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Come una guerram8vcjoefur5k7yg4pesmd0vnn14lbaxr
mjlhv653mfuo6tjptbrl4keuazaaygfjArgomenti di devastante banalità occupano tempo prezioso assillando per settimane ininterrotte i mass media, assorbendo denaro pubblico e offuscando le menti dei fruitori "passivi" dell’informazione.
m5ucjtzowxirt6asqssa7le9ea4hx81zParallelamente, nello stesso modo in cui le inezie vengono erette a necessità, capita che meccanismi di un’intollerabile vergogna vengano ignorati, tacitamente accettati, si continua a parlare di Cogne mentre dall’altra parte del mondo la gente muore come le mosche d’inverno.
mfjhwbqbol6vs0dduqr9x4xg19a6kfjsAccade talvolta che la goccia faccia traboccare il vaso, e che come d’incanto, si inizi tutti a parlare delle cose ignorate fino a ieri come se fossero novità, come se solo una tragedia possa rendere degna di attenzione la morte di un uomo.
nepwxpd2ygvy2dse53nib70g8vtdxyyyE così la vita dei lavoratori diventa importante solo quando, come è accaduto qualche giorno fa, muioano in tanti per lo stesso incidente, e, quasi come se si trattasse delle prime "morti bianche" dell’anno, si inizi tutti a parlare di quello, dai telegiornali ai talk show per qualche giorno il palinsesto è assicurato.
n0yrlb8n8yj1qqjh2ko7e70vb6mlvrjdMi sono informato su quali fossero le statistiche dei morti sul lavoro di questi anni, perchè avevo l’impressione che fossero tante, ed ho scoperto che sono molte più di quanto non pensassi.
nlh15omojb75f4drwf16k2qk2icsoaopPare infatti che solo l’anno scorso i morti sul lavoro denunciati siano stati 1280, ovvero 3,59 morti al giorno.
ok098pzobrw8oxr7q3saxpgwx4xh3ytxCome dire che nei 20 giorni in cui non si è fatto altro che parlare dei morti della Thyssenkrupp – cui porto grande rispetto ( a proposito, oggi pomeriggio è morto il 7° uomo) – siano morte altre 72 persone (circa quanti i morti per aviaria NEL MONDO in tutto il 2006, l’anno peggiore) nel silenzio totale dell’informazione pubblica, com’era fino a ieri e come sarà fino alla prossima disgrazia.
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Come una guerra
Argomenti di devastante banalità occupano tempo prezioso assillando per settimane ininterrotte i mass media, assorbendo denaro pubblico e offuscando le menti dei fruitori "passivi" dell’informazione.
Parallelamente, nello stesso modo in cui le inezie vengono erette a necessità, capita che meccanismi di un’intollerabile vergogna vengano ignorati, tacitamente accettati, si continua a parlare di Cogne mentre dall’altra parte del mondo la gente muore come le mosche d’inverno.
Accade talvolta che la goccia faccia traboccare il vaso, e che come d’incanto, si inizi tutti a parlare delle cose ignorate fino a ieri come se fossero novità, come se solo una tragedia possa rendere degna di attenzione la morte di un uomo.
E così la vita dei lavoratori diventa importante solo quando, come è accaduto qualche giorno fa, muioano in tanti per lo stesso incidente, e, quasi come se si trattasse delle prime "morti bianche" dell’anno, si inizi tutti a parlare di quello, dai telegiornali ai talk show per qualche giorno il palinsesto è assicurato.
Mi sono informato su quali fossero le statistiche dei morti sul lavoro di questi anni, perchè avevo l’impressione che fossero tante, ed ho scoperto che sono molte più di quanto non pensassi.
Pare infatti che solo l’anno scorso i morti sul lavoro denunciati siano stati 1280, ovvero 3,59 morti al giorno.
Come dire che nei 20 giorni in cui non si è fatto altro che parlare dei morti della Thyssenkrupp – cui porto grande rispetto ( a proposito, oggi pomeriggio è morto il 7° uomo) – siano morte altre 72 persone (circa quanti i morti per aviaria NEL MONDO in tutto il 2006, l’anno peggiore) nel silenzio totale dell’informazione pubblica, com’era fino a ieri e come sarà fino alla prossima disgrazia.


