Spazio colore in Firefoxk85hvqusqd1txnxg34qfz9mpf553ifzdSpazio colore in Firefox

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Ultimamente mi sono casualmente imbattuto in una discussione in cui ci si lamentava del fatto che le fotografie visualizzate attraverso Firefox non presentassero dei colori fedeli a quelli visualizzati con gli altri programmi di gestione delle immagini.n2f3wuv80ko4ly664zv3k2m596ab09qf

Questo aspetto è estremamente importante perchè se la fotografia non è interpretata correttamente può risultare desaturata e questo non rende sicuramente giustizia al fotografo, oltre ad impedirci di apprezzare al meglio le splendide immagini di cui traboccano siti come flickr e compagnia bella.neutcn1frdd7ir7kcjir7re283jzupoc

Nella v.3 di Firefox è possibile abilitare la gestione degli spazi colore diversi da sRgb semplicemente abilitando una parola chiave nelle impostazioni, ed anche se la maggioranza delle fotografie esportate per web utilizzino proprio questo spazio colore è consigliabile abilitare anche gli altri per evitare dubbi residui.oqncv2xvzq3ae26d2ez9t2tcv1v6q9dc

Visto che altri hanno già scritto in merito a questo, mi limito a linkare le pagine dove è possibile apprezzare la differenza di riproduzione dei colori con i profili abilitati.oqw52eqfqatdmvinzpd22vre1mjuc7yo

References:o32gngc5g8jghoguavofmqs1cjwicxcq

http://www.pseudotecnico.org/blog/2008/09/12/firefox-31-e-la-gestione-del-colore/orfqh0bj7e9j1h47ub7nkioiesv6k34d

http://www.color.org/version4html.xalterorojob43yyzm9afgrllgtbmkldju52pq

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Ultimamente mi sono casualmente imbattuto in una discussione in cui ci si lamentava del fatto che le fotografie visualizzate attraverso Firefox non presentassero dei colori fedeli a quelli visualizzati con gli altri programmi di gestione delle immagini.

Questo aspetto è estremamente importante perchè se la fotografia non è interpretata correttamente può risultare desaturata e questo non rende sicuramente giustizia al fotografo, oltre ad impedirci di apprezzare al meglio le splendide immagini di cui traboccano siti come flickr e compagnia bella.

Nella v.3 di Firefox è possibile abilitare la gestione degli spazi colore diversi da sRgb semplicemente abilitando una parola chiave nelle impostazioni, ed anche se la maggioranza delle fotografie esportate per web utilizzino proprio questo spazio colore è consigliabile abilitare anche gli altri per evitare dubbi residui.

Visto che altri hanno già scritto in merito a questo, mi limito a linkare le pagine dove è possibile apprezzare la differenza di riproduzione dei colori con i profili abilitati.

References:

http://www.pseudotecnico.org/blog/2008/09/12/firefox-31-e-la-gestione-del-colore/

http://www.color.org/version4html.xalter

AutoGhost (Ghost autobootable)qcn69l5m7yy8b185ibwnmc7jh94mbv7xAutoGhost (Ghost autobootable)

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Come si crea un’immagine di un pc che sia in grado di autoripristinarsi?yl0u8k53b4y74hm11jfzvwbusfwbkco4

Ad esempio il backup del sistema operativo, magari su DVD, che sia in grado di autoripristinarsi una volta che il sistema ha bootato dal dispositivo corretto, in modo che in caso di drammi sia possibile fare disaster recovery in modo semplice e veloce?ykj1bli42koadb0hv8627k06n1gz00tc

E’ molto più facile di quanto possa sembrare,  basta scegliere la guida giusta e testare per bene i parametri da utilizzare :-)y9947r7rbaedxmn8zyj54wi1eah5acb1

HOWTOzyby5lmn1l5gfe8em0q2zum8sjjtotjt

Quello che ci serve per creare un disco in grado di fare quello che vogliamo è un sistema bootable (il vecchio floppy DOS è perfetto in questo caso), e una versione del Norton Ghost1 che sia la stessa che avete usato per creare l’immagine del disco o della partizione da ripristinare.zmo8z5m1ssuj07wq6f8axlhqvsihw0bg

A questo punto si aggiunge ai file di boot l’eseguibile del ghost e un file bat che esegue il caricamento dello stesso, passandogli i parametri corretti, e il grosso è fatto.zadavcbo0jlljijha6ldtyzkm1jn7bs5

I file da caricare sono i seguenti (l’immagine contenente tutti i file in formato IMA pronta da masterizzare è disponibile qui):zb0v4ath8nboqst5rsu01ckzgm9tve4k

file_list

l’unico file da editare è l’autoexec.bat, e più precisamente nell’ultima riga, dove passiamo i parametri per il caricamento dell’immagine al ghost:znsfnqpyh01rm3tyinaimny93jk0szsk

\ghost\ghost.exe -SURE -CLONE,MODE=pload,SRC=r:\spli.gho:1,DST=1:1 -afile=Z:\err.txt00yq7sbo7xruhws6stlv6i0vdgxnso7m

in questo caso i parametri inseriti servono a ripristinare l’immagine di una partizione (MODE=pload) – salvata con la modalità partition to image nel file spli.gho – sulla prima partizione del primo disco (DST=1:1 ) riconosciuto dal ghost2.0ceholhvyqhxepskzd8jt8ssce7cl45j

Il parametro -SURE ci consente di rispondere affermativamente e in modo automatico a tutte le domande di conferma che ci vengono poste, per cui è necessario usarlo con cautela; l’ultimo parametro serve a dire al ghost di scrivere il file di log nel dispositivo virtuale di memoria.0nu75do2pj60bjtz6xu7hxkpbch1fk3h

A questa pagina si possono trovare maggiori informazioni riguardo ai parametri da passare al ghost e al loro significato.0nq7a1qcyjw4ju5ukwf5r6wfux37ydyr

Fatto questo è sufficiente salvare i file in un’immagine floppy da 2,88MB con estensione .IMA (vedi come), utilizzando il programma winimage, e aprire la stessa con Nero Burning Rom impostando un nuovo cd di boot (o dvd se volete creare un dvd bootable), caricando l’immagine appena creata con l’opzione di emulazione floppy da 2.88MB:1z6xquxjpcl7go68rg2tfvobtvdwrtxo

cd_bootable1

Successivamente si aggiunge il file immagine creato in precedenza (che dovrà avere lo stesso nome di quello caricato dal bat, in questo caso spli.gho) al cd (o al dvd) creato e il gioco è fatto. Al riavvio da cd il sistema partirà automaticamente iniziando immediatamente la sovrascrittura della partizione di destinazione.1mi7kdwxgjba0hukbvl1dnjtv4bkz0ob

Molto probabilmente l’immagine creata, anche se compressa, avrà una dimensione superiore a quella contenibile dal supporto ottico. Per splittarla è sufficiente usare il ghost explorer e impostare (sotto view->options) la dimensione desiderata; successivamente, dopo aver caricato il file immagine, lo si ricompila (file->compile) e si attende che vengano generati i file splittati che verranno poi masterizzati.1me7q1z7pi1d9s7fpv5znvvieqyqitjl

References:1n0sz0h0xnrgg3h46hemvagx9bnw6wu0

http://www.msfn.org/board/index.php?showtopic=32468&st=01cquv66n6dijzd4va8rprmyszjo2h8cp

http://www.programingreference.com/ghost-parameters-and-displays/2024pq61xk7mj7s7un9xpet92tnrpe4c

  1. testato con Ghost 2003 e Ghost 2008 v.11,5 []2cvn762h5xxpfir0kiqgbo8jpqyxlzsc
  2. in questo caso se non siete sicuri basta far partire il ghost senza parametri e leggere l’elenco delle periferiche disponibili quando si sceglie di salvare l’immagine su file []2nbdoy8owqnscbses2d4ye0goo8lffr9
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Come si crea un’immagine di un pc che sia in grado di autoripristinarsi?

Ad esempio il backup del sistema operativo, magari su DVD, che sia in grado di autoripristinarsi una volta che il sistema ha bootato dal dispositivo corretto, in modo che in caso di drammi sia possibile fare disaster recovery in modo semplice e veloce?

E’ molto più facile di quanto possa sembrare,  basta scegliere la guida giusta e testare per bene i parametri da utilizzare :-)

HOWTO

Quello che ci serve per creare un disco in grado di fare quello che vogliamo è un sistema bootable (il vecchio floppy DOS è perfetto in questo caso), e una versione del Norton Ghost1 che sia la stessa che avete usato per creare l’immagine del disco o della partizione da ripristinare.

A questo punto si aggiunge ai file di boot l’eseguibile del ghost e un file bat che esegue il caricamento dello stesso, passandogli i parametri corretti, e il grosso è fatto.

I file da caricare sono i seguenti (l’immagine contenente tutti i file in formato IMA pronta da masterizzare è disponibile qui):

file_list

l’unico file da editare è l’autoexec.bat, e più precisamente nell’ultima riga, dove passiamo i parametri per il caricamento dell’immagine al ghost:

\ghost\ghost.exe -SURE -CLONE,MODE=pload,SRC=r:\spli.gho:1,DST=1:1 -afile=Z:\err.txt

in questo caso i parametri inseriti servono a ripristinare l’immagine di una partizione (MODE=pload) – salvata con la modalità partition to image nel file spli.gho – sulla prima partizione del primo disco (DST=1:1 ) riconosciuto dal ghost2.

Il parametro -SURE ci consente di rispondere affermativamente e in modo automatico a tutte le domande di conferma che ci vengono poste, per cui è necessario usarlo con cautela; l’ultimo parametro serve a dire al ghost di scrivere il file di log nel dispositivo virtuale di memoria.

A questa pagina si possono trovare maggiori informazioni riguardo ai parametri da passare al ghost e al loro significato.

Fatto questo è sufficiente salvare i file in un’immagine floppy da 2,88MB con estensione .IMA (vedi come), utilizzando il programma winimage, e aprire la stessa con Nero Burning Rom impostando un nuovo cd di boot (o dvd se volete creare un dvd bootable), caricando l’immagine appena creata con l’opzione di emulazione floppy da 2.88MB:

cd_bootable1

Successivamente si aggiunge il file immagine creato in precedenza (che dovrà avere lo stesso nome di quello caricato dal bat, in questo caso spli.gho) al cd (o al dvd) creato e il gioco è fatto. Al riavvio da cd il sistema partirà automaticamente iniziando immediatamente la sovrascrittura della partizione di destinazione.

Molto probabilmente l’immagine creata, anche se compressa, avrà una dimensione superiore a quella contenibile dal supporto ottico. Per splittarla è sufficiente usare il ghost explorer e impostare (sotto view->options) la dimensione desiderata; successivamente, dopo aver caricato il file immagine, lo si ricompila (file->compile) e si attende che vengano generati i file splittati che verranno poi masterizzati.

References:

http://www.msfn.org/board/index.php?showtopic=32468&st=0

http://www.programingreference.com/ghost-parameters-and-displays/

  1. testato con Ghost 2003 e Ghost 2008 v.11,5 []
  2. in questo caso se non siete sicuri basta far partire il ghost senza parametri e leggere l’elenco delle periferiche disponibili quando si sceglie di salvare l’immagine su file []

Pubblicazione foto su Schmap Guide4pzy8svtblff39b6m5sm0dzkhdih5vpzPubblicazione foto su Schmap Guide

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Fabio Giacomelli on SchmapQualche giorno fa sono stato contattato da Schmap per la pubblicazione di una mia foto di qualche tempo fa su una delle loro guide online.bjtarse492s078jbmokjr7nn4b7bypqo

Si tratta di una foto alla celeberrima fontana di Trevi, la cui scelta mi ha naturalmente reso felice visto che in qualche modo si tratta di un riconoscimento alla bontà dello scatto :-)b626ff8ojjh3ulbfj6l8u7m27m1jwib4

Imparzialità a parte :-) , pare che queste guide di Schmap siano seriamente interessanti: disponibili anche (e soprattutto) in versione mobile, si prestano ad essere utilizzate direttamente “sul campo” sui cellulari con uno schermo sufficientemente spazioso.bsou5psibl57hf1x0zfrvt9tyww8yfnm

Recensite da un gran numero di mezzi d’informazione, ricoprono buona parte delle principali località turistiche e grazie alla versione “desktop” sono scaricabili totalmente in locale per una consultazione immediata grazie allo Schmap player dedicato1 che offre diverse features interessanti, come il collegamento immediato alle fotografie satellitari di GoogleEarth, Yahoo e Microsoft Virtual Earth, ad un sito cjq3e4firlnc5zw7oyp6wqksvpqj33wvdi previsioni meteo, oltre ad un altro po di collegamenti interessanti reperibili in rete relativi al luogo che si sta visualizzando.c6qk61om07dfqbl4p2dkvwtx9znp85yf

Da una prima occhiata mi è sembrato che il punto forte di Schmap stia proprio nella sua capacità di raggruppare informazioni interessanti grazie ad un’organizzazione semplice e di consultazione immediata dei link: scelta una città si può velocemente spaziare tra le descrizioni dei luoghi principali (con stupende fotografie annesse :-) ), trovare collegamenti relativi ad eventi, luoghi turistici, ristoranti e ad cwf0dtmcymulfdhytqt4y8ijisgjaphmaltre informazioni di interesse, oltre a consultare le mappe dei luoghi in modalità browsing.dkra7dlpptkoz65ad5bcw0d1l1e7iw99

Insomma uno strumento interessante, basato su e grazie al materiale gratuito reperibile in rete  (wiki, flickr, ecc…) che probabilmente non sarà in grado di mettere in crisi le meravigliose guide della Lonely ma sicuramente sarà un valido ausilio per tutti i turisti guide-dependent come me.dvhfkvcdhh8ry18vh2abmjw880kx52r1

Insomma da provare seriamente al primo giro turistico disponibile (o un’ottima scusa per inventarsene uno, a scelta) :-)du0mnwpd8xxv8vlbbq1fy7lk3m5llqv9

[nggallery id=9]d6s55bluhany46l42lixkh0uqjgsibk9

  1. sembra tuttavia che la versione per PC non sia particolarmente prestante, nelle prove su Win XP SP3 totalmente patchato ho dovuto killare più volte il processo per farlo riprendere e il software mi è sembrato discretamente pesante []etsmx8vyqwc1pia12p6bko9z5tdymdmu
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Fabio Giacomelli on SchmapQualche giorno fa sono stato contattato da Schmap per la pubblicazione di una mia foto di qualche tempo fa su una delle loro guide online.

Si tratta di una foto alla celeberrima fontana di Trevi, la cui scelta mi ha naturalmente reso felice visto che in qualche modo si tratta di un riconoscimento alla bontà dello scatto :-)

Imparzialità a parte :-) , pare che queste guide di Schmap siano seriamente interessanti: disponibili anche (e soprattutto) in versione mobile, si prestano ad essere utilizzate direttamente “sul campo” sui cellulari con uno schermo sufficientemente spazioso.

Recensite da un gran numero di mezzi d’informazione, ricoprono buona parte delle principali località turistiche e grazie alla versione “desktop” sono scaricabili totalmente in locale per una consultazione immediata grazie allo Schmap player dedicato1 che offre diverse features interessanti, come il collegamento immediato alle fotografie satellitari di GoogleEarth, Yahoo e Microsoft Virtual Earth, ad un sito di previsioni meteo, oltre ad un altro po di collegamenti interessanti reperibili in rete relativi al luogo che si sta visualizzando.

Da una prima occhiata mi è sembrato che il punto forte di Schmap stia proprio nella sua capacità di raggruppare informazioni interessanti grazie ad un’organizzazione semplice e di consultazione immediata dei link: scelta una città si può velocemente spaziare tra le descrizioni dei luoghi principali (con stupende fotografie annesse :-) ), trovare collegamenti relativi ad eventi, luoghi turistici, ristoranti e ad altre informazioni di interesse, oltre a consultare le mappe dei luoghi in modalità browsing.

Insomma uno strumento interessante, basato su e grazie al materiale gratuito reperibile in rete  (wiki, flickr, ecc…) che probabilmente non sarà in grado di mettere in crisi le meravigliose guide della Lonely ma sicuramente sarà un valido ausilio per tutti i turisti guide-dependent come me.

Insomma da provare seriamente al primo giro turistico disponibile (o un’ottima scusa per inventarsene uno, a scelta) :-)

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  1. sembra tuttavia che la versione per PC non sia particolarmente prestante, nelle prove su Win XP SP3 totalmente patchato ho dovuto killare più volte il processo per farlo riprendere e il software mi è sembrato discretamente pesante []

Macro: tecnica dell’obiettivo inverso

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Ant Macro

E’ meraviglioso scoprire quante cose si possano fare applicando una tecnica non convenzionale agli oggetti. Scoprire come funziona una cosa, coglierne appieno le potenzialità, spingerle al limite, esprimerle.lmt50az36rkyt9x81wf7jvli76i1ecck

Il caso della tecnica fotografica dell’obiettivo inverso (reverse lens technique) è emblematica di questo modo di pensare: come prendere una lente “normale”, come ad esempio il mio Canon 50mm f1.8, e utilizzarlo per fare delle fotografie macro impensabili per un utilizzo standard della lente.m9fuqjjxyt91f3nqioaqkg7aygdqf9n3

La tecnica1 è piuttosto semplice: si tratta di prendere l’obiettivo, sganciarlo dalla macchina, e con l’aiuto di un’apposita ghiera di inversione (o delle mani, come ho fatto io) tenerlo sul corpo in posizione inversa e scattare.mvopd6di8ax52gfug6bfnh7o1r7xe29j

Questa tecnica consente di avvicinarsi di molto al soggetto, per fare un esempio concreto la distanza minima di messa a fuoco per il Canon 50 f1.8 passa da 45cm minimi in modalità standard a circa 5cm con questa tecnica.mvkpjugsham8brrpt5vdypiejct3wv4t

Pare che per ottenere risultati migliori sia consiglibile aprire il diaframma alla massima misura consentita (operazione da eseguire preventivamente perchè ovviamente una volta che si è staccato l’obiettivo dai contatti del corpo non è più possibile controllarne l’apertura), e impostare il fuoco in manuale sull’infinito ideale. mezlx9p0by8c3poq13qt9te0bpeugz3xPer mettere a fuoco il soggetto poi sarà necessario avvicinarsi e allontanarsi fisicamente2, e gestire i tempi manualmente controllando successivamente il risultato dello scatto, visto che l’esposimentro in questa modalità è decisamente poco affidabile.nevl2xsakyyfc00le2brj1ppub01yty7

Tutorials: 1, 2n1v2uu2etknixcqif605j8yu9lx73vzs

[nggallery id=6]ndbsam8llddlu6qwmqmt6yqr8j7wwaxp

Formiche: macro eseguite su fiori di diametro massimo di 2cm, si possono vedere le foto come da scatto seguite dai crop sui corpi delle formiche. La nitidezza non è eccellente, ma in un paio di foto si possono contare i peli sul dietro dei simpatici insetti :-)nctzenllct2p404dgedxjlf335rlcz2x

[nggallery id=7]ocqzjcovltrscbg8ueyvturslqdrvsx7

Fiori: ecco i risultati di alcune macro eseguite sul corpo di piccoli fiori di ciliegio; si può vedere quanto è ridotto il piano focale perchè in alcune il fuoco è limitato ai pistilli mentre in altre lo sono solo i petali.o029dvn9czhvx44keth3rlmao0cf2zpu

[nggallery id=8]on1q5sxdll6yigthex5hrsve399m71rf

Ragno: questo piccolo ragno aveva un corpo di circa 6-7 mm, il risultato ottenuto considerando gli strumenti a disposizione è notevoleobezzcxqcsw129htycoppjqw6j8ae8i2

  1. che ho scoperto solo da poco e per cui ringrazio l’autore di questo thread sul simpatico forum CCI, ma che è nota da tempo []o9ke0qkhmnl4dmwu9ply3mtvd5rhrsx7
  2. questo è un giochetto che mette a dura prova i nervi, perchè la profondità di campo è talmente ridotta che uno spostamento di pochi millimetri mette completamente fuori fuoco il soggetto: scattare a mano libera tenendo con una mano il corpo e con l’altra l’obiettivo è un’attività da veri funamboli! []pw62q04bdpa8zgmdqigh57fn4gm6sp9p
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Ant Macro

E’ meraviglioso scoprire quante cose si possano fare applicando una tecnica non convenzionale agli oggetti. Scoprire come funziona una cosa, coglierne appieno le potenzialità, spingerle al limite, esprimerle.

Il caso della tecnica fotografica dell’obiettivo inverso (reverse lens technique) è emblematica di questo modo di pensare: come prendere una lente “normale”, come ad esempio il mio Canon 50mm f1.8, e utilizzarlo per fare delle fotografie macro impensabili per un utilizzo standard della lente.

La tecnica1 è piuttosto semplice: si tratta di prendere l’obiettivo, sganciarlo dalla macchina, e con l’aiuto di un’apposita ghiera di inversione (o delle mani, come ho fatto io) tenerlo sul corpo in posizione inversa e scattare.

Questa tecnica consente di avvicinarsi di molto al soggetto, per fare un esempio concreto la distanza minima di messa a fuoco per il Canon 50 f1.8 passa da 45cm minimi in modalità standard a circa 5cm con questa tecnica.

Pare che per ottenere risultati migliori sia consiglibile aprire il diaframma alla massima misura consentita (operazione da eseguire preventivamente perchè ovviamente una volta che si è staccato l’obiettivo dai contatti del corpo non è più possibile controllarne l’apertura), e impostare il fuoco in manuale sull’infinito ideale. Per mettere a fuoco il soggetto poi sarà necessario avvicinarsi e allontanarsi fisicamente2, e gestire i tempi manualmente controllando successivamente il risultato dello scatto, visto che l’esposimentro in questa modalità è decisamente poco affidabile.

Tutorials: 1, 2

[nggallery id=6]

Formiche: macro eseguite su fiori di diametro massimo di 2cm, si possono vedere le foto come da scatto seguite dai crop sui corpi delle formiche. La nitidezza non è eccellente, ma in un paio di foto si possono contare i peli sul dietro dei simpatici insetti :-)

[nggallery id=7]

Fiori: ecco i risultati di alcune macro eseguite sul corpo di piccoli fiori di ciliegio; si può vedere quanto è ridotto il piano focale perchè in alcune il fuoco è limitato ai pistilli mentre in altre lo sono solo i petali.

[nggallery id=8]

Ragno: questo piccolo ragno aveva un corpo di circa 6-7 mm, il risultato ottenuto considerando gli strumenti a disposizione è notevole

  1. che ho scoperto solo da poco e per cui ringrazio l’autore di questo thread sul simpatico forum CCI, ma che è nota da tempo []
  2. questo è un giochetto che mette a dura prova i nervi, perchè la profondità di campo è talmente ridotta che uno spostamento di pochi millimetri mette completamente fuori fuoco il soggetto: scattare a mano libera tenendo con una mano il corpo e con l’altra l’obiettivo è un’attività da veri funamboli! []

Reiserfs driver windows Vista 64q4hlu8w4o77ug8ua0q7gq0ock1ezeih3Reiserfs driver windows Vista 64

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Con un progetto non proprio aggiornatissimo (ma forse solo perchè non ce n’è bisogno) YaReg continua a funzionare alla grande, senza problemi di sorta, anche sulle versioni di Vista a 64bit servicepaccate, consentendoci di leggere velocemente i file contenuti nelle partizioni formattate in ReiserFS senza nemmeno la necessità di installarsi sul pc (eseguibile al volo da qualunque dispositivo). Testato e funzionante.th53xw3hlbdodtrxw10prc5p7aj8d2jy

Ovviamente è tutto scaricabile dal sito ufficialettxmgbzxuo3r94rqnwh8dmjzt7uean7x

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Con un progetto non proprio aggiornatissimo (ma forse solo perchè non ce n’è bisogno) YaReg continua a funzionare alla grande, senza problemi di sorta, anche sulle versioni di Vista a 64bit servicepaccate, consentendoci di leggere velocemente i file contenuti nelle partizioni formattate in ReiserFS senza nemmeno la necessità di installarsi sul pc (eseguibile al volo da qualunque dispositivo). Testato e funzionante.

Ovviamente è tutto scaricabile dal sito ufficiale

Database diagrams MSSQL

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mssq_error

TITLE: Microsoft SQL Server Management Studio Express
——————————x19xisxhthxb6bkmdukoyi4izbq3279s
wghvr4pwrkk4a4f2loswjufr1ec7oqi5

Database diagram support objects cannot be installed because this database
does not have a valid owner. To continue, first use the Files page of the
Database Properties dialog box or the ALTER AUTHORIZATION statement to set
the database owner to a valid login, then add the database diagram support
objects.
x2qqfrkg1188xh76j6tkmvf64o5fni4l

——————————x19xisxhthxb6bkmdukoyi4izbq3279s

Questo post è un promemoria per chi (come me) non si ricorda a memoria come modificare i permessi per la creazione del diagram (molto utile per la visualizzazione del DB nel suo insieme, relazioni incluse) in MSSQL Management studio e ha bisogno di una stringa da utilizzare al volo per farlo.x15xng0r2hnefmxhqu4m9rg7iwcal043

La query giusta da eseguire in questo caso è:xph7hzz4tnchzgltb9nu7ibpk6byt7vq


EXEC sp_dbcmptlevel '$NOMEDB', '90';

ALTER AUTHORIZATION ON DATABASE::$NOMEBD TO "$NOMEMACCHINA\$USERNAME"

ovviamente con le opportune sostituzioni sulle variabili $….cheers :-)y0xxys5bkg2kw9l7itaiu83mj3lnmnun

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mssq_error

TITLE: Microsoft SQL Server Management Studio Express
——————————

Database diagram support objects cannot be installed because this database
does not have a valid owner. To continue, first use the Files page of the
Database Properties dialog box or the ALTER AUTHORIZATION statement to set
the database owner to a valid login, then add the database diagram support
objects.

——————————

Questo post è un promemoria per chi (come me) non si ricorda a memoria come modificare i permessi per la creazione del diagram (molto utile per la visualizzazione del DB nel suo insieme, relazioni incluse) in MSSQL Management studio e ha bisogno di una stringa da utilizzare al volo per farlo.

La query giusta da eseguire in questo caso è:


EXEC sp_dbcmptlevel '$NOMEDB', '90';

ALTER AUTHORIZATION ON DATABASE::$NOMEBD TO "$NOMEMACCHINA\$USERNAME"

ovviamente con le opportune sostituzioni sulle variabili $….cheers :-)

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