità di iniziare ad usare SVN, perchè la condivisione di progetti software tra più persone può diventare un problema soprattutto quando gli IDE (leggi VS) non ti aiutano, dimenticandosi di uploadare o scaricare parti di progetto dall’FTP condiviso dal Team.

Perciò, armato del necessario (pc, web, pazienza e un po di tempo) mi sono studiato le diverse soluzioni disponibili per capire quale potesse essere la migliore per un gruppo di sviluppatori che utilizzassero prevalentemente Visual Studio.

Ovviamente esistono una marea di articoli che spiegano più o meno bene come utilizzare il tutto, ma li ho trovati in buona parte troppo lunghi o incompleti per la mia soluzione in particolare: per questo ho deciso di scrivermi queste poche righe1 sicuro del fatto che torneranno buone anche ad altri2 e mi aiuteranno a superare le mie simpatiche amnesie..

Ma..3 torniamo a noi: il metodo più veloce e utile che ho trovato consiste in pochi semplici passaggi. Eccoli:

  1. Installazione del server SVN sul pc condiviso per i progetti. Ho utilizzato VisualSVN server e mi è sembrato semplice, comodo e veloce. Una volta installato è un gioco da ragazzi creare un repository in una directory dedicata, creare gli utenti per l’accesso al repository ed assegnarli allo stesso. Include già apache con webdav per la consultazione via web e si autoconfigura su https.
  2. Installazione del plugin Ankh per Visual Studio, pienamente compatibile anche con VS2008 e – diversamente da quanto ho letto su svariati blog che lo davano come poco stabile o funzionale4 – molto stabile e completo.

Una volta installati i due componenti fondamentali ecco cosa bisogna fare per iniziare ad usarlo.

Avete creato il vostro progetto in Visual Studio? Bene. E’ necessario aggiungerlo all’SVN server. Tasto destro sulla soluzione del progetto, “Add Solution to subversion..”. Si apre una finestrella che chiede il nome del progetto, l’url del repository SVN, e la cartella locale con cui sincronizzare il progetto.

Qui dentro si può creare una cartella relativa al nuovo progetto che si sta creando, in modo da avere N progetti all’interno di un’unico repository.

Fatto questo sarà possibile aggiungere un commento al file di log relativo all’inserimento, che verrà poi visualizzato in futuro quando si andrà a consultare la history. A questo punto i file nel Solution Explorer appariranno con una piccola croce blu accanto ad agnuno, il che significa che è stato creato un nuovo elemento per l’SVN non ancora replicato (committato fa davvero schifo!) sul server.

Per replicare le modifiche sul server infatti in ogni momento è sufficiente scegliere l’apposito pulsante “Commit solution changes” (o Commit.. e basta sul singolo file) sempre disponibile tra le opzioni sul progetto (tasto dx…).

Da qui in avanti il progetto è caricato sul server ed è possibile lavorarci da postazioni diverse con la sicurezza che tutte le modifiche verranno tracciate e sarà sempre possibile tornare alla versione precedente. Per verificare l’avvenuto caricamento dei files senza doversi loggare sulla macchina è sufficiente controllare con il browser allo stesso indirizzo inserito per l’SNV repository.

A questo punto ci aspettiamo che gli altri sviluppatori che accedano al progetto siano costantemente aggiornati sulle modifiche riportate al progetto; per farlo dovranno aprirlo direttamente dall’SVN in modo da ottenere sempre l’ultima versione disponibile.

Una volta aperto Visual Studio si può accedere al nuovo sottomenu, presente sotto il menu File, e selezionare la voce “Subversion->Open from subversion”

Da qui si deve aggiungere l’SVN repository (lo stesso utilizzato precedentemente per il salvataggio del progetto) cliccando sull’apposito palloncino blu in alto nella finestrella, che come atteso chiederà l’autenticazione

Fatto questo saremo pronti a lavorare sul progetto effettuando tutte le modifiche desiderate. Per ogni modifica effettuata al progetto infatti i file coivolti saranno marcati in modo diverso (con una croce blu per i nuovi elementi, e con un quadrato rosso per i file modificati), segnalando la discrepanza con il repository fino al momento del commit in cui i cambiamenti saranno replicati sul server.

E cosa succede se un file viene modificato contemporaneamente da due sviluppatori?

In questo caso se non ci sono conflitti tra le modifiche, i file vengono mergiati senza problemi; viceversa se le modifiche riguardano parti di codice in comune si viene avvertiti con quello che apparentemente può sembrare un errore

e le modifiche riportate da entrambe le parti vengono segnalate con opportuni simboli e con il numero di revisione che ha causato il conflitto.

Altre cose utili che si possono fare:

Visualizzare l’history del progetto, in cui vengono segnalati i file modificati nelle diverse revision, e per ogni file è possibile visualizzare cosa è stato modificato (“view solution history”)

e trovare chi è la causa delle modifiche che hanno fatto esplodere il server su cui era in esecuzione il progetto dopo l’ultima modifica :-) (Sul file, Subversion-> Blame)

Questo è quanto, l’SVN è pronto e non rimane che provare a distruggere tutto! :-)

  1. non è vero, il motivo non è solo quello []
  2. :-) []
  3. Come dice il mio caro collega… []
  4. Commenti risalenti a svariati mesi fa per cui probabilmente relativi a versioni vecchie []
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