Netbook data transfer: Linux VS Windows 7ku4na68kmlqcntjhfmgq9zabmbfreawsNetbook data transfer: Linux VS Windows 7

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Da qualche giorno ho acquistato un irresistibile giocattolino, una di quelle meraviglie della tecnica impensabili fino a pochi anni fa, che recentemente sta conquistando enormi fette di mercato nel settore dei pc: uno spettacolo di portabilità ed efficienza, ovvero ciò che per il campo di utilizzo viene comunemente definito Netbook.wkjccip5rjhv7jlqssyzo0bl80i7c9w6

Dopo svariate ricerche ho trovato nell’Acer Aspire One D150 un ottimo compromesso tra prezzo e dotazione, anche se praticamente fino ad ora tutti i netbook se la giocano principalmente sull’hard disk (SSD vs SATA) e sulla batteria (3 celle vs 6 celle), meno sul quantitativo di RAM (da 512MB a 2GB) installata e poco sullo schermo (8.9″ vs 10″ vs 11″), visto che la piattaforma su cui viene distribuito l’Atom sui netbook è solo quella wnvx0cvlog00ik2ccyxsyjchx430ztp6dell’intel e la scelta tra 945 o GN40 di certo non fa una gran differenza.w019lehbeeq3dd0kn585ifd471goyi38

Sicuramente si vedranno enormi evoluzioni a breve visto che il segmento è appena nato, e visto che su piattaforme fisse Nvidia ha già iniziato a distribuire soluzioni di un certo livello che offrono un pool di connessioni di I/O (HDMI, eSata, LAN Gigabit, ecc…) e un comparto grafico di tutto rispetto e ben superiori rispetto a ciò che si può trovare sulla maggioranza dei netpc attualmente sugli scaffali.xzkgofuc6tf6m7e0htz9u22g2n0ce78g

Il D150 che ho tra le mani monta un TOSHIBA MK1655GSX, disco assolutamente silenzioso e discretamente prestante, con 8MB di cache e rotazione a 5400rpm come la maggioranza dei dischi da 2,5″.xnwqiztpx05a702c18hhsuyy5wz1me03

Per quanto mi riguarda il netbook è uno strumento dedicato principalmente a 2 compiti:x02131ffnxwc2s0kbesucpzkgtcpl3f5

  • accesso ad internet con maggior comodità rispetto a quanto si possa fare da un PDA quando il portatile da 4Kg è troppo scomodo da poter essere portato appressox0buad7zdhmf9lbu9p7nljxnme0d710i
  • gestione e condivisione di file all’interno della rete locale1ypep87mw3scisdxzwrdkgg1u1n31li89

Dal momento che lo sfruttamento delle potenzialità del dispositivo2 è una delle caratteristiche più importanti per questa tipologia di utilizzo, ho voluto effettuare alcuni test di trasferimento dati per tastare con mano la qualità di gestione dei dischi dai due sistemi operativi principali che vi si possono installare in questo momento.ypapdvp6cs2l0pauaryiqpdjk8p73b3k

Dati dei sistemi utilizzati nei testyqwamt8zkwto7zkjrd75y3yyetfdseey


Sistema operativo yrwoyeg3alkrdrtnra9m435qwd60kmfg

  1. Netbook 1: Windows 7 Ultimate X86 patchato all’11/09/2009y420ih1t0iau8krv1gkzoy6d7akokbui
  2. Netbook 2: Ubuntu 9.04 con Xfce, kernel 2.6.28-15-genericz4btpsudr20wgc25zrzsxs5fev8c59fu
  3. PC: Windows Vista 64bit SP2ztennm99hdrzy5oamt5prp9ms3a0jqnm

PCzvd1z7hc72i24wxemq86xpgeao2obyo3

  1. Acer Aspire D150 160GB hard disk, 1GB ramzvmu6i9wxm85bp8ok1nz6iegh9qcxw9g
  2. Intel Core2duo E4300@3.1GHz, 6GB ram, Asus P5N-E SLI07fdoy5d6zy8708haw3hsstq461itgyf

Hard disk09sk263qd8qacag0u50twdnuaqunotpz

  1. Netbook: Toshiba MK1655GSX – Filesystem NTFS su Windows 7 ed EXT3 su Linux0yhmydsdmygdvk3qyvdwsp5p1zvtz57o
  2. PC: HD Seagate Barracuda 500Gb SATA-II NCQ 7200 RPM 32Mb ST350032 – Filesystem NTFS0nkhv779c96gecowmxjtnn9wf7xhdlfg
  3. USB: WD Elements 500GB – Filesystem NTFS01gekj9j1byj74kyzqiv4oj913e4jk9m

Network1qj9idogrmplpw63nspszmnggchsw1he

  1. Netbook: Ethernet Attansic L1e 10/100MB1fl4g72chxfo8os9auvpujsnukjgahp6
  2. PC: Ethernet Nvidia Gigabit controller1srg0ao37v6r3hqhk062efta5hw4a748
  3. Switch: Cisco Gigabit 8 porte15aknz02fcxuxro4eha9wvh93ebad18c

Tipologie di test1j7hcc1c5eowqik5sa9bdwrmq9sxj03j

  1. LOCAL READ: lettura da disco locale (1) scrittura su USB (3)27wj8jqzd5ez9t7ww1me999ggis3tcl8
  2. LOCAL WRITE: scrittura su disco locale (1) lettura da USB (3)29wyj4y23u52flg0wyovf8g8z3kqljmp
  3. NETWORK READ: lettura da disco locale (1) e scrittura su PC remoto(2)2aijs2gwbyw5mvqpdkximn1ntnawamy4
  4. NETWORK WRITE: scrittura su  disco locale (1) e lettura da PC remoto(2)2zleqwvs19n74ncu0m4fhk5u8wcko35w

Metodologia2dhbf9x2qbeaxf8wef2hymf7ust7u203

  1. Per le operazioni su Windows 7 si è utilizzato explorer da interfaccia grafica, e i tempi misurati sono stati rilevati in concomitanza con l’apertura del popup della copia e la chiusura dello stesso33pauxotizo4dtq7p5aj0jwughp4eqmp2
  2. Per le operazioni su Linux si è utilizzata la shell e i tempi sono stati rilevati dal comando time. Il file system remoto è stato montato utilizzando le utility del pacchetto smbfs.3pjn4zl2p8ug1jjz2lystqsjnas2claf

RISULTATI43psfcbemgskj9bu9zwcl2jqluvgqyjvr


Windows 73evaa4tj63bmr4gfmxjiwhvs84jebz3j

  1. File da 4.555.188KB copiato in 529s ==> 8,40MB/s3fhvj3bce71oyeq33ks54vf73o9k02ey
  2. File da 4.694.939.550B copiato in 163s ==> 27,46MB/s4t005smcmpsrsonqx1wcmb361lop3wj2
  3. File da 992.837.632KB copiato in 83s ==> 11,40MB/s46j4siycu7jumykdrj1j4sr60h3v6qn7
  4. File da 992.837.632KB copiato in 84s ==> 11,27MB/s476q1gg62baxs8u285a7c6clu2s1vtym

Linux4w8lzav2sm1zb0g7v7g474gs9avo8a6d

  1. File da 4.555.188KB copiato in 10m 44.292s ==> 6.90MB4whd6lomi6r2itrhthvwgxeufwjdu8sq
  2. File da 4.555.188KB copiato in 1m 28.830s ==> 18MB/s590itbzmqoi5d3p4nz04ye2uesyix2wu
  3. File da 1.463.969.792B copiato in 3m 47.732 s ==> 6,15MB/s5b0w4w7pgc98ivy8nw2l4d9mwcp6paxb
  4. File da 1.463.969.792B copiato in 4m 7.730s ==> 5,65MB/s503r2qmm6nza1njdby9izbetblst2r53

read_network_7_L

Test 3 su Windows 7: trasferimento dal disco locale al PC in rete51pcbo5fesqd7yu2rkh56py855hzruhi

write7_L

Test 2 su Windows 7: trasferimento dal disco USB al disco locale
5pee7vu2niggr8gtvbu832g2wei525y7

I risultati parlano da se, avevo avuto questo sentore verificando la relativa lentezza nella velocità di trasferimento osservata sulla Ubuntu, che personalmente ritengo una distribuzione eccezionale vista la semplicità di utilizzo e perfetta su questi netbook: è leggera e veloce, tutto l’hardware viene riconosciuto durante l’installazione e, sorpresa delle sorprese, finalmente  è possibile condividere la connessione al pc tramite il PDA con windows mobile usandolo 6h78lkwl1mzldr9wmwrb041r46gge3okcome modem UMTS senza ricompilare nulla, visto che il modulo rndis è già perfettamente integrato nel kernel.6udk5nicskpo8k74x32ok02ef3t4dt2n

Ma a parte le considerazioni sul sistema operativo, i numeri non sono contestabili e i vantaggi che arrivano al 100% nei trasferimenti di rete da parte di Windows 7 decretano una gestione dell’hardware pesantemente migliore per quanto riguarda il comparto disco-rete.6u9kablm1kfrhvkza2nmv8e3ypfawmxx

  1. determinante l’assorbimento di energia elettrica estremamente ridotto []66fwvd7crh5ucoi7l9xzf4fq8lsywbcz
  2. e in particolare della velocità di trasferimento dati []7ivmc6djiavx9hjlsskn2t7n7j2npraw
  3. certo non è un gran metodo ma funziona e se si considera uno scarto del 2-3% può essere ritenuto affidabile []767w5qcw9gl0tb7xc83v0l24at1bxy2j
  4. note per la lettura: i numeri si riferiscono alla tipologia di test, quindi il test 1 è quello di LOCAL READ, ecc.. []7uxy1w1jh7b3cluogyfywxkz011h8ak8
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Da qualche giorno ho acquistato un irresistibile giocattolino, una di quelle meraviglie della tecnica impensabili fino a pochi anni fa, che recentemente sta conquistando enormi fette di mercato nel settore dei pc: uno spettacolo di portabilità ed efficienza, ovvero ciò che per il campo di utilizzo viene comunemente definito Netbook.

Dopo svariate ricerche ho trovato nell’Acer Aspire One D150 un ottimo compromesso tra prezzo e dotazione, anche se praticamente fino ad ora tutti i netbook se la giocano principalmente sull’hard disk (SSD vs SATA) e sulla batteria (3 celle vs 6 celle), meno sul quantitativo di RAM (da 512MB a 2GB) installata e poco sullo schermo (8.9″ vs 10″ vs 11″), visto che la piattaforma su cui viene distribuito l’Atom sui netbook è solo quella dell’intel e la scelta tra 945 o GN40 di certo non fa una gran differenza.

Sicuramente si vedranno enormi evoluzioni a breve visto che il segmento è appena nato, e visto che su piattaforme fisse Nvidia ha già iniziato a distribuire soluzioni di un certo livello che offrono un pool di connessioni di I/O (HDMI, eSata, LAN Gigabit, ecc…) e un comparto grafico di tutto rispetto e ben superiori rispetto a ciò che si può trovare sulla maggioranza dei netpc attualmente sugli scaffali.

Il D150 che ho tra le mani monta un TOSHIBA MK1655GSX, disco assolutamente silenzioso e discretamente prestante, con 8MB di cache e rotazione a 5400rpm come la maggioranza dei dischi da 2,5″.

Per quanto mi riguarda il netbook è uno strumento dedicato principalmente a 2 compiti:

  • accesso ad internet con maggior comodità rispetto a quanto si possa fare da un PDA quando il portatile da 4Kg è troppo scomodo da poter essere portato appresso
  • gestione e condivisione di file all’interno della rete locale1

Dal momento che lo sfruttamento delle potenzialità del dispositivo2 è una delle caratteristiche più importanti per questa tipologia di utilizzo, ho voluto effettuare alcuni test di trasferimento dati per tastare con mano la qualità di gestione dei dischi dai due sistemi operativi principali che vi si possono installare in questo momento.

Dati dei sistemi utilizzati nei test


Sistema operativo

  1. Netbook 1: Windows 7 Ultimate X86 patchato all’11/09/2009
  2. Netbook 2: Ubuntu 9.04 con Xfce, kernel 2.6.28-15-generic
  3. PC: Windows Vista 64bit SP2

PC

  1. Acer Aspire D150 160GB hard disk, 1GB ram
  2. Intel Core2duo E4300@3.1GHz, 6GB ram, Asus P5N-E SLI

Hard disk

  1. Netbook: Toshiba MK1655GSX – Filesystem NTFS su Windows 7 ed EXT3 su Linux
  2. PC: HD Seagate Barracuda 500Gb SATA-II NCQ 7200 RPM 32Mb ST350032 – Filesystem NTFS
  3. USB: WD Elements 500GB – Filesystem NTFS

Network

  1. Netbook: Ethernet Attansic L1e 10/100MB
  2. PC: Ethernet Nvidia Gigabit controller
  3. Switch: Cisco Gigabit 8 porte

Tipologie di test

  1. LOCAL READ: lettura da disco locale (1) scrittura su USB (3)
  2. LOCAL WRITE: scrittura su disco locale (1) lettura da USB (3)
  3. NETWORK READ: lettura da disco locale (1) e scrittura su PC remoto(2)
  4. NETWORK WRITE: scrittura su  disco locale (1) e lettura da PC remoto(2)

Metodologia

  1. Per le operazioni su Windows 7 si è utilizzato explorer da interfaccia grafica, e i tempi misurati sono stati rilevati in concomitanza con l’apertura del popup della copia e la chiusura dello stesso3
  2. Per le operazioni su Linux si è utilizzata la shell e i tempi sono stati rilevati dal comando time. Il file system remoto è stato montato utilizzando le utility del pacchetto smbfs.

RISULTATI4


Windows 7

  1. File da 4.555.188KB copiato in 529s ==> 8,40MB/s
  2. File da 4.694.939.550B copiato in 163s ==> 27,46MB/s
  3. File da 992.837.632KB copiato in 83s ==> 11,40MB/s
  4. File da 992.837.632KB copiato in 84s ==> 11,27MB/s

Linux

  1. File da 4.555.188KB copiato in 10m 44.292s ==> 6.90MB
  2. File da 4.555.188KB copiato in 1m 28.830s ==> 18MB/s
  3. File da 1.463.969.792B copiato in 3m 47.732 s ==> 6,15MB/s
  4. File da 1.463.969.792B copiato in 4m 7.730s ==> 5,65MB/s

read_network_7_L

Test 3 su Windows 7: trasferimento dal disco locale al PC in rete

write7_L

Test 2 su Windows 7: trasferimento dal disco USB al disco locale

I risultati parlano da se, avevo avuto questo sentore verificando la relativa lentezza nella velocità di trasferimento osservata sulla Ubuntu, che personalmente ritengo una distribuzione eccezionale vista la semplicità di utilizzo e perfetta su questi netbook: è leggera e veloce, tutto l’hardware viene riconosciuto durante l’installazione e, sorpresa delle sorprese, finalmente  è possibile condividere la connessione al pc tramite il PDA con windows mobile usandolo come modem UMTS senza ricompilare nulla, visto che il modulo rndis è già perfettamente integrato nel kernel.

Ma a parte le considerazioni sul sistema operativo, i numeri non sono contestabili e i vantaggi che arrivano al 100% nei trasferimenti di rete da parte di Windows 7 decretano una gestione dell’hardware pesantemente migliore per quanto riguarda il comparto disco-rete.

  1. determinante l’assorbimento di energia elettrica estremamente ridotto []
  2. e in particolare della velocità di trasferimento dati []
  3. certo non è un gran metodo ma funziona e se si considera uno scarto del 2-3% può essere ritenuto affidabile []
  4. note per la lettura: i numeri si riferiscono alla tipologia di test, quindi il test 1 è quello di LOCAL READ, ecc.. []

Reiserfs driver windows Vista 6492dai4p7r9ow9ipq1g6n2s3f6t44xu88Reiserfs driver windows Vista 64

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Con un progetto non proprio aggiornatissimo (ma forse solo perchè non ce n’è bisogno) YaReg continua a funzionare alla grande, senza problemi di sorta, anche sulle versioni di Vista a 64bit servicepaccate, consentendoci di leggere velocemente i file contenuti nelle partizioni formattate in ReiserFS senza nemmeno la necessità di installarsi sul pc (eseguibile al volo da qualunque dispositivo). Testato e funzionante.bybvn8ayji1oiww9tevnu65nv9j9crtl

Ovviamente è tutto scaricabile dal sito ufficialecn0yjfzls8rr17j0x57primhmijfm3aa

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Con un progetto non proprio aggiornatissimo (ma forse solo perchè non ce n’è bisogno) YaReg continua a funzionare alla grande, senza problemi di sorta, anche sulle versioni di Vista a 64bit servicepaccate, consentendoci di leggere velocemente i file contenuti nelle partizioni formattate in ReiserFS senza nemmeno la necessità di installarsi sul pc (eseguibile al volo da qualunque dispositivo). Testato e funzionante.

Ovviamente è tutto scaricabile dal sito ufficiale

Vmware 6 kernel 2.6.22di652l5octyan6sqx6obtfujr6yk864lVmware 6 kernel 2.6.22

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Stranamente questa sera ho dovuto fare a botte con la Vmware per riuscire ad installare la nuova versione (6.0.0.45731) su Linux [kernel 2.6.22].hzg0dafb46fxm9qdof217pok89xzim74

Infatti ricompilare il kernel dopo aver tentato la prima installazione, visto che il gcc con cui tentava di compilare i moduli che gli servono era diverso (probabilmente di una microsottoversione) da quello con cui era stato compilato il kernel l’ultima volta, non è bastato, perchè in fase di installazione, tanto per cambiare, l’installer di vmware è andato in crash (in mezzo ai mille warning che gcc lancia compilandone i sorgenti in C) sul più bello i3sl13lr13x3wa7z8l1vh9qhxdhs4605dell’installazione dei moduli per la rete, sparando questo errore e mancandomi di pochissimo:i4f6a13l97o53khop7aipnawrx7yt9bk


make[2]: *** [/tmp/vmware-config0/vmnet-only/userif.o] Error 1
make[1]: *** [_module_/tmp/vmware-config0/vmnet-only] Error 2
make[1]: Leaving directory `/usr/src/linux-source-2.6.22′
make: *** [vmnet.ko] Error 2
make: Leaving directory `/tmp/vmware-config0/vmnet-only’
Unable to build the vmnet module.
i3yde2gl0nd9cev4jv0l1b08mjsm9ygs

For more information on how to troubleshoot module-related problems, please
visit our Web site at "http://www.vmware.com/download/modules/modules.html" and
"http://www.vmware.com/support/reference/linux/prebuilt_modules_linux.html".
iran8mfzrt3cx7jg3bjtz2vpptrbg58f

Execution aborted.

jrjffx8iidtf40uq1mym8wtsvefz23tr

Fortunatamente questa volta a discapito delle soluzioni-salto mortale proposte in rete è bastato scaricare ed eseguire l’ultima patch col nome simpatico fornita da vmware (vmware-any-any-update-114) e lanciando il runme.pl tutto si è autosistemato chiedendo umilmente perdono per il tempo perso causato -_-j3z6vqep96ii1uv485kavllpuconwjrp
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Stranamente questa sera ho dovuto fare a botte con la Vmware per riuscire ad installare la nuova versione (6.0.0.45731) su Linux [kernel 2.6.22].

Infatti ricompilare il kernel dopo aver tentato la prima installazione, visto che il gcc con cui tentava di compilare i moduli che gli servono era diverso (probabilmente di una microsottoversione) da quello con cui era stato compilato il kernel l’ultima volta, non è bastato, perchè in fase di installazione, tanto per cambiare, l’installer di vmware è andato in crash (in mezzo ai mille warning che gcc lancia compilandone i sorgenti in C) sul più bello dell’installazione dei moduli per la rete, sparando questo errore e mancandomi di pochissimo:


make[2]: *** [/tmp/vmware-config0/vmnet-only/userif.o] Error 1
make[1]: *** [_module_/tmp/vmware-config0/vmnet-only] Error 2
make[1]: Leaving directory `/usr/src/linux-source-2.6.22′
make: *** [vmnet.ko] Error 2
make: Leaving directory `/tmp/vmware-config0/vmnet-only’
Unable to build the vmnet module.

For more information on how to troubleshoot module-related problems, please
visit our Web site at "http://www.vmware.com/download/modules/modules.html" and
"http://www.vmware.com/support/reference/linux/prebuilt_modules_linux.html".

Execution aborted.

Fortunatamente questa volta a discapito delle soluzioni-salto mortale proposte in rete è bastato scaricare ed eseguire l’ultima patch col nome simpatico fornita da vmware (vmware-any-any-update-114) e lanciando il runme.pl tutto si è autosistemato chiedendo umilmente perdono per il tempo perso causato -_-

KDE Automountk4156mj1fxk3lh48lmr5q50dtg9dxwf0KDE Automount

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broken_vista Automount tips and trickssopq9duvbduzvnvd04yd2dmuee0ww1eh


In questi giorni mi è venuta voglia di automount (evitiamo battutacce ) per cui ho deciso di aggiungere questa immancabile funzionalità alla mia Gentoo box.sbo71a4zkzk2gyla18mr2kvztox213g2

Ero all’oscuro del fatto che KDE potesse gestire autonomamente la situazione, senza l’ausilio di software esterni come ivman o gnome-volume-manager, ma con il solo aiuto dei servizi dbus e hald.tn4xi2a6bs95dslo8s9fp9nwsm7rujez

Dopo aver installato le versioni più recenti di entrambi i servizi, e per compatibilità con KDE, dbus-qt3, è possibile abilitare l’opzione dal control center di KDE sotto Pheriperals->Storage Media->Advanced.tbh7cmaj2yz8xl90s7snn1idvv6f2q6m

E’ possibile però che pur facendo queste 2 semplici cose non funzioni nulla e si vaghi in balia di aiuto senza sapere dove andare a parare.tbq0jx23tipb5elaqi7gwuhf1gu3oorz

Quello che mi è capitato è che, pur essendo installato tutto correttamente (hal v.0.5.9.1-r2 e dbus v.1.0.2-r2) nulla funzionasse inspiegabilmente. Il problema era che, nonostante hal dicesse di essersi avviato:

tcclswkx1mfecovz64f3491uw1k9dr2d

Painkiller ~ # /etc/init.d/hald startuclez7dgr66hjh694fuvd20w2m8xypnq
 * Starting Hardware Abstraction Layer daemon … uprpk9z7i4wkea4gel58xy1jdjllyf2s


in realtà non lo faceva e ovviamente tutto il resto non poteva funzionare.
(Ci si può acccorgere del fatto che hal non parta semplicemente sbirciando tra i processi attivi).
udr6c68arqln0muefptmw4aostis3h4d

Il problema sembrava essere legato al fatto che nel mio kernel l’opzione CONFIG_INOTIFY (che si trova in File systems—>Inotify file change notification support  e Inotify support for userspace)  :

uo6xsyfhijbqxfusm9gaku2krqshww2a

Painkiller ~ # cat /usr/src/linux/.configudwzo544qa1tgqhjpztdg6kfhzsn78kz
CONFIG_INOTIFY_USER is not setv1l1kctsz0rwz149tq5fdj1988ttik2p


non era attiva e quindi tutto il sistema di notifiche sull’inserimento di nuovi dispositivi mancava del supporto necessario.
A questo punto è bastata una ricompilata del nocciolo con entrambe le opzioni attive e dal riavvio successivo come per magia tutti i dispositivi inseriti a caldo vengono riconosciuti automaticamente.
vd1r14zyqthzwu5o0as308u6763hb00m

Se a questo punto poi sentite l’esigenza di montare delle partizioni utilizzando dei tool particolari, come ad esempio ntfs-3g per le partizioni in NTFS in modo che oltre a leggerle vi possiate anche scrivere, è sufficente (almeno per la versione attuale) aggiungere il file /etc/hal/fdi/policy/10-ntfs-policy.fdi con queste istruzioni:vcxr6t29zt6256hje9d1ah5vpspoutvw

                                    ntfs-3g               ntfs-3g               locale=                     

come spiegato nell’ottimo wiki su Gentoo HOWTO NTFS write with ntfs-3g.
vn0plyj692v53iji1i6vzlbf0qxuk43r

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broken_vista Automount tips and tricks


In questi giorni mi è venuta voglia di automount (evitiamo battutacce ) per cui ho deciso di aggiungere questa immancabile funzionalità alla mia Gentoo box.

Ero all’oscuro del fatto che KDE potesse gestire autonomamente la situazione, senza l’ausilio di software esterni come ivman o gnome-volume-manager, ma con il solo aiuto dei servizi dbus e hald.

Dopo aver installato le versioni più recenti di entrambi i servizi, e per compatibilità con KDE, dbus-qt3, è possibile abilitare l’opzione dal control center di KDE sotto Pheriperals->Storage Media->Advanced.

E’ possibile però che pur facendo queste 2 semplici cose non funzioni nulla e si vaghi in balia di aiuto senza sapere dove andare a parare.

Quello che mi è capitato è che, pur essendo installato tutto correttamente (hal v.0.5.9.1-r2 e dbus v.1.0.2-r2) nulla funzionasse inspiegabilmente. Il problema era che, nonostante hal dicesse di essersi avviato:

Painkiller ~ # /etc/init.d/hald start
 * Starting Hardware Abstraction Layer daemon …


in realtà non lo faceva e ovviamente tutto il resto non poteva funzionare.
(Ci si può acccorgere del fatto che hal non parta semplicemente sbirciando tra i processi attivi).

Il problema sembrava essere legato al fatto che nel mio kernel l’opzione CONFIG_INOTIFY (che si trova in File systems—>Inotify file change notification support  e Inotify support for userspace)  :

Painkiller ~ # cat /usr/src/linux/.config|grep CONFIG_INOTIFY_USER
CONFIG_INOTIFY_USER is not set


non era attiva e quindi tutto il sistema di notifiche sull’inserimento di nuovi dispositivi mancava del supporto necessario.
A questo punto è bastata una ricompilata del nocciolo con entrambe le opzioni attive e dal riavvio successivo come per magia tutti i dispositivi inseriti a caldo vengono riconosciuti automaticamente.

Se a questo punto poi sentite l’esigenza di montare delle partizioni utilizzando dei tool particolari, come ad esempio ntfs-3g per le partizioni in NTFS in modo che oltre a leggerle vi possiate anche scrivere, è sufficente (almeno per la versione attuale) aggiungere il file /etc/hal/fdi/policy/10-ntfs-policy.fdi con queste istruzioni:

                                    ntfs-3g               ntfs-3g               locale=                     

come spiegato nell’ottimo wiki su Gentoo HOWTO NTFS write with ntfs-3g.

Virtual Machinex8lk4luf0its6rds9wn8u1928mg4nsuwVirtual Machine

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broken_vista
Virtual Box

2jtgfj9jw70td80r2z0awf6a58dd465x

Qualche tempo fa un amico mi ha parlato molto bene di questo “nuovo” software di virtualizzazione, l’equivalente Open Source della classica Vmware per intenderci.

Preso dalla curiosità ho voluto provarlo appena il tempo me l’ha concesso, e devo dire di esserne rimasto piacevolmente sorpreso.

Infatti VirtualBox 3o4efyn2js90t1qhn22lcyezdwqtjyzffunziona alla perfezione sia su Linux che, ovviamente, su Windows, e secondo voci di corridoio (leggi ufficiali) anche su Mac.
Tutte le features che Vmware offriva sono pienamente supportate, rete, dispositivi USB e udite udite anche l’audio funzionano alla perfezione (per qualche strano motivo avevo sempre avuto problemi con Alsa su Linux), senza difficoltà 3mx0eplkb3y45w63e440rgulwj7isdoine problemi di sorta.

Ovviamente anche le “addictions” che forniscono miglioramenti alla macchina virtuale, come i driver video con supporto ad alte risoluzioni, sono disponibili, installabili a parte come in Vmware.

Per quanto riguarda Gentoo è necessario smascherare la versione unstable del pacchetto e se vogliamo le addictions ricompilare il tutto utilizzando la USE flag “additions” appunto, e siamo pronti a 486w2cf4llm7s9x7bl5ougu0zu0pr59yvirtualizzare in modo veloce simple & easy :-)
4xwyyj4ruccabkkxfcirrtcvp31v1hrn
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broken_vista
Virtual Box

Qualche tempo fa un amico mi ha parlato molto bene di questo “nuovo” software di virtualizzazione, l’equivalente Open Source della classica Vmware per intenderci.

Preso dalla curiosità ho voluto provarlo appena il tempo me l’ha concesso, e devo dire di esserne rimasto piacevolmente sorpreso.

Infatti VirtualBox funziona alla perfezione sia su Linux che, ovviamente, su Windows, e secondo voci di corridoio (leggi ufficiali) anche su Mac.
Tutte le features che Vmware offriva sono pienamente supportate, rete, dispositivi USB e udite udite anche l’audio funzionano alla perfezione (per qualche strano motivo avevo sempre avuto problemi con Alsa su Linux), senza difficoltà ne problemi di sorta.

Ovviamente anche le “addictions” che forniscono miglioramenti alla macchina virtuale, come i driver video con supporto ad alte risoluzioni, sono disponibili, installabili a parte come in Vmware.

Per quanto riguarda Gentoo è necessario smascherare la versione unstable del pacchetto e se vogliamo le addictions ricompilare il tutto utilizzando la USE flag “additions” appunto, e siamo pronti a virtualizzare in modo veloce simple & easy :-)

Missione compiuta!5x8c54tj1ydwx8v8p61xo7huc8imxlytMissione compiuta!

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broken_vistabroken_vista
Finalmente…glb6tag5qlh43tv6cmxwurumfhtxekm6

..sono riuscito a installare dell’hardware nuovo sulla mia Linux box senza dover fare a pugni col sistema per far funzionare le cose nel modo corretto e senza perdere ore cercando soluzioni introvabili.

A dire il vero ultimamente non ho più avuto grossi problemi con i miei pc nel far funzionare hardware anche molto recente con il pinguino: Intel Core 2 duo e relativa scheda madre Asus con chipset Nforce 580Ultra, scheda TV Pinnacle, e ora la nuova h329k38yup7im7ue46od3z2z4n7pezg3multifunzione Epson DX4000 non sono più un problema ne a livello di driver ne di sofware, segno che gli sviluppatori fanno un ottimo lavoro (spesso di reverse-engineering!) e che la diffusione del sistema coinvolge sempre più gente con la conseguenza che tutto funziona sempre meglio.

Per installare la nuova multifunzione Epson DX4000 sulla mia Gentoo ho dovuto installare i driver Gutenprint (che i1vvju6gm0vly2a0v8rrjhilnaneoe56in portage si chiamano ancora Gimp-print) smascherando i pacchetti "instabili" (quelli stable sono ancora vecchi) e ricompilando.
Un attimo dopo qualche click nella comoda interfaccia di cups di casa mia (localhost:631) e la stampante è bell’e che riconosciuta e configurata, perfettamente funzionante.
Far funzionare lo scanner è stato altrettanto semplice con icxsyzmdw8koweczjgkl8lo5y8vlepd1Sane: basta installare backend e frontend, configurare il file

/etc/sane.d/dll.conf

lasciando solo le righe "epson" e "net" se volete far funzionare lo scanner in rete, e il file:

/etc/sane.d/epson.conf

decommentando la riga "usb" e aggiungendo una riga del tipo

usb 0x04b8 0x082f

dove i codici riportati sono quelli riportati dal icg010zeno9s58qgd4aok9ditugauei9comando:

Painkiller ~ # sane-find-scanner
  # sane-find-scanner will now attempt to detect your scanner. i062x7p1wezvpjc6hvnrglvcj3gg4p0yIf the
  # result is different from what you expected, first make sure your
  # scanner is powered up and properly connected to your computer.

  # No SCSI scanners found. ipv4teeo45qy8uzxkm0udyd6achmf1hnIf you expected something different, make sure that
  # you have loaded a kernel SCSI driver for your SCSI adapter.

found USB scanner (vendor=0x04b8 [EPSON], product=0x082f [USB MFP]) at libusb:002:029
  # Your USB scanner was (probably) detected. It may or may not be supported by
  # SANE. j0bva6kvvyf15n0br5mi0n539arb9hglTry scanimage -L and read the backend’s manpage.

  # Not checking for parallel port scanners.

  # Most Scanners connected to the parallel port or other proprietary ports
  # can’t be detected by this program.

anche qui nel giro di poco installando il programma preferito di scanning (ho provato solo xsane per ora, ma va benissimo!) è possibile scansionare lo scibile cartaceo con la jinchooa9yz50414c5zfg05n1o6kj78iflessibilità che solo il pinguino sa darci!

Ya – hù!
juto2ra0zvq8vxzcmbas0v6ablj8iwnk
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broken_vistabroken_vista
Finalmente…

..sono riuscito a installare dell’hardware nuovo sulla mia Linux box senza dover fare a pugni col sistema per far funzionare le cose nel modo corretto e senza perdere ore cercando soluzioni introvabili.

A dire il vero ultimamente non ho più avuto grossi problemi con i miei pc nel far funzionare hardware anche molto recente con il pinguino: Intel Core 2 duo e relativa scheda madre Asus con chipset Nforce 580Ultra, scheda TV Pinnacle, e ora la nuova multifunzione Epson DX4000 non sono più un problema ne a livello di driver ne di sofware, segno che gli sviluppatori fanno un ottimo lavoro (spesso di reverse-engineering!) e che la diffusione del sistema coinvolge sempre più gente con la conseguenza che tutto funziona sempre meglio.

Per installare la nuova multifunzione Epson DX4000 sulla mia Gentoo ho dovuto installare i driver Gutenprint (che in portage si chiamano ancora Gimp-print) smascherando i pacchetti "instabili" (quelli stable sono ancora vecchi) e ricompilando.
Un attimo dopo qualche click nella comoda interfaccia di cups di casa mia (localhost:631) e la stampante è bell’e che riconosciuta e configurata, perfettamente funzionante.
Far funzionare lo scanner è stato altrettanto semplice con Sane: basta installare backend e frontend, configurare il file

/etc/sane.d/dll.conf

lasciando solo le righe "epson" e "net" se volete far funzionare lo scanner in rete, e il file:

/etc/sane.d/epson.conf

decommentando la riga "usb" e aggiungendo una riga del tipo

usb 0x04b8 0x082f

dove i codici riportati sono quelli riportati dal comando:

Painkiller ~ # sane-find-scanner
  # sane-find-scanner will now attempt to detect your scanner. If the
  # result is different from what you expected, first make sure your
  # scanner is powered up and properly connected to your computer.

  # No SCSI scanners found. If you expected something different, make sure that
  # you have loaded a kernel SCSI driver for your SCSI adapter.

found USB scanner (vendor=0x04b8 [EPSON], product=0x082f [USB MFP]) at libusb:002:029
  # Your USB scanner was (probably) detected. It may or may not be supported by
  # SANE. Try scanimage -L and read the backend’s manpage.

  # Not checking for parallel port scanners.

  # Most Scanners connected to the parallel port or other proprietary ports
  # can’t be detected by this program.

anche qui nel giro di poco installando il programma preferito di scanning (ho provato solo xsane per ora, ma va benissimo!) è possibile scansionare lo scibile cartaceo con la flessibilità che solo il pinguino sa darci!

Ya – hù!

Ext Filesystem under Vistalbvz7xlecdkv5s1q0jx868qewkq2znb9Ext Filesystem under Vista

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broken_vista BUONE NOTIZIEp146xlzzy2taajw03vz2el2oya3jc742

Ho appena finito di installare il driver nativo per i filesystem Ext2 e Ext3 (journaling non supportato) sotto Windows Vista.

Nonostante sembra non funzionare alla prima installazione (dice che la versione non supporta il sistema operativo in uso) è sufficente lanciare l’eseguibile come Administrator e rilanciarlo più volte dicendogli di fregarsene della compatibilità, autorizzare l’installazione del driver, selezionare la pmigmlhaif5h8825apx0vp5287fxnj4npartizione Ext2 o Ext3 con la relativa lettera da assegnare alla partizione e, ovviamente (che ve lo dico a fà?) :D , riavviare.

E come per magia dal boot successivo potrete accedere in lettura e scrittura alle vostre partizioni Ext senza problemi anche dal vostro W. q9ixeirer1vktkr2btmevvd7nhc4rl68Vista :-) *

Il driver è disponibile alla pagina del progetto ufficiale qui.

*Testato personalmente su Vista Business N Edition con partizione Ext3
qxu782qri7loddfev94mtn9oqrbszsyv
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broken_vista BUONE NOTIZIE

Ho appena finito di installare il driver nativo per i filesystem Ext2 e Ext3 (journaling non supportato) sotto Windows Vista.

Nonostante sembra non funzionare alla prima installazione (dice che la versione non supporta il sistema operativo in uso) è sufficente lanciare l’eseguibile come Administrator e rilanciarlo più volte dicendogli di fregarsene della compatibilità, autorizzare l’installazione del driver, selezionare la partizione Ext2 o Ext3 con la relativa lettera da assegnare alla partizione e, ovviamente (che ve lo dico a fà?) :D , riavviare.

E come per magia dal boot successivo potrete accedere in lettura e scrittura alle vostre partizioni Ext senza problemi anche dal vostro W. Vista :-) *

Il driver è disponibile alla pagina del progetto ufficiale qui.

*Testato personalmente su Vista Business N Edition con partizione Ext3

Doxygen su Gentoor8dio5t7q3l9o2gsfcvn5x8i59ej2eimDoxygen su Gentoo

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World

Documentazione software
yxi3638ojdomdqztbhrgin1kxjofdbyq

Doxygen è un potentissimo strumento, in grado di generare documentazione dettagliata di qualunque progetto software, a partire dal codice sorgente anche non commentato di moltissimi linguaggi di programmazione (ufficialmente supporta C#, C++,C, Java, ma probabilmente si può ottenere ottima documentazione anche con altri linguaggi).

y9amoi45srep91zm1c8y3xgujg0lavnq

La documentazione generata può essere in splendide pagine HTML, in cui sono riportate tutte le funzioni, strutture, classi del software e le interazioni tra i diversi elementi, collegamenti tra le varie strutture, indice alfabetico degli elementi e quant’altro. ysdq0bo35vzt2hx8py9kggo3nujuqvws

Grazie a un suo motore interno o appoggiandosi a GraphViz disegna anche dei bellissimi grafici che mostrano le relazioni tra i diversi componenti del software.
Oltre alla documentazione in HTML è in grado di generare documentazione in Latex, PDF con collegamenti dinamici generati sempre attraverso Latex (davvero professionali), pagine RTF, man pages o XML.
Insomma una bomba, zkv5ha66j3jymzn5j6udapii7lk5731auna manna dal cielo quando si vuole capire com’è fatto un software e non si sa da che parte iniziare.
zx1h2drw9191hsmdud5pukj4ihxs7sgc

CONFIG

Per la configurazione ci si può scrivere il proprio file di configurazione a manina oppure appoggiarsi a una comodissima utility, doxywizard, che si trova insieme al programma, e che permette tramite una semplice GUI, di configurare i parametri principali necessari a generare la documentazione.
z6o89ydrk0w5j6spbcm5pd796hy1lksy

GENTOO

Per quanto riguarda Gentoo, se vi capita dopo aver installato il pacchetto doxygen di non riuscire a trovare il doxywizard, è semplicemente perchè non avete attivato le USE FLAGS necessarie alla sua compilazione.
Basta dire a portage di utilizzarle durante la compilazione:

    echo "app-doc/doxygen qt3 doc tetex" >> /etc/portage/package.use

e ricompilare il pacchetto per zl6q69wui7eaj8zf5rtudt20my4ugmyjavere il comodo tool disponibile all’uso.
0y2ovly3796dczvgjkswuucd9ulhmlsq

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World

Documentazione software

Doxygen è un potentissimo strumento, in grado di generare documentazione dettagliata di qualunque progetto software, a partire dal codice sorgente anche non commentato di moltissimi linguaggi di programmazione (ufficialmente supporta C#, C++,C, Java, ma probabilmente si può ottenere ottima documentazione anche con altri linguaggi).

La documentazione generata può essere in splendide pagine HTML, in cui sono riportate tutte le funzioni, strutture, classi del software e le interazioni tra i diversi elementi, collegamenti tra le varie strutture, indice alfabetico degli elementi e quant’altro.

Grazie a un suo motore interno o appoggiandosi a GraphViz disegna anche dei bellissimi grafici che mostrano le relazioni tra i diversi componenti del software.
Oltre alla documentazione in HTML è in grado di generare documentazione in Latex, PDF con collegamenti dinamici generati sempre attraverso Latex (davvero professionali), pagine RTF, man pages o XML.
Insomma una bomba, una manna dal cielo quando si vuole capire com’è fatto un software e non si sa da che parte iniziare.

CONFIG

Per la configurazione ci si può scrivere il proprio file di configurazione a manina oppure appoggiarsi a una comodissima utility, doxywizard, che si trova insieme al programma, e che permette tramite una semplice GUI, di configurare i parametri principali necessari a generare la documentazione.

GENTOO

Per quanto riguarda Gentoo, se vi capita dopo aver installato il pacchetto doxygen di non riuscire a trovare il doxywizard, è semplicemente perchè non avete attivato le USE FLAGS necessarie alla sua compilazione.
Basta dire a portage di utilizzarle durante la compilazione:

    echo "app-doc/doxygen qt3 doc tetex" >> /etc/portage/package.use

e ricompilare il pacchetto per avere il comodo tool disponibile all’uso.

Ati driver 8.32.5 su Linux1y190kxmxb6yz67ca3h7tovz800qfjauAti driver 8.32.5 su Linux

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World

FGLRXkq9gij0i3l73izddm6y6nwm1a232u1a2

Da qualche tempo non installavo i driver Ati ufficiali sulla mia debian, tra le tante cause la mancanza della necessità di farlo (il driver ati fornito come modulo del kernel funziona benissimo) e l’assenza di supporto ufficiale regolarmente aggiornabile da apt, a differenza di quanto invece avviene da tempo con Nvidia.

Utilizzando la versione Sid di Debian (Unstable) che rilascia pacchetti più l1l74z903en9o4qm7p6sluqnrlzx6a4anuovi con un’elevata frequenza, avevo avuto di recente la spiacevole sorpresa di non riuscire a ricompilare i driver, perchè il range di versioni di Xorg supportate non includeva la più recente versione 7 utilizzata da Debian.
Essendo passato del tempo però, ed avendoci messo un po gli sviluppatori di Ati a rilasciare i nuovi driver ufficiali per Linux, mi ero illuso di poter trovare una soluzione pulita facilmente installabile che l04e70m0vtccxy421exwxif0m7jmmz9ipotesse filare liscia dall’inizio alla fine.


lp695u1xl42fgqq8pg3tsfk71gma0gh9



INSTALLAZIONEl1mzmn74cxsidjrmwzqhf5c4zdvytvf7

Tempo di scaricare i nuovi driver dal sito ufficiale per la mia Mobility Radeon 9700 in versione installer:

m1vsty0o2hilkc2wta5aoya66yjmft0j

https://a248.e.akamai.net/f/674/9206/0/www2.ati.com/drivers/linux/ati-driver-installer-8.32.5-x86.x86_64.run
me14e0metf8of5043gfm8ubthvwafjel


lanciare l’installazione da shell:

m2r6a7b115zrzfnv77sp56tn74xgpuwb

caio@killermobile:~$ sh ati-driver-installer-8.32.5-x86.x86_64.runm30zhi3lsppu68y54i7ie0rpepl4bthn


e subito mi accorgo dell’infondatezza di tutte le mie speranze, i driver ati tanto per cambiare danno problemi e falliscono l’installazione durante la compilazione del modulo.
Andando a leggere l’output questo è l’errore ritornato:

megpxbasjiex32zjb2t61pkmdnvt58gl

killermobile:~# cat /usr/share/ati/fglrx-install.log
[Message] Kernel Module : Trying to install a precompiled kernel module.
[Message] Kernel Module : Precompiled kernel module version mismatched.
[Message] Kernel Module : Found kernel module build environment, generating kernel module now.
ATI module generator V 2.nehify8wr2j6sizj0beuv053lfrustri0
==========================
initializing…
cleaning…
patching ‘highmem.h’…
assuming new VMA API since we do have kernel 2.6.x…
 Assuming default VMAP API
 Assuming default munmap API
doing Makefile based build for kernel 2.6.x and higher
make -C /lib/modules/2.6.19-ck2-kolivan/build SUBDIRS=/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x nedhkmb602991tcedbys68hs41e0ammsmodules
make[1]: Entering directory `/usr/src/linux-2.6.19′
  CC [M]  /lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x/firegl_public.o
/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x/firegl_public.c:89:26: error: linux/config.h: No such file or directory
/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x/firegl_public.c:456: warning: initialization from incompatible pointer type
/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x/firegl_public.c: In function opt81ehdruycyncslvlgty9p2znp42kp‘firegl_stub_open’:
/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x/firegl_public.c:579: warning: assignment discards qualifiers from pointer target type
/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x/firegl_public.c: In function ‘__ke_request_irq’:
/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x/firegl_public.c:2568: warning: passing argument 2 of ‘request_irq’ from incompatible pointer type
make[2]: *** [/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x/firegl_public.o] Error o2mrjudu08ofuyclbq2zf8ozpwzv0n9p1
make[1]: *** [_module_/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x] Error 2
make[1]: Leaving directory `/usr/src/linux-2.6.19′
make: *** [kmod_build] Error 2
build failed with return value 2
[Error] Kernel Module : Failed to compile kernel module – please consult readme.
oefa299a9leiq9ce2lih0j38cta2x7xp


Questa volta non mi do per vinto, e vado alla ricerca di una soluzione.
Cerca e ricerca trovo qua e la qualche spiegazione (il forum slacky.it è stato essenziale), ma niente di organizzato e chiaro, per cui dopo aver risolto ho deciso di postare questo piccolo articolo in modo da riassumere i passaggi necessari a risolvere il tutto.

Dopo aver lanciato pytkrarmsyrpoyijafgfhm5nmqmg8jxal’installazione (non da rpm) che è fallita, dovremmo trovare una directory in /lib/modules/fglrx/, contenente i files necessari al completamento.
A questo punto è necessario recarsi nella directory /lib/modules/fglrx/build_mod/ :

pbm3apn21bhsk9hc1axx3wkx9oym54la

cd /lib/modules/fglrx/build_mod/pymk2mw6ax6v5l691emb23t1nxvt96nu


e dare 3 comandi che servono a sistemare i files "bacati":

pnof0gb308xyndsfogs8x0x826xgnnvm

sed -i ‘/src_file=$linuxincludes\/linux\/version.h/s,version,utsrelease,’ make.sh;

sed -i ‘/linux\/config.h/s;linux\/config.h;linux\/autoconf.h;’ *.{h,c};

sed -i ‘/#includepnx77r4mrsn1v63pmr716uvb9rl59lgz /a\#define VM_SHM 0\n#if LINUX_VERSION_CODE >= KERNEL_VERSION(2,6,18)\n#includeqoktgpmgzwe42gdd3dfoe8gq3cbayord \n#endif’ firegl_public.c;
qqw0tykt65566plwnmc0itau9w4gs0jx


Fatto questo possiamo lanciare la compilazione del modulo fglrx:

qewglvuwgrvas1atnq1eizizo52mx2ki

sh make.shqq2s6xfn6pldnu91ywbq1vkmz2faxszk


poi lo installiamo spostandoci nella directory padre:

r384q01dwmbfim7982m3lql89zsyxhdm

cd ..
sh make_install.sh
rsx6m6q05d2i1xu0ctz6i33308t47tvb


e infine lo carichiamo:

rrt6svtaedrla87vpsk4tbesjufbqmql

modprobe fglrxrgw1qo874oios1s1duq1n9jzx2hy43yd


e se necessario editiamo il file xorg.conf aggiungendo il nome del driver appena compilato da caricare all’avvio di X:

rtpk844nc18rocsu3p7k9jx9kzt50nnc

Section "Device"
        Identifier      "ATI Technologies Inc RV350 [Mobility Radeon 9600 M11]"
        Driver          "fglrx"
        BusID           "PCI:1:0:0"
EndSection
ss8rb5ho4gxuy66axdynl7nlfldtgcrk


Fatto!
Riavviamo X e verifichiamo che i driver siano stati caricati correttamente:

s2xwon8cw5myx09u1bwmcq6s2kjj3iad

caio@killermobile:~$ fglrxinfo
display: :0.0  screen: 0
OpenGL vendor string: ATI Technologies Inc.
OpenGL renderer string: MOBILITY RADEON 9700 Generic
OpenGL version string: 2.0.6234 (8.32.5)
sqwdgkif5rb1icyr2fl0bxfxhugp8kby


Ora possiamo utilizzare i driver Ati ufficiali nonostante l’avversione degli sviluppatori nel fornirci un supporto funzionante!
sdwu8hrjed043onp2jaeb3n2v4dwdmdi

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World

FGLRX

Da qualche tempo non installavo i driver Ati ufficiali sulla mia debian, tra le tante cause la mancanza della necessità di farlo (il driver ati fornito come modulo del kernel funziona benissimo) e l’assenza di supporto ufficiale regolarmente aggiornabile da apt, a differenza di quanto invece avviene da tempo con Nvidia.

Utilizzando la versione Sid di Debian (Unstable) che rilascia pacchetti più nuovi con un’elevata frequenza, avevo avuto di recente la spiacevole sorpresa di non riuscire a ricompilare i driver, perchè il range di versioni di Xorg supportate non includeva la più recente versione 7 utilizzata da Debian.
Essendo passato del tempo però, ed avendoci messo un po gli sviluppatori di Ati a rilasciare i nuovi driver ufficiali per Linux, mi ero illuso di poter trovare una soluzione pulita facilmente installabile che potesse filare liscia dall’inizio alla fine.




INSTALLAZIONE

Tempo di scaricare i nuovi driver dal sito ufficiale per la mia Mobility Radeon 9700 in versione installer:

https://a248.e.akamai.net/f/674/9206/0/www2.ati.com/drivers/linux/ati-driver-installer-8.32.5-x86.x86_64.run


lanciare l’installazione da shell:

caio@killermobile:~$ sh ati-driver-installer-8.32.5-x86.x86_64.run


e subito mi accorgo dell’infondatezza di tutte le mie speranze, i driver ati tanto per cambiare danno problemi e falliscono l’installazione durante la compilazione del modulo.
Andando a leggere l’output questo è l’errore ritornato:

killermobile:~# cat /usr/share/ati/fglrx-install.log
[Message] Kernel Module : Trying to install a precompiled kernel module.
[Message] Kernel Module : Precompiled kernel module version mismatched.
[Message] Kernel Module : Found kernel module build environment, generating kernel module now.
ATI module generator V 2.0
==========================
initializing…
cleaning…
patching ‘highmem.h’…
assuming new VMA API since we do have kernel 2.6.x…
 Assuming default VMAP API
 Assuming default munmap API
doing Makefile based build for kernel 2.6.x and higher
make -C /lib/modules/2.6.19-ck2-kolivan/build SUBDIRS=/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x modules
make[1]: Entering directory `/usr/src/linux-2.6.19′
  CC [M]  /lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x/firegl_public.o
/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x/firegl_public.c:89:26: error: linux/config.h: No such file or directory
/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x/firegl_public.c:456: warning: initialization from incompatible pointer type
/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x/firegl_public.c: In function ‘firegl_stub_open’:
/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x/firegl_public.c:579: warning: assignment discards qualifiers from pointer target type
/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x/firegl_public.c: In function ‘__ke_request_irq’:
/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x/firegl_public.c:2568: warning: passing argument 2 of ‘request_irq’ from incompatible pointer type
make[2]: *** [/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x/firegl_public.o] Error 1
make[1]: *** [_module_/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x] Error 2
make[1]: Leaving directory `/usr/src/linux-2.6.19′
make: *** [kmod_build] Error 2
build failed with return value 2
[Error] Kernel Module : Failed to compile kernel module – please consult readme.


Questa volta non mi do per vinto, e vado alla ricerca di una soluzione.
Cerca e ricerca trovo qua e la qualche spiegazione (il forum slacky.it è stato essenziale), ma niente di organizzato e chiaro, per cui dopo aver risolto ho deciso di postare questo piccolo articolo in modo da riassumere i passaggi necessari a risolvere il tutto.

Dopo aver lanciato l’installazione (non da rpm) che è fallita, dovremmo trovare una directory in /lib/modules/fglrx/, contenente i files necessari al completamento.
A questo punto è necessario recarsi nella directory /lib/modules/fglrx/build_mod/ :

cd /lib/modules/fglrx/build_mod/


e dare 3 comandi che servono a sistemare i files "bacati":

sed -i ‘/src_file=$linuxincludes\/linux\/version.h/s,version,utsrelease,’ make.sh;

sed -i ‘/linux\/config.h/s;linux\/config.h;linux\/autoconf.h;’ *.{h,c};

sed -i ‘/#include /a\#define VM_SHM 0\n#if LINUX_VERSION_CODE >= KERNEL_VERSION(2,6,18)\n#include \n#endif’ firegl_public.c;


Fatto questo possiamo lanciare la compilazione del modulo fglrx:

sh make.sh


poi lo installiamo spostandoci nella directory padre:

cd ..
sh make_install.sh


e infine lo carichiamo:

modprobe fglrx


e se necessario editiamo il file xorg.conf aggiungendo il nome del driver appena compilato da caricare all’avvio di X:

Section "Device"
        Identifier      "ATI Technologies Inc RV350 [Mobility Radeon 9600 M11]"
        Driver          "fglrx"
        BusID           "PCI:1:0:0"
EndSection


Fatto!
Riavviamo X e verifichiamo che i driver siano stati caricati correttamente:

caio@killermobile:~$ fglrxinfo
display: :0.0  screen: 0
OpenGL vendor string: ATI Technologies Inc.
OpenGL renderer string: MOBILITY RADEON 9700 Generic
OpenGL version string: 2.0.6234 (8.32.5)


Ora possiamo utilizzare i driver Ati ufficiali nonostante l’avversione degli sviluppatori nel fornirci un supporto funzionante!

Fonts Googleearthuvtiuwdaqkbxrma1unl9yornh9yk4eyyFonts Googleearth

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World 1eb5rfn3n7abqg5xan5lrka4mnrjkz5f

Caratteri troppo piccoli in google earth1qhgci9ue50el835kufybfbqxk47jojh

Ho appena provato la nuova versione di Google Earth per Linux, negli ultimi giorni avevo avuto dei problemi nell’aggiornamento con Gentoo perchè a quanto pare c’era un problema nella sincronizzazione dei mirror per cui non si riusciva a completarne lo scaricamento, e come la prima volta, ne sono rimasto magicamente affascinato.12azux5amiqhhj3ybpwgwqq0khgeg98h

A parte la qualità del programma, fatto davvero bene, con una splendida reattività nel mostrare l’aggiornamento dei dati scaricati in continuazione dai server (anche se qui fanno la loro parte la scheda video e la velocità di connessione), trovo davvero irresistibile l’idea di poter saltellare da un paese all’altro, da un continente ad un altro, tra le più grandi città mondiali, in un batter di click, soffermandosi ad osservare i particolari delle case o 2hsis8odko8nhl9o5435k6ls1ym7bbe2delle strade e ripartire velocemente verso un altra meta.2ie31767sszpowjdmqcssk67vjcdzeph

Surrogato di un viaggio vero, certo, realtà virtuale, ma dotato di una potenza devastante, quella di poter soddisfare in un istante quell’insaziabile desiderio di conoscenza tipico dei viaggiatori e di chi ama viaggiare con la fantasia251rrgq1kuntaqav3j7bt6symt721b00

….26nd0e9uszevh0kkk5fy1kddhex7qece

Ritornando al problema della giornata, all’avvio del nuovo Google Earth i caratteri all’interno dei menu di gestione del programma erano davvero molto piccoli (troppo piccoli!), rendendolo praticamente inutilizzabile.3vq8y8oria5yzs6q76mwvihlvmzv3vk6

Non essendo ancora configurabili da gui, è stato necessario aumentarne la dimensione in modo manuale, lanciando da shell il seguente comando:37irhok8rnv1v35jy13ehswuikb10f86

    echo 12 > ~/.googleearth/Registry/google/googleearthplus/User/render/guifontsize3w8tdv9vzel4eesa2sghd5ep8tc7brqv

Ecco fatto, ora mi posso godere il mio splendido atlante multimediale e volare tra le nuvole fino al posto più magico del mondo!!381cva5b8rb7aps3tnwzzfsyvqne8bev

(Clicca per ingrandire)39nx58n5gv1ah02s995m6uddpadkwepa

Disneyland

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World 

Caratteri troppo piccoli in google earth

Ho appena provato la nuova versione di Google Earth per Linux, negli ultimi giorni avevo avuto dei problemi nell’aggiornamento con Gentoo perchè a quanto pare c’era un problema nella sincronizzazione dei mirror per cui non si riusciva a completarne lo scaricamento, e come la prima volta, ne sono rimasto magicamente affascinato.

A parte la qualità del programma, fatto davvero bene, con una splendida reattività nel mostrare l’aggiornamento dei dati scaricati in continuazione dai server (anche se qui fanno la loro parte la scheda video e la velocità di connessione), trovo davvero irresistibile l’idea di poter saltellare da un paese all’altro, da un continente ad un altro, tra le più grandi città mondiali, in un batter di click, soffermandosi ad osservare i particolari delle case o delle strade e ripartire velocemente verso un altra meta.

Surrogato di un viaggio vero, certo, realtà virtuale, ma dotato di una potenza devastante, quella di poter soddisfare in un istante quell’insaziabile desiderio di conoscenza tipico dei viaggiatori e di chi ama viaggiare con la fantasia

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Ritornando al problema della giornata, all’avvio del nuovo Google Earth i caratteri all’interno dei menu di gestione del programma erano davvero molto piccoli (troppo piccoli!), rendendolo praticamente inutilizzabile.

Non essendo ancora configurabili da gui, è stato necessario aumentarne la dimensione in modo manuale, lanciando da shell il seguente comando:

    echo 12 > ~/.googleearth/Registry/google/googleearthplus/User/render/guifontsize

Ecco fatto, ora mi posso godere il mio splendido atlante multimediale e volare tra le nuvole fino al posto più magico del mondo!!

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