Samba via Vmware è indecentemente lento

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Convidisione difficile tra Linux e Windows via Vmwaregz431y8vk2kpnb68yuk4bgzywpdrk5i0

Durante una delle sessioni notturne che mi portano a sperimentare diversi mix di componenti informatiche, mi è capitato di installare una versione di windows x64 edition all’interno di una macchina virtuale sul mio pc.gm3ktvhzuo9s9mw5zy8ibn83ayayo8jk

La macchina host, ospitante, è in questo caso una Gentoo box compilata nativamente per l’architettura a 64 bit, quindi con i pacchetti appartenenti alla branchia amd64.
La macchina virtuale utilizzata per l’installazione è VMware Workstation versione 5.5.3 build-34685, che è presente di default anche nell’albero del portage di Gentoo.
In un batter di emerge, scarico, compilo, installo, configuro la vmware e sono
hpb4ndqp0lh0szpmx4savfkoioixtl7vpronto per l’installazione Windows.
Nessun problema su questo fronte, tutto fila liscio e va a buon fine come prevedevo.
ih9ng3qyw8jo8xnyk1oi7h4e2w6bgmai

Dopo aver fatto tutte le configurazioni del caso mi accingo a prelevare dei files dalla macchina host, ed è a questo punto che scopro il problema.
Quando cerco di scaricare dei files dalle directory che ho condiviso nella macchina host tramite Samba, noto una lentezza incredibile, tanto che per scaricare files di pochi KB ci vogliono interi minuti, peggio che con un modem 56K!
Il problema non si pone in
jvfdcqkscu1u9iuau41cxccsvdbm8jq2tutte le altre situazioni, ovvero quando trasferisco files dalla macchina virtuale alla macchina ospitante, ma solo nel caso inverso.jjrn6ak531rxtbimfkkkv38aynabgqhp

Cerca e ricerca la motivazione, va a finire che ti scopro che nel mio caso particolare, con la rete configurata nella vmware come bridged, e con le schede di rete Nvidia (del chipset NForce) che utilizzano i driver Forcedeth inclusi nel kernel (e non il modulo nvnet scaricabile dal sito nvidia, che pare non avere problemi) c’è un problema che riguarda la frammentazione dei pacchetti.
Sembra che la
k69b18693353ohlz9c027x6r8js60hohcausa risieda nella gestione del TSO (TCP Segmentation Offload), una feature delle moderne schede di rete che permette di ridurre il carico sulla CPU affidando alla NIC il compito di dividere pacchetti grossi inviatigli sul bus in pacchetti più piccoli che possano essere trasmessi sulla rete (MTU).ktwzriq3v5u7abbhq5ul9jsjztnv1ezz

Il problema si risolve semplicemente disabilitando la feature per la scheda di rete collegata alla macchina virtuale, utilizzando il software ethtool, con il comando:ksf6uj34mkjak5pyktlpl7hvtf7kh247

ethtool -K eth0 tso offksb6076evk9dtg1tys6nwftkc1uqzwzh

dove eth0 va sostituito con la scheda di rete interessata.
Per evitare di riutilizzare il comando ogni volta a questo punto l’ideale è aggiungere uno scriptino in init.d che lanci il comando all’accesso al sistema.
k3qxgzdlmdygqa275ctbj5lhby3ftcxf

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Convidisione difficile tra Linux e Windows via Vmware

Durante una delle sessioni notturne che mi portano a sperimentare diversi mix di componenti informatiche, mi è capitato di installare una versione di windows x64 edition all’interno di una macchina virtuale sul mio pc.

La macchina host, ospitante, è in questo caso una Gentoo box compilata nativamente per l’architettura a 64 bit, quindi con i pacchetti appartenenti alla branchia amd64.
La macchina virtuale utilizzata per l’installazione è VMware Workstation versione 5.5.3 build-34685, che è presente di default anche nell’albero del portage di Gentoo.
In un batter di emerge, scarico, compilo, installo, configuro la vmware e sono pronto per l’installazione Windows.
Nessun problema su questo fronte, tutto fila liscio e va a buon fine come prevedevo.

Dopo aver fatto tutte le configurazioni del caso mi accingo a prelevare dei files dalla macchina host, ed è a questo punto che scopro il problema.
Quando cerco di scaricare dei files dalle directory che ho condiviso nella macchina host tramite Samba, noto una lentezza incredibile, tanto che per scaricare files di pochi KB ci vogliono interi minuti, peggio che con un modem 56K!
Il problema non si pone in tutte le altre situazioni, ovvero quando trasferisco files dalla macchina virtuale alla macchina ospitante, ma solo nel caso inverso.

Cerca e ricerca la motivazione, va a finire che ti scopro che nel mio caso particolare, con la rete configurata nella vmware come bridged, e con le schede di rete Nvidia (del chipset NForce) che utilizzano i driver Forcedeth inclusi nel kernel (e non il modulo nvnet scaricabile dal sito nvidia, che pare non avere problemi) c’è un problema che riguarda la frammentazione dei pacchetti.
Sembra che la causa risieda nella gestione del TSO (TCP Segmentation Offload), una feature delle moderne schede di rete che permette di ridurre il carico sulla CPU affidando alla NIC il compito di dividere pacchetti grossi inviatigli sul bus in pacchetti più piccoli che possano essere trasmessi sulla rete (MTU).

Il problema si risolve semplicemente disabilitando la feature per la scheda di rete collegata alla macchina virtuale, utilizzando il software ethtool, con il comando:

ethtool -K eth0 tso off

dove eth0 va sostituito con la scheda di rete interessata.
Per evitare di riutilizzare il comando ogni volta a questo punto l’ideale è aggiungere uno scriptino in init.d che lanci il comando all’accesso al sistema.

Restilingmxfb36wpydu3l3pdz200xphvb838u3wyRestiling

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CodeThe neverending story
xeow2n872od3zdxpcdoj40cgpyw3jt23

Da un sacco di tempo non aggiorno il mio bellissimo blog…sarà che le feste sono molto impegnative, e che il tempo non basta mai…va beh chissenefrega, questa sera lo faccio.xdub31wycj269qcrmqkti2ffwleawdh9

Approfittando di un aggiornamento mnemonico della mia macchina con un nuovo banco di ddr da 1GB (anche lei ha diritto al suo regalo di Natale!) e della connessione Telecom che dopo avermi fatto penare (più i suoi operatori che la linea in verità) per un paio di giorni ha ripreso a funzionare decentemente, ho rimesso le mani anche sulla mia sempreverde Debian Box.xnjggjnm48qa8lfbqojs8mymjkkzjjz2

Dall’ultimo aggiornamento del sistema infatti, causa 3 update consecutivi di 500MB ognuno senza che ci mettessi le mani di mezzo, xorg aveva deciso di prendere ferie, causa sembrerebbe la difficoltà a reperire alcuni moduli essenziali al suo funzionamento.
Per citare la fonte ecco l’errore come si presentava:
yy9ls2dawwfd7fiwulirz5hu6iro7phu

    (II) LoadModule: "bitmap"
    (WW) Warning, couldn’t open module bitmap
    (II) UnloadModule: "bitmap"
    (EE) Failed to load module "bitmap" (module does not exist, 0)
    (II) LoadModule: "pcidata"
    (WW) Warning, couldn’t open module pcidata
    (II) UnloadModule: "pcidata"
    (EE) Failed to load module "pcidata" (module does not exist, 0)
y0ukdl46upwjkh1ob4tvcja0jn8hn0uq

    Fatal server error:
    Unable to load required base modules, Exiting…
yd0wxoqxkmnmfa0wlb48wfbntkl5np8s

Il problema sembrava essere dovuto al fatto che con le nuove versioni di xorg i percorsi sono stati modificati, per cui è stato necessario riconfigurare il server grafico per risolvere il problema:y1qytvfksddpylmnp1hbsrthktmby1qi

    killermobile:/# dpkg-reconfigure xserver-xorg

Tra un comando e l’altro non ho saputo resistere alla tentazione di rivedere quel capolavoro di film che è La storia infinita, il che ha contribuito a farmi immergere in un clima surreale misto fantasy-cyber natalizio.
zppflron2z2sjwckq55osy1mz3ji23s2

Già che c’ero ne ho approfittato per ricompilare il nuovo kernel, anche se su questo fronte ho dovuto superare alcuni scogli più per un innato senso di masochismo che non per difficoltà tecniche insormontabili.
Come capita spesso in questi casi infatti ho iniziato con l’installazione dei nuovi sorgenti patchati debian:
zo8mos2otfrvtqp0ktws4lqyup37isxa

    killermobile:/# apt-get install linux-source-2.6.18

e dopo l’installazione li ho configurati copiando nella directory dei sorgenti il vecchio .config e lanciando un buon make oldconfig.
Come sempre ho provveduto a reperire la patch per il bootsplash per il kernel 2.6.18, e dopo aver patchato i sorgenti ero pronto a ricompilare il tutto.
Ma una cosa tira l’altra e a questo punto mi son chiesto: perchè non applicare
zidnfq2kfs23kjpmvoq7685s80uno2e7 anche le famose patch di Con Kolivas di cui tanto si parla e che sembrano avere effetti miracolosi sulle prestazioni del sistema?
Allora mi appresto a patchare i sorgenti appena scompattati, quando scopro mio malgrado che l’operazione fallisce miseramente perchè le patch di Kolivas si applicano solo alla prima versione di ogni kernel, mentre i miei sorgenti pacchettizzati debian sono la versione 2.8.18-8.
Poco male mi
0gj2g4pbpnq6uv4n51nhkb7rfndu1msd dico, vorrà dire che utilizzerò una versione più recente del kernel che di certo male non fa. 0iigrpxefbh90ndr6ypypafjy74htuuu:-)07y3r62km79biwybdbqqjt630f9nafso

Detto, fatto:
mi scarico i sorgenti della 2.6.19, chiedo al mio consigliere preferito che immediatamente mi suggerisce un buon sito da cui scaricare la patch per il bootsplash di questa versione (non ancora presente sul sito ufficiale), dopodichè applico la patch di Kolivan (dopo essermi recato nella directory dei sorgenti):
0hag213yxbxfha2hxxvubr2yzeduugke

    killermobile:/usr/src/linux# bzcat ../patch-2.6.19-ck2.bz2 14axuyd26xmi3lrey1j8byb2eoa1zjlz

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CodeThe neverending story

Da un sacco di tempo non aggiorno il mio bellissimo blog…sarà che le feste sono molto impegnative, e che il tempo non basta mai…va beh chissenefrega, questa sera lo faccio.

Approfittando di un aggiornamento mnemonico della mia macchina con un nuovo banco di ddr da 1GB (anche lei ha diritto al suo regalo di Natale!) e della connessione Telecom che dopo avermi fatto penare (più i suoi operatori che la linea in verità) per un paio di giorni ha ripreso a funzionare decentemente, ho rimesso le mani anche sulla mia sempreverde Debian Box.

Dall’ultimo aggiornamento del sistema infatti, causa 3 update consecutivi di 500MB ognuno senza che ci mettessi le mani di mezzo, xorg aveva deciso di prendere ferie, causa sembrerebbe la difficoltà a reperire alcuni moduli essenziali al suo funzionamento.
Per citare la fonte ecco l’errore come si presentava:

    (II) LoadModule: "bitmap"
    (WW) Warning, couldn’t open module bitmap
    (II) UnloadModule: "bitmap"
    (EE) Failed to load module "bitmap" (module does not exist, 0)
    (II) LoadModule: "pcidata"
    (WW) Warning, couldn’t open module pcidata
    (II) UnloadModule: "pcidata"
    (EE) Failed to load module "pcidata" (module does not exist, 0)

    Fatal server error:
    Unable to load required base modules, Exiting…

Il problema sembrava essere dovuto al fatto che con le nuove versioni di xorg i percorsi sono stati modificati, per cui è stato necessario riconfigurare il server grafico per risolvere il problema:

    killermobile:/# dpkg-reconfigure xserver-xorg

Tra un comando e l’altro non ho saputo resistere alla tentazione di rivedere quel capolavoro di film che è La storia infinita, il che ha contribuito a farmi immergere in un clima surreale misto fantasy-cyber natalizio.

Già che c’ero ne ho approfittato per ricompilare il nuovo kernel, anche se su questo fronte ho dovuto superare alcuni scogli più per un innato senso di masochismo che non per difficoltà tecniche insormontabili.
Come capita spesso in questi casi infatti ho iniziato con l’installazione dei nuovi sorgenti patchati debian:

    killermobile:/# apt-get install linux-source-2.6.18

e dopo l’installazione li ho configurati copiando nella directory dei sorgenti il vecchio .config e lanciando un buon make oldconfig.
Come sempre ho provveduto a reperire la patch per il bootsplash per il kernel 2.6.18, e dopo aver patchato i sorgenti ero pronto a ricompilare il tutto.
Ma una cosa tira l’altra e a questo punto mi son chiesto: perchè non applicare anche le famose patch di Con Kolivas di cui tanto si parla e che sembrano avere effetti miracolosi sulle prestazioni del sistema?
Allora mi appresto a patchare i sorgenti appena scompattati, quando scopro mio malgrado che l’operazione fallisce miseramente perchè le patch di Kolivas si applicano solo alla prima versione di ogni kernel, mentre i miei sorgenti pacchettizzati debian sono la versione 2.8.18-8.
Poco male mi dico, vorrà dire che utilizzerò una versione più recente del kernel che di certo male non fa. :-)

Detto, fatto:
mi scarico i sorgenti della 2.6.19, chiedo al mio consigliere preferito che immediatamente mi suggerisce un buon sito da cui scaricare la patch per il bootsplash di questa versione (non ancora presente sul sito ufficiale), dopodichè applico la patch di Kolivan (dopo essermi recato nella directory dei sorgenti):

    killermobile:/usr/src/linux# bzcat ../patch-2.6.19-ck2.bz2 | patch -p1 

Ecco fatto: la macchina è pronta a tornare all’uso con un nuovo scintillante kernel ricompilato, un gradevole framebuffer ed io ad andare a dormire visto che tanto per cambiare si è fatto davvero tardi….

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Flash 9 on Linux firefox 64bit21fioqr8g6k4ud97y03bivqw2whtctgrFlash 9 on Linux firefox 64bit

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Flash 9 + Linux + 64bit
65tga1zmih9p0obtcgi0g3akx4ylgbp3

Lo hanno gia detto tutti per cui lo dirò anche io.
I laboratori di Adobe, gli Adobe Labs, hanno sfornato, come sempre con grande ritardo rispetto alla versione per Windows, ma, meglio tardi che mai, una versione beta del Flash player 9 per sistemi Linux, installabile su mozilla e mozilla-firefox in qualunque distribuzione.
Code
Quello che forse non tutti hanno detto invece è che, per chi ha un sistema nativo a 64bit, ( e
75y8n1vgi0pvgszynqhq05kcma8fk25qchi ce l’ha sa benissimo quanti siano i problemi e i software non ancora utilizzabili nativamente) come ad esempio la splendida Gentoo compilata per amd64, da qualche tempo c’è la possibilità di utilizzare il flash player, che come è noto viene fornito dai suoi creatori nella sola versione a 32bit, anche su browser a 64bit.74hfq28h9geyqmcehe8ucs9ohwt40ray

Grazie ad un plugin sviluppato dalla comunità Open Source, nspluginwrapper, è possibile evitare di dover installare la versione binaria a 32bit di firefox (come si doveva fare fino a poco tempo fa) e continuare perciò ad utilizzare la nostra volpe infuocata (vedi in grande) in tutta la sua potenza.
Il wrapper permette di fare la stessa cosa anche per altri noti plugin, come quello di mplayer, realplayer, e acrobat.
7eus0x9vjk22pzhj10dy4r6igvxbks2o

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Flash 9 + Linux + 64bit

Lo hanno gia detto tutti per cui lo dirò anche io.
I laboratori di Adobe, gli Adobe Labs, hanno sfornato, come sempre con grande ritardo rispetto alla versione per Windows, ma, meglio tardi che mai, una versione beta del Flash player 9 per sistemi Linux, installabile su mozilla e mozilla-firefox in qualunque distribuzione.
Code
Quello che forse non tutti hanno detto invece è che, per chi ha un sistema nativo a 64bit, ( e chi ce l’ha sa benissimo quanti siano i problemi e i software non ancora utilizzabili nativamente) come ad esempio la splendida Gentoo compilata per amd64, da qualche tempo c’è la possibilità di utilizzare il flash player, che come è noto viene fornito dai suoi creatori nella sola versione a 32bit, anche su browser a 64bit.

Grazie ad un plugin sviluppato dalla comunità Open Source, nspluginwrapper, è possibile evitare di dover installare la versione binaria a 32bit di firefox (come si doveva fare fino a poco tempo fa) e continuare perciò ad utilizzare la nostra volpe infuocata (vedi in grande) in tutta la sua potenza.
Il wrapper permette di fare la stessa cosa anche per altri noti plugin, come quello di mplayer, realplayer, e acrobat.

Grub Splashimage9ipql0yi656m42kq52q2q8p0qyri1tcbGrub Splashimage

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Splash Trasparenza in GRUBcnjomovs8g1ub38vzkuyiizvirrk315j

L’altro giorno stavo cercando in rete informazioni su come rendere trasparente il menu del mitico GRUB, perchè quando applichiamo una simpatica immagine (come questa qui a fianco) nel menu di selezione del sistema operativo non è carino che metà immagine (e in questo caso anche metà faccia di Bookguy) risulti coperta dal rettangolo di selezione di GRUB.
Per ovviare a questo problema ho cercato un po di informazioni in rete, ma oltre a una serie di consigli sui diversi
d3sso9ue5rkz94cfxlpb343ca61c3dr9colori da impostare nel background e foreground del file di configurazione, non ho trovato molto.d31kvknywba2hxopuw44cy1ehrp0pbcl

Ma la soluzione era molto più semplice di quanto non si potesse pensare: per rendere il menu trasparente, e poter apprezzare l’immagine applicata in tutta la sua maestosità, non bisogna fare altro che commentare tutte le voci per l’mpostazione grafica (color, foreground, background) del menu.lst, e lasciare solo quella della splashimage che identifica l’immagine di sfondo.dqo9lt7sndz63re7bpzndjn682kpr8n4

KISS   ;-)d2uk6wsiebq8yjcflv90xfptjzydqy26

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Splash Trasparenza in GRUB

L’altro giorno stavo cercando in rete informazioni su come rendere trasparente il menu del mitico GRUB, perchè quando applichiamo una simpatica immagine (come questa qui a fianco) nel menu di selezione del sistema operativo non è carino che metà immagine (e in questo caso anche metà faccia di Bookguy) risulti coperta dal rettangolo di selezione di GRUB.
Per ovviare a questo problema ho cercato un po di informazioni in rete, ma oltre a una serie di consigli sui diversi colori da impostare nel background e foreground del file di configurazione, non ho trovato molto.

Ma la soluzione era molto più semplice di quanto non si potesse pensare: per rendere il menu trasparente, e poter apprezzare l’immagine applicata in tutta la sua maestosità, non bisogna fare altro che commentare tutte le voci per l’mpostazione grafica (color, foreground, background) del menu.lst, e lasciare solo quella della splashimage che identifica l’immagine di sfondo.

KISS   ;-)

Nocciolifjzv6e1mhtvsz32ym3citjx8lci1ovwkNoccioli

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Nuovel00avdfdh7r72z16vukgs3z92t42sx6s

In questo periodo di super affollamento mento-spazio-temporale ho trovato il tempo di ricompilare un paio di noccioli e di scoprire alcune cose interessanti.lodkpxfq8ehamspifa3oqvur523q04yf

1 (Scoperta di ieri, 1)momcw87ayy7dul1sckihzostcnrel2jr

Se state ricompilando un kernel della serie 2.6.16 e non trovate la patch per il bootsplash sappiate che al momento attuale nonostante non sia ancora disponibile è possibile applicare quella relativa al kernel 2.6.15 (testata su Debian).
mblto5hd8kwgfxqpdo6vzv1xqxolq4lc


2 (Scoperta di oggi)
mcvmvg9xy4mjnq1zazln8ozzxic9c26o

Se dopo aver ricompilato un 2.6.16 come me vi ritrovate con una serie di errori apparentemente inspiegabili legati ad iptables, sappiate che non si è rotto niente, ma semplicemente dovete apprestarvi a ricompilare perchè la disposizione dei moduli nel kernel è stata simpaticamente spostata, come spiegato qui, e quindi probabilmente non li avete inclusi.
mzhalptrq6bn9krirsg69alros7yd0h7


3 (Scoperta di ieri, 2)
nbnm6sfig31q4dqp1yqjt5nezplmdpw9

Cercando avidamente informazioni relative all’hardware connesso alla mia LinuxBox ho scoperto un interessantissimo programma, che sembra essere in grado di scovare qualunque cosa e di fornire informazioni ancor più dettagliate del già verboso lspci.
A quanto pare ne esiste anche una versione grafica, per gli amanti delle finestrelle.
n6m8vcsnslnulsba2gnqhqy86etv7gy0:-)
E’ HardwareLister, aka lshw.
n78u4aag1pexr3lyj2wdo4jn1zi1wj9f

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Nuove

In questo periodo di super affollamento mento-spazio-temporale ho trovato il tempo di ricompilare un paio di noccioli e di scoprire alcune cose interessanti.

1 (Scoperta di ieri, 1)

Se state ricompilando un kernel della serie 2.6.16 e non trovate la patch per il bootsplash sappiate che al momento attuale nonostante non sia ancora disponibile è possibile applicare quella relativa al kernel 2.6.15 (testata su Debian).


2 (Scoperta di oggi)

Se dopo aver ricompilato un 2.6.16 come me vi ritrovate con una serie di errori apparentemente inspiegabili legati ad iptables, sappiate che non si è rotto niente, ma semplicemente dovete apprestarvi a ricompilare perchè la disposizione dei moduli nel kernel è stata simpaticamente spostata, come spiegato qui, e quindi probabilmente non li avete inclusi.


3 (Scoperta di ieri, 2)

Cercando avidamente informazioni relative all’hardware connesso alla mia LinuxBox ho scoperto un interessantissimo programma, che sembra essere in grado di scovare qualunque cosa e di fornire informazioni ancor più dettagliate del già verboso lspci.
A quanto pare ne esiste anche una versione grafica, per gli amanti delle finestrelle. :-)
E’ HardwareLister, aka lshw.

Estendiamocip7k7bwz88ceidrx9twfjmjpmo50rrnhlEstendiamoci

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FirefoxEXTENSIONSt1rlzb22z2w5ztiux1ptcun79kn6fudu

Tante, belle, sorprendenti, molto spesso divertenti e quasi sempre utili.
Sono le estensioni di Firefox, che ne fanno tutta la sua potenza, sono le migliaia di programmatori, la comunità open source, che con il suo delizioso lavoro rende quest’applicazione ogni giorno più grande.
t1as2cf3ril89nwarpgxoick467vvji2

Oggi ho scoperto Cooliris preview, una bellissima estensione che permette di visualizzare un’anteprima delle pagine fornite come risultato dalla ricerca di google con una finestra popup semplicemente posizionandosi sopra il collegamento.t1jl9o8nh2bbgg7ko0upxbamarvjgh3e

Insieme a quella ho trovato anche Customize Google, che aggiunge sotto la form di ricerca del famoso motore il collegamento a una decina di altri famosi motori, in modo che se i risultati trovati da google non bastano, è sufficente cliccare sui link per effettuare la ricerca utilizzando gli altri motori.upwu3770881e09vw8fdyv353d0u7oov1

Molto utile anche quello per gestire i tab che permette di ripristinare la sessione con tutte le tabs che erano aperte in caso di crash, o quello che permette di avere sempre sott’occhio le condizioni meteo del giorno corrente e dei giorni successivi di una località scelta, ma sono certo che cercando un attimo se ne possono trovare di stupefacenti per fare veramente di tutto.ucvbv4h4huqimlkt9j2bv9e8saretqxm

Appena trovo quello per fare il caffè spargo la voce :Ducrb0skequgluwxonim95iqxbwekbjsw

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FirefoxEXTENSIONS

Tante, belle, sorprendenti, molto spesso divertenti e quasi sempre utili.
Sono le estensioni di Firefox, che ne fanno tutta la sua potenza, sono le migliaia di programmatori, la comunità open source, che con il suo delizioso lavoro rende quest’applicazione ogni giorno più grande.

Oggi ho scoperto Cooliris preview, una bellissima estensione che permette di visualizzare un’anteprima delle pagine fornite come risultato dalla ricerca di google con una finestra popup semplicemente posizionandosi sopra il collegamento.

Insieme a quella ho trovato anche Customize Google, che aggiunge sotto la form di ricerca del famoso motore il collegamento a una decina di altri famosi motori, in modo che se i risultati trovati da google non bastano, è sufficente cliccare sui link per effettuare la ricerca utilizzando gli altri motori.

Molto utile anche quello per gestire i tab che permette di ripristinare la sessione con tutte le tabs che erano aperte in caso di crash, o quello che permette di avere sempre sott’occhio le condizioni meteo del giorno corrente e dei giorni successivi di una località scelta, ma sono certo che cercando un attimo se ne possono trovare di stupefacenti per fare veramente di tutto.

Appena trovo quello per fare il caffè spargo la voce :D

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