Firefox Searchbarvat3da2lsctua2twvylvzmazhpdtxkllFirefox Searchbar

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WorldRicerche velociy29p47jompd63x8k69kbrh6mzs9k0qpa

Non avevo mai usato la barra di ricerca che sta a lato della barra degli indirizzi in Firefox, visto che fino a poco tempo fa la possibilità di effettuare ricerche era ridotta ad alcuni motori di ricerca per cui il suo funzionamento non era altro che quello di una semplice scorciatoia ad una pagina che spesso (come nel mio caso) era la home page del browser.

Invece con la nuova versione di Firefox (o Iceweasel per chi lo zp461sw24bscxkaclcun2wrgxosxnlm5usa come me su Debian) e l’eccellente plug-in "add to search bar", è possibile aggiungere qualunque pagina di ricerca semplicemente cliccando con il tasto destro all’interno della form in cui inseriamo il testo da ricercare e selezionando l’opzione omonima "add to search bar".zbd1peqnetggkx1fiuvc5xqu0zm5le7l

Niente più giri dai bookmarks per cercare il sito preferito con le recensioni sui film, il dizionario, l’insostituibile wikipedia, ecc…ecc…ecc…
Ora è tutto a portata di un click!zkdlyn1r7d3jlt76j45myb1cbypu3a99

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WorldRicerche veloci

Non avevo mai usato la barra di ricerca che sta a lato della barra degli indirizzi in Firefox, visto che fino a poco tempo fa la possibilità di effettuare ricerche era ridotta ad alcuni motori di ricerca per cui il suo funzionamento non era altro che quello di una semplice scorciatoia ad una pagina che spesso (come nel mio caso) era la home page del browser.

Invece con la nuova versione di Firefox (o Iceweasel per chi lo usa come me su Debian) e l’eccellente plug-in "add to search bar", è possibile aggiungere qualunque pagina di ricerca semplicemente cliccando con il tasto destro all’interno della form in cui inseriamo il testo da ricercare e selezionando l’opzione omonima "add to search bar".

Niente più giri dai bookmarks per cercare il sito preferito con le recensioni sui film, il dizionario, l’insostituibile wikipedia, ecc…ecc…ecc…
Ora è tutto a portata di un click!

Pubblicità ingannevole

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World L’invasione delle offerte commerciali7otvhgc3e10kmeurpu15l75sc83mooyx

A parte il fatto che in questi ultimi periodi le offerte commerciali hanno raggiunto picchi stratosferici, soprattutto dal punto di vista telefonico, per cui si viene spesso7nzaiuzuowpnwq9sz7xeya7rjvlt18c3 disturbati8yf0yn51fpeqtka66rk2mz0oitvhuob0 nel pieno delle proprie attività domestiche da una voce che insiste per proporre l’offerta del momento, che allude a risparmi irrestibili in rifiuto dei quali saremmo proprio degli stolti dissennati.

A parte che la cordialità della persona che propone l’offerta è inversamente proporzionale alla competenza e alla cortesia delle (spesso le solite) persone che una volta sottoscritta l’offerta si trovano a rispondere alle richieste di 8905gtzzgdsx1qpmoo4znrvlodnd0no3assistenza/informazione/aiuto (e qui è meglio non approfondire il discorso perchè troppe compagnie telefoniche hanno fatto la loro sporca parte e troppe cose negative ci sarebbero da dire).

Se oltre a questi fastidiosissimi e a volte scorretti comportamenti, ci si mette a diffondere degli slogan volutamente ambigui, capaci di mettere in difficoltà anche gli esperti del settore, immaginiamoci gli effetti che questi potrebbero avere su persone che 8izpp1a39xg02lucozf9g552zcq2ikqreccedono in fiducia e non approfondiscono la questione.9us87h6kha63yxu5fuvs2fkcma19e4er

L’esplicito riferimento che una compagnia telefonica sta facendo in questo periodo, all’eliminazione del canone telecom, è come minimo l’ennesimo caso di questo tipo, visto che la promessa fatta di eliminare il pagamento del canone grazie ad un fantomatico rimborso che sarebbe versato dalla compagnia a favore del contribuente, è a dir poco più che una burla.
Infatti a dispetto dello slogan sonoramente sbandierato, per cui potrebbe sembrare che
99kjc3i760ec5rc67jh9zpd59bwqv45pattivando il servizio si smetterebbe di pagare il canone telecom, quello che succede è che la compagnia telefonica applica uno sconto su un proprio servizio di telefonate flat del valore pari al canone telecom, per cui secondo la pubblicità applicare questo "sconto" su una tariffa da loro stessi creata equivarrebbe a rimborsare il canone telecom!ajwvnyjlg52f54gbr5mern909a0xf6xf

Purtroppo mi sono trovato nel caso di dover richiedere la disattivazione del servizio proprio perchè, a causa di questo ABUSO mediatico applicato nei confronti di una persona totalmente in fiducia dell’operatore che stava proponendo l’offerta, la compagnia oggetto della pubblicità era riuscita a far credere che si sarebbe fatta carico del pagamento del canone telecom, tanto che quando ho spiegato la situazione all’operatrice (una volta tanto una persona quanto a6sckjwzyqhmzsh459vp22ut66kb21uameno garbata), questa ha capito ed ha effettivamente preso consapevolezza della situazione accettando la disdetta con cognizione di causa.

Mi chiedo solo quante persone, anziani, distratti, o semplicemente poco zelanti abbiano ricevuto l’attivazione di un servizio che non desideravano con la falsa convizione di ottenere un beneficio, dietro cui si cela l’ennesimo raggiro che aggiunge soldi alle casse di chi davvero certe mosse se le potrebbe risparmiare.
afrwtr73ra4p0nnu6k60vg4bi5m0kywy

L’onestà arranca, non lasciamola morirebdjhsi5kjlstbi2hxl9ebxkx1s3qtck2

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World L’invasione delle offerte commerciali

A parte il fatto che in questi ultimi periodi le offerte commerciali hanno raggiunto picchi stratosferici, soprattutto dal punto di vista telefonico, per cui si viene spesso disturbati nel pieno delle proprie attività domestiche da una voce che insiste per proporre l’offerta del momento, che allude a risparmi irrestibili in rifiuto dei quali saremmo proprio degli stolti dissennati.

A parte che la cordialità della persona che propone l’offerta è inversamente proporzionale alla competenza e alla cortesia delle (spesso le solite) persone che una volta sottoscritta l’offerta si trovano a rispondere alle richieste di assistenza/informazione/aiuto (e qui è meglio non approfondire il discorso perchè troppe compagnie telefoniche hanno fatto la loro sporca parte e troppe cose negative ci sarebbero da dire).

Se oltre a questi fastidiosissimi e a volte scorretti comportamenti, ci si mette a diffondere degli slogan volutamente ambigui, capaci di mettere in difficoltà anche gli esperti del settore, immaginiamoci gli effetti che questi potrebbero avere su persone che eccedono in fiducia e non approfondiscono la questione.

L’esplicito riferimento che una compagnia telefonica sta facendo in questo periodo, all’eliminazione del canone telecom, è come minimo l’ennesimo caso di questo tipo, visto che la promessa fatta di eliminare il pagamento del canone grazie ad un fantomatico rimborso che sarebbe versato dalla compagnia a favore del contribuente, è a dir poco più che una burla.
Infatti a dispetto dello slogan sonoramente sbandierato, per cui potrebbe sembrare che attivando il servizio si smetterebbe di pagare il canone telecom, quello che succede è che la compagnia telefonica applica uno sconto su un proprio servizio di telefonate flat del valore pari al canone telecom, per cui secondo la pubblicità applicare questo "sconto" su una tariffa da loro stessi creata equivarrebbe a rimborsare il canone telecom!

Purtroppo mi sono trovato nel caso di dover richiedere la disattivazione del servizio proprio perchè, a causa di questo ABUSO mediatico applicato nei confronti di una persona totalmente in fiducia dell’operatore che stava proponendo l’offerta, la compagnia oggetto della pubblicità era riuscita a far credere che si sarebbe fatta carico del pagamento del canone telecom, tanto che quando ho spiegato la situazione all’operatrice (una volta tanto una persona quanto meno garbata), questa ha capito ed ha effettivamente preso consapevolezza della situazione accettando la disdetta con cognizione di causa.

Mi chiedo solo quante persone, anziani, distratti, o semplicemente poco zelanti abbiano ricevuto l’attivazione di un servizio che non desideravano con la falsa convizione di ottenere un beneficio, dietro cui si cela l’ennesimo raggiro che aggiunge soldi alle casse di chi davvero certe mosse se le potrebbe risparmiare.

L’onestà arranca, non lasciamola morire

Doxygen su Gentooc32qra6z8jue6nn2hiejt1ifjl0xk35pDoxygen su Gentoo

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World

Documentazione software
icltgl4odn5o4ld7v8nlsjsed0r7isai

Doxygen è un potentissimo strumento, in grado di generare documentazione dettagliata di qualunque progetto software, a partire dal codice sorgente anche non commentato di moltissimi linguaggi di programmazione (ufficialmente supporta C#, C++,C, Java, ma probabilmente si può ottenere ottima documentazione anche con altri linguaggi).

iyuo48y8n5tssy4atpoavkrtgbkehlvy

La documentazione generata può essere in splendide pagine HTML, in cui sono riportate tutte le funzioni, strutture, classi del software e le interazioni tra i diversi elementi, collegamenti tra le varie strutture, indice alfabetico degli elementi e quant’altro. jrc4l7gb1ddxcgu7nx92ptl811lozs1g

Grazie a un suo motore interno o appoggiandosi a GraphViz disegna anche dei bellissimi grafici che mostrano le relazioni tra i diversi componenti del software.
Oltre alla documentazione in HTML è in grado di generare documentazione in Latex, PDF con collegamenti dinamici generati sempre attraverso Latex (davvero professionali), pagine RTF, man pages o XML.
Insomma una bomba, jv1hcoc0fvw2lza8rf2qxx9hd58zohkjuna manna dal cielo quando si vuole capire com’è fatto un software e non si sa da che parte iniziare.
klqyjg9qeae7a163w2ia09y3my0sr13q

CONFIG

Per la configurazione ci si può scrivere il proprio file di configurazione a manina oppure appoggiarsi a una comodissima utility, doxywizard, che si trova insieme al programma, e che permette tramite una semplice GUI, di configurare i parametri principali necessari a generare la documentazione.
kig5ca2fpw0bpgph0636k0in6mc1r1lm

GENTOO

Per quanto riguarda Gentoo, se vi capita dopo aver installato il pacchetto doxygen di non riuscire a trovare il doxywizard, è semplicemente perchè non avete attivato le USE FLAGS necessarie alla sua compilazione.
Basta dire a portage di utilizzarle durante la compilazione:

    echo "app-doc/doxygen qt3 doc tetex" >> /etc/portage/package.use

e ricompilare il pacchetto per kk15xtsbnpih1i89hqeaxeaujrtu8cyiavere il comodo tool disponibile all’uso.
lwuof9osw28kxt828lvsjop45p504wmh

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World

Documentazione software

Doxygen è un potentissimo strumento, in grado di generare documentazione dettagliata di qualunque progetto software, a partire dal codice sorgente anche non commentato di moltissimi linguaggi di programmazione (ufficialmente supporta C#, C++,C, Java, ma probabilmente si può ottenere ottima documentazione anche con altri linguaggi).

La documentazione generata può essere in splendide pagine HTML, in cui sono riportate tutte le funzioni, strutture, classi del software e le interazioni tra i diversi elementi, collegamenti tra le varie strutture, indice alfabetico degli elementi e quant’altro.

Grazie a un suo motore interno o appoggiandosi a GraphViz disegna anche dei bellissimi grafici che mostrano le relazioni tra i diversi componenti del software.
Oltre alla documentazione in HTML è in grado di generare documentazione in Latex, PDF con collegamenti dinamici generati sempre attraverso Latex (davvero professionali), pagine RTF, man pages o XML.
Insomma una bomba, una manna dal cielo quando si vuole capire com’è fatto un software e non si sa da che parte iniziare.

CONFIG

Per la configurazione ci si può scrivere il proprio file di configurazione a manina oppure appoggiarsi a una comodissima utility, doxywizard, che si trova insieme al programma, e che permette tramite una semplice GUI, di configurare i parametri principali necessari a generare la documentazione.

GENTOO

Per quanto riguarda Gentoo, se vi capita dopo aver installato il pacchetto doxygen di non riuscire a trovare il doxywizard, è semplicemente perchè non avete attivato le USE FLAGS necessarie alla sua compilazione.
Basta dire a portage di utilizzarle durante la compilazione:

    echo "app-doc/doxygen qt3 doc tetex" >> /etc/portage/package.use

e ricompilare il pacchetto per avere il comodo tool disponibile all’uso.

Sicurezza postepaymjwq7gu4mr85w0xzl8ok7g561jv9j4awSicurezza postepay

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World Carte di credito on-linezi7vqps0a9g848yxxq1fl0hv323un44u

La crescente evoluzione della rete internet e delle tecnologie ad essa correlate, ha permesso di portare una connessione in un numero sempre maggiore di case, il che equivale ad attirare un numero sempre maggiore di "spettatori" di quelle  dinamiche e scintillanti vetrine che sono i siti web.

Come qualunque mercato dunque anche il web si è aperto ormai da qualche anno alle dinamiche commerciali, offrendo servizi 0ccwhnswwmrgv0yj8kuunnvpieuauflrsempre più numerosi con livelli di sicurezza avanzata in costante miglioramento.

La crescente complessità delle dinamiche di gestione e protezione dei dati è una risposta agli interessi in gioco, che a causa della natura "indirizzabile" delle transazioni si prestano se non opportunamente gestite a manipolazioni causate da malintenzionati.

Fortunatamente le tecniche di protezione dei dati offrono un livello di sicurezza molto elevato, che 0y8z3mx6pjfkjwr8mq1or28rxpmzp3g5se utilizzato CORRETTAMENTE può garantire l’utilizzo dell’e-commerce e delle transazioni finanziarie on-line con una certa tranquillità.

Problemi maggiori invece possono provenire dal fronte del social engineering, dove i controlli effettuabili sono nettamente minori e la fantasia delle tecniche applicate (così come il loro successo) estremamente imprevedibile.


POSTEPAY07kbdiykzn2nj9vd6c6tj15lwoq7a48v

Come sfrenato cybernauta mi trovo spesso ad effettuare acquisti e vendite su internet (ormai affido al web la quasi totalità degli acquisti hardware), per cui utilizzo i più svariati metodi di pagamento in base alle diverse situazioni.
Recentemente mi è stato chiesto diverse volte di ricevere pagamenti utilizzando la famosa postepay, la carta di credito di poste italiane.
Sono piuttosto restio a farmi pagare sulla 19pi121iow9w55smhk8192m44fsp63pzcarta, perchè se è vero che la sua natura di carta di credito la rende adatta ad effettuare pagamenti in tutta tranquillità è altrettanto vero che non è stata creata per ricevere pagamenti, prova ne è il metodo che si utilizza per ricaricarla.
Non a caso infatti anche ebay l’ha recentemente "scomunicata" dai mezzi di pagamento ufficialmente accettabili (link alla notizia), e non a caso questo tipo di utilizzo è fortemente sconsigliato 1hyg60x3ibw082zjf8vm6anw4grfhqbjdai più grandi forum di compravendita.


MOTIVO

Il motivo per cui la postepay – come qualunque altra carta di credito che venga utilizzata con le stesse finalità – è estremamente insicura per ricevere pagamenti è che, l’unico modo per ricevere un pagamento, sia comunicare alla persona incaricata di fare la "ricarica" (di solito un "acquirente" di cui si conosce poco o niente) il prezioso numero a 16 22hqpdc4toj4xgtt938mc5elvrhna9gucifre impresso sulla carta, che anche il famoso client msn invita religiosamente ogni volta a non comunicare durante la chat a chicchessia, visto che li (e in un paio di altri punti) risiede il suo valore e indirettamente la possibilità di utilizzarla.2djo4is13x87vsvswc1g19k56ppu0kop

Ora, forse non tutti sanno che per effettuare pagamenti on-line con carta di credito sia necessario inserire il numero della carta di 16 cifre, la data di scadenza della carta stessa, e, qualche volta, il codice identificativo di sicurezza riportato sul retro di qualunque carta di credito.
Se tutti i siti su cui è possibile acquistare qualcosa richiedessero l’inserimento del codice di sicurezza, sarebbero ben poche le 20e5135fljndpfxkbfarbo4z4l87nflkpossibilità di un utente in malafede, giunto in qualunque modo in possesso del numero della carta di credito, di spendere il denaro altrui, visto che le possibili combinazioni del codice sono:3bh2g8lcurcgnrzjyo3l0tajfjgeeqtf

     (3 cifre decimali del codice di sicurezza) 10^3 * 36 (mesi alla scadenza) = 3600039aofzjun20kyme6pp60gaq5y6x3n5ii

e che, GENERALMENTE, qualunque sito internet dovrebbe interdire la possibilità di effettuare un pagamento dopo qualche (3 o 5) tentativi di pagamento sbagliati.38g3gd6kwypn9zt7z239udt55sga0pxn

Purtroppo non tutti i siti implementano questa politica di sicurezza, e consentono all’utente di effettuare pagamenti semplicemente inserendo il numero della carta e il mese di scadenza della stessa (che generalmente può raggiungere i 36 mesi massimi dalla data di emissione).
In questo modo è molto semplice che i dati della carta, essendo giunti in possesso di persone nelle quali – pur in buona fede – non dispongono a rigor di logica, della nostra 4k5m4h5bea4tdl5v4x4pqwj4abdnf3gxincondizionata fiducia, possano, anche a distanza di tempo, finire* nelle mani "sbagliate" ed essere utilizzati per un pagamento non autorizzato, magari per commettere qualche attività illecita di cui si è totalmente allo scuro.

Come sempre quindi il più grande strumento di sicurezza, la conoscenza, è nelle nostre mani, e sta a noi utilizzarlo nel modo migliore per evitare che accadano episodi spiacevoli.
4t45dphg7usxeham48fzjaulmbgdxzil

* Prendiamo ad esempio il caso in cui ci si dimentichi di distruggere il pezzo di carta su cui è stato appuntato il codice utilizzato per andare in posta a fare la ricarica…oppure potete leggere questo aneddoto raccontato direttamente da un utente che l’ha vissuto di come i dati della carta di credito facciano "fatica" a circolare…
4q6686ze01f1sdtfsnup2l1itzt304qk

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World Carte di credito on-line

La crescente evoluzione della rete internet e delle tecnologie ad essa correlate, ha permesso di portare una connessione in un numero sempre maggiore di case, il che equivale ad attirare un numero sempre maggiore di "spettatori" di quelle  dinamiche e scintillanti vetrine che sono i siti web.

Come qualunque mercato dunque anche il web si è aperto ormai da qualche anno alle dinamiche commerciali, offrendo servizi sempre più numerosi con livelli di sicurezza avanzata in costante miglioramento.

La crescente complessità delle dinamiche di gestione e protezione dei dati è una risposta agli interessi in gioco, che a causa della natura "indirizzabile" delle transazioni si prestano se non opportunamente gestite a manipolazioni causate da malintenzionati.

Fortunatamente le tecniche di protezione dei dati offrono un livello di sicurezza molto elevato, che se utilizzato CORRETTAMENTE può garantire l’utilizzo dell’e-commerce e delle transazioni finanziarie on-line con una certa tranquillità.

Problemi maggiori invece possono provenire dal fronte del social engineering, dove i controlli effettuabili sono nettamente minori e la fantasia delle tecniche applicate (così come il loro successo) estremamente imprevedibile.


POSTEPAY

Come sfrenato cybernauta mi trovo spesso ad effettuare acquisti e vendite su internet (ormai affido al web la quasi totalità degli acquisti hardware), per cui utilizzo i più svariati metodi di pagamento in base alle diverse situazioni.
Recentemente mi è stato chiesto diverse volte di ricevere pagamenti utilizzando la famosa postepay, la carta di credito di poste italiane.
Sono piuttosto restio a farmi pagare sulla carta, perchè se è vero che la sua natura di carta di credito la rende adatta ad effettuare pagamenti in tutta tranquillità è altrettanto vero che non è stata creata per ricevere pagamenti, prova ne è il metodo che si utilizza per ricaricarla.
Non a caso infatti anche ebay l’ha recentemente "scomunicata" dai mezzi di pagamento ufficialmente accettabili (link alla notizia), e non a caso questo tipo di utilizzo è fortemente sconsigliato dai più grandi forum di compravendita.


MOTIVO

Il motivo per cui la postepay – come qualunque altra carta di credito che venga utilizzata con le stesse finalità – è estremamente insicura per ricevere pagamenti è che, l’unico modo per ricevere un pagamento, sia comunicare alla persona incaricata di fare la "ricarica" (di solito un "acquirente" di cui si conosce poco o niente) il prezioso numero a 16 cifre impresso sulla carta, che anche il famoso client msn invita religiosamente ogni volta a non comunicare durante la chat a chicchessia, visto che li (e in un paio di altri punti) risiede il suo valore e indirettamente la possibilità di utilizzarla.

Ora, forse non tutti sanno che per effettuare pagamenti on-line con carta di credito sia necessario inserire il numero della carta di 16 cifre, la data di scadenza della carta stessa, e, qualche volta, il codice identificativo di sicurezza riportato sul retro di qualunque carta di credito.
Se tutti i siti su cui è possibile acquistare qualcosa richiedessero l’inserimento del codice di sicurezza, sarebbero ben poche le possibilità di un utente in malafede, giunto in qualunque modo in possesso del numero della carta di credito, di spendere il denaro altrui, visto che le possibili combinazioni del codice sono:

     (3 cifre decimali del codice di sicurezza) 10^3 * 36 (mesi alla scadenza) = 36000

e che, GENERALMENTE, qualunque sito internet dovrebbe interdire la possibilità di effettuare un pagamento dopo qualche (3 o 5) tentativi di pagamento sbagliati.

Purtroppo non tutti i siti implementano questa politica di sicurezza, e consentono all’utente di effettuare pagamenti semplicemente inserendo il numero della carta e il mese di scadenza della stessa (che generalmente può raggiungere i 36 mesi massimi dalla data di emissione).
In questo modo è molto semplice che i dati della carta, essendo giunti in possesso di persone nelle quali – pur in buona fede – non dispongono a rigor di logica, della nostra incondizionata fiducia, possano, anche a distanza di tempo, finire* nelle mani "sbagliate" ed essere utilizzati per un pagamento non autorizzato, magari per commettere qualche attività illecita di cui si è totalmente allo scuro.

Come sempre quindi il più grande strumento di sicurezza, la conoscenza, è nelle nostre mani, e sta a noi utilizzarlo nel modo migliore per evitare che accadano episodi spiacevoli.

* Prendiamo ad esempio il caso in cui ci si dimentichi di distruggere il pezzo di carta su cui è stato appuntato il codice utilizzato per andare in posta a fare la ricarica…oppure potete leggere questo aneddoto raccontato direttamente da un utente che l’ha vissuto di come i dati della carta di credito facciano "fatica" a circolare…

Ati driver 8.32.5 su Linux6ubx0khld59oe87vtzllywi1ambx34mjAti driver 8.32.5 su Linux

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World

FGLRXpkcriahzbqzx9wtiw46z7mqqvbuzr1bv

Da qualche tempo non installavo i driver Ati ufficiali sulla mia debian, tra le tante cause la mancanza della necessità di farlo (il driver ati fornito come modulo del kernel funziona benissimo) e l’assenza di supporto ufficiale regolarmente aggiornabile da apt, a differenza di quanto invece avviene da tempo con Nvidia.

Utilizzando la versione Sid di Debian (Unstable) che rilascia pacchetti più q6hmbkeuu8d35kxh7lrmkv1uh7ad9mrlnuovi con un’elevata frequenza, avevo avuto di recente la spiacevole sorpresa di non riuscire a ricompilare i driver, perchè il range di versioni di Xorg supportate non includeva la più recente versione 7 utilizzata da Debian.
Essendo passato del tempo però, ed avendoci messo un po gli sviluppatori di Ati a rilasciare i nuovi driver ufficiali per Linux, mi ero illuso di poter trovare una soluzione pulita facilmente installabile che qqabrndc6gz7wztxytgxukjtwkwlvwgspotesse filare liscia dall’inizio alla fine.


qq6bwbgmfgpa5b5sct1v4sujf5jrdpb2



INSTALLAZIONEq0in66h0pkde5o9ywf6zwrrde4nzyq3s

Tempo di scaricare i nuovi driver dal sito ufficiale per la mia Mobility Radeon 9700 in versione installer:

ryb96xfhiv1hgjpkng9ec970xr4o75sv

https://a248.e.akamai.net/f/674/9206/0/www2.ati.com/drivers/linux/ati-driver-installer-8.32.5-x86.x86_64.run
rkk4uk91sdpl4whokya3f97e12yw6ydb


lanciare l’installazione da shell:

r76tjttvjfeoqq761r4mgvt6sctk7vpt

caio@killermobile:~$ sh ati-driver-installer-8.32.5-x86.x86_64.runr6p0nu6wbu3rzkkmvfvqtiiimyd9nku1


e subito mi accorgo dell’infondatezza di tutte le mie speranze, i driver ati tanto per cambiare danno problemi e falliscono l’installazione durante la compilazione del modulo.
Andando a leggere l’output questo è l’errore ritornato:

seyyrs2h4apw2hsjt3ibpqjamzc0y6fl

killermobile:~# cat /usr/share/ati/fglrx-install.log
[Message] Kernel Module : Trying to install a precompiled kernel module.
[Message] Kernel Module : Precompiled kernel module version mismatched.
[Message] Kernel Module : Found kernel module build environment, generating kernel module now.
ATI module generator V 2.sotwgaozwiu5hgj98bg00bd9z4tjq4e00
==========================
initializing…
cleaning…
patching ‘highmem.h’…
assuming new VMA API since we do have kernel 2.6.x…
 Assuming default VMAP API
 Assuming default munmap API
doing Makefile based build for kernel 2.6.x and higher
make -C /lib/modules/2.6.19-ck2-kolivan/build SUBDIRS=/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x tmlig1mgoti9tbzvycjffttvira9zj23modules
make[1]: Entering directory `/usr/src/linux-2.6.19′
  CC [M]  /lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x/firegl_public.o
/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x/firegl_public.c:89:26: error: linux/config.h: No such file or directory
/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x/firegl_public.c:456: warning: initialization from incompatible pointer type
/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x/firegl_public.c: In function t9ud3ng0ya6cgoqzwuk4iutal23gyboj‘firegl_stub_open’:
/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x/firegl_public.c:579: warning: assignment discards qualifiers from pointer target type
/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x/firegl_public.c: In function ‘__ke_request_irq’:
/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x/firegl_public.c:2568: warning: passing argument 2 of ‘request_irq’ from incompatible pointer type
make[2]: *** [/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x/firegl_public.o] Error t70s513r86vfr05067hdwwv9somnav3p1
make[1]: *** [_module_/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x] Error 2
make[1]: Leaving directory `/usr/src/linux-2.6.19′
make: *** [kmod_build] Error 2
build failed with return value 2
[Error] Kernel Module : Failed to compile kernel module – please consult readme.
utwur18203ijfvxpkdo71c8b7zed6jy2


Questa volta non mi do per vinto, e vado alla ricerca di una soluzione.
Cerca e ricerca trovo qua e la qualche spiegazione (il forum slacky.it è stato essenziale), ma niente di organizzato e chiaro, per cui dopo aver risolto ho deciso di postare questo piccolo articolo in modo da riassumere i passaggi necessari a risolvere il tutto.

Dopo aver lanciato uc8qa4kk4ruqg47l5a3mmofniyla7gshl’installazione (non da rpm) che è fallita, dovremmo trovare una directory in /lib/modules/fglrx/, contenente i files necessari al completamento.
A questo punto è necessario recarsi nella directory /lib/modules/fglrx/build_mod/ :

unaooa1id0judg9ksiwfbsl7twthyr0c

cd /lib/modules/fglrx/build_mod/vj0wh4t6pm6ysvsywmhbwj6rck4pysi8


e dare 3 comandi che servono a sistemare i files "bacati":

vtc8szukzqu1s8w4h8mfoi2lbj9wjtay

sed -i ‘/src_file=$linuxincludes\/linux\/version.h/s,version,utsrelease,’ make.sh;

sed -i ‘/linux\/config.h/s;linux\/config.h;linux\/autoconf.h;’ *.{h,c};

sed -i ‘/#includevsintdib9li52lb5rljo2k5li6r3vdp4 /a\#define VM_SHM 0\n#if LINUX_VERSION_CODE >= KERNEL_VERSION(2,6,18)\n#includev27s6v8z1a781fepvihns4os55ytjj7x \n#endif’ firegl_public.c;
wrxu22xm90xblq1gz9uqog6mweyztvpm


Fatto questo possiamo lanciare la compilazione del modulo fglrx:

w2dkiu4t0tmeik2u6shec6yjvb8nnanj

sh make.shwpc1ardwagch3vrs6w6sbc7oal5urcp4


poi lo installiamo spostandoci nella directory padre:

w016n94k240l2qucau4r2wqvxkbjfj7x

cd ..
sh make_install.sh
xy7lonsbbzpoc38dl710gytv46uqr2m2


e infine lo carichiamo:

x9ai3t88l8erafad8fut53zff42xidux

modprobe fglrxxx9zvpicuu3vwrza9jj7497juez3nfvi


e se necessario editiamo il file xorg.conf aggiungendo il nome del driver appena compilato da caricare all’avvio di X:

x7z47890miryul3udgh6vtqqhd5taldb

Section "Device"
        Identifier      "ATI Technologies Inc RV350 [Mobility Radeon 9600 M11]"
        Driver          "fglrx"
        BusID           "PCI:1:0:0"
EndSection
yt80vu3kw0g1iyuyayivyuq5koy08ezr


Fatto!
Riavviamo X e verifichiamo che i driver siano stati caricati correttamente:

yqa0qblip735vucrydxlh5x2rbcqcj7p

caio@killermobile:~$ fglrxinfo
display: :0.0  screen: 0
OpenGL vendor string: ATI Technologies Inc.
OpenGL renderer string: MOBILITY RADEON 9700 Generic
OpenGL version string: 2.0.6234 (8.32.5)
y09kzjwmiqq9wqhhyo8vaj8j3begtg9d


Ora possiamo utilizzare i driver Ati ufficiali nonostante l’avversione degli sviluppatori nel fornirci un supporto funzionante!
yyfy0xkdsmfc72wj9154olajaxxn6zoj

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World

FGLRX

Da qualche tempo non installavo i driver Ati ufficiali sulla mia debian, tra le tante cause la mancanza della necessità di farlo (il driver ati fornito come modulo del kernel funziona benissimo) e l’assenza di supporto ufficiale regolarmente aggiornabile da apt, a differenza di quanto invece avviene da tempo con Nvidia.

Utilizzando la versione Sid di Debian (Unstable) che rilascia pacchetti più nuovi con un’elevata frequenza, avevo avuto di recente la spiacevole sorpresa di non riuscire a ricompilare i driver, perchè il range di versioni di Xorg supportate non includeva la più recente versione 7 utilizzata da Debian.
Essendo passato del tempo però, ed avendoci messo un po gli sviluppatori di Ati a rilasciare i nuovi driver ufficiali per Linux, mi ero illuso di poter trovare una soluzione pulita facilmente installabile che potesse filare liscia dall’inizio alla fine.




INSTALLAZIONE

Tempo di scaricare i nuovi driver dal sito ufficiale per la mia Mobility Radeon 9700 in versione installer:

https://a248.e.akamai.net/f/674/9206/0/www2.ati.com/drivers/linux/ati-driver-installer-8.32.5-x86.x86_64.run


lanciare l’installazione da shell:

caio@killermobile:~$ sh ati-driver-installer-8.32.5-x86.x86_64.run


e subito mi accorgo dell’infondatezza di tutte le mie speranze, i driver ati tanto per cambiare danno problemi e falliscono l’installazione durante la compilazione del modulo.
Andando a leggere l’output questo è l’errore ritornato:

killermobile:~# cat /usr/share/ati/fglrx-install.log
[Message] Kernel Module : Trying to install a precompiled kernel module.
[Message] Kernel Module : Precompiled kernel module version mismatched.
[Message] Kernel Module : Found kernel module build environment, generating kernel module now.
ATI module generator V 2.0
==========================
initializing…
cleaning…
patching ‘highmem.h’…
assuming new VMA API since we do have kernel 2.6.x…
 Assuming default VMAP API
 Assuming default munmap API
doing Makefile based build for kernel 2.6.x and higher
make -C /lib/modules/2.6.19-ck2-kolivan/build SUBDIRS=/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x modules
make[1]: Entering directory `/usr/src/linux-2.6.19′
  CC [M]  /lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x/firegl_public.o
/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x/firegl_public.c:89:26: error: linux/config.h: No such file or directory
/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x/firegl_public.c:456: warning: initialization from incompatible pointer type
/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x/firegl_public.c: In function ‘firegl_stub_open’:
/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x/firegl_public.c:579: warning: assignment discards qualifiers from pointer target type
/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x/firegl_public.c: In function ‘__ke_request_irq’:
/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x/firegl_public.c:2568: warning: passing argument 2 of ‘request_irq’ from incompatible pointer type
make[2]: *** [/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x/firegl_public.o] Error 1
make[1]: *** [_module_/lib/modules/fglrx/build_mod/2.6.x] Error 2
make[1]: Leaving directory `/usr/src/linux-2.6.19′
make: *** [kmod_build] Error 2
build failed with return value 2
[Error] Kernel Module : Failed to compile kernel module – please consult readme.


Questa volta non mi do per vinto, e vado alla ricerca di una soluzione.
Cerca e ricerca trovo qua e la qualche spiegazione (il forum slacky.it è stato essenziale), ma niente di organizzato e chiaro, per cui dopo aver risolto ho deciso di postare questo piccolo articolo in modo da riassumere i passaggi necessari a risolvere il tutto.

Dopo aver lanciato l’installazione (non da rpm) che è fallita, dovremmo trovare una directory in /lib/modules/fglrx/, contenente i files necessari al completamento.
A questo punto è necessario recarsi nella directory /lib/modules/fglrx/build_mod/ :

cd /lib/modules/fglrx/build_mod/


e dare 3 comandi che servono a sistemare i files "bacati":

sed -i ‘/src_file=$linuxincludes\/linux\/version.h/s,version,utsrelease,’ make.sh;

sed -i ‘/linux\/config.h/s;linux\/config.h;linux\/autoconf.h;’ *.{h,c};

sed -i ‘/#include /a\#define VM_SHM 0\n#if LINUX_VERSION_CODE >= KERNEL_VERSION(2,6,18)\n#include \n#endif’ firegl_public.c;


Fatto questo possiamo lanciare la compilazione del modulo fglrx:

sh make.sh


poi lo installiamo spostandoci nella directory padre:

cd ..
sh make_install.sh


e infine lo carichiamo:

modprobe fglrx


e se necessario editiamo il file xorg.conf aggiungendo il nome del driver appena compilato da caricare all’avvio di X:

Section "Device"
        Identifier      "ATI Technologies Inc RV350 [Mobility Radeon 9600 M11]"
        Driver          "fglrx"
        BusID           "PCI:1:0:0"
EndSection


Fatto!
Riavviamo X e verifichiamo che i driver siano stati caricati correttamente:

caio@killermobile:~$ fglrxinfo
display: :0.0  screen: 0
OpenGL vendor string: ATI Technologies Inc.
OpenGL renderer string: MOBILITY RADEON 9700 Generic
OpenGL version string: 2.0.6234 (8.32.5)


Ora possiamo utilizzare i driver Ati ufficiali nonostante l’avversione degli sviluppatori nel fornirci un supporto funzionante!

Fonts Googleearth0793jsxak8s53gq0eupos1fc3p1ryo2lFonts Googleearth

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World 7zlgclmebwyhm23hjvljv9zjuwnmrev3

Caratteri troppo piccoli in google earth7y4ofmze2bokvvgydjcm7wovpi7b730b

Ho appena provato la nuova versione di Google Earth per Linux, negli ultimi giorni avevo avuto dei problemi nell’aggiornamento con Gentoo perchè a quanto pare c’era un problema nella sincronizzazione dei mirror per cui non si riusciva a completarne lo scaricamento, e come la prima volta, ne sono rimasto magicamente affascinato.7jnyzyegdobol9a77epmdrfkguxjzl5m

A parte la qualità del programma, fatto davvero bene, con una splendida reattività nel mostrare l’aggiornamento dei dati scaricati in continuazione dai server (anche se qui fanno la loro parte la scheda video e la velocità di connessione), trovo davvero irresistibile l’idea di poter saltellare da un paese all’altro, da un continente ad un altro, tra le più grandi città mondiali, in un batter di click, soffermandosi ad osservare i particolari delle case o 8l9xki5cbhstxct0ox0rq57rtyfcgwiidelle strade e ripartire velocemente verso un altra meta.8x1g2x1tjuiwtnttfsh9cfm1gwqich6i

Surrogato di un viaggio vero, certo, realtà virtuale, ma dotato di una potenza devastante, quella di poter soddisfare in un istante quell’insaziabile desiderio di conoscenza tipico dei viaggiatori e di chi ama viaggiare con la fantasia8ikqmafuu760i0n29nt9iacq77gq50bt

….8tno1fwr4gv3gdp2wwm37eiai6oxvajo

Ritornando al problema della giornata, all’avvio del nuovo Google Earth i caratteri all’interno dei menu di gestione del programma erano davvero molto piccoli (troppo piccoli!), rendendolo praticamente inutilizzabile.93m89n7wx0i7h8usx6xd1ssru5qnc7lc

Non essendo ancora configurabili da gui, è stato necessario aumentarne la dimensione in modo manuale, lanciando da shell il seguente comando:9cykkj8a746ahmyyhs2htqpmt4vux8d3

    echo 12 > ~/.googleearth/Registry/google/googleearthplus/User/render/guifontsize90y1cfidgqve2xnviwrvsxyq8es11afn

Ecco fatto, ora mi posso godere il mio splendido atlante multimediale e volare tra le nuvole fino al posto più magico del mondo!!9nkp2p278skhosdezpleujkizonq38q5

(Clicca per ingrandire)am3w5qf8z89kymrutdci669uta8fjwvd

Disneyland

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World 

Caratteri troppo piccoli in google earth

Ho appena provato la nuova versione di Google Earth per Linux, negli ultimi giorni avevo avuto dei problemi nell’aggiornamento con Gentoo perchè a quanto pare c’era un problema nella sincronizzazione dei mirror per cui non si riusciva a completarne lo scaricamento, e come la prima volta, ne sono rimasto magicamente affascinato.

A parte la qualità del programma, fatto davvero bene, con una splendida reattività nel mostrare l’aggiornamento dei dati scaricati in continuazione dai server (anche se qui fanno la loro parte la scheda video e la velocità di connessione), trovo davvero irresistibile l’idea di poter saltellare da un paese all’altro, da un continente ad un altro, tra le più grandi città mondiali, in un batter di click, soffermandosi ad osservare i particolari delle case o delle strade e ripartire velocemente verso un altra meta.

Surrogato di un viaggio vero, certo, realtà virtuale, ma dotato di una potenza devastante, quella di poter soddisfare in un istante quell’insaziabile desiderio di conoscenza tipico dei viaggiatori e di chi ama viaggiare con la fantasia

….

Ritornando al problema della giornata, all’avvio del nuovo Google Earth i caratteri all’interno dei menu di gestione del programma erano davvero molto piccoli (troppo piccoli!), rendendolo praticamente inutilizzabile.

Non essendo ancora configurabili da gui, è stato necessario aumentarne la dimensione in modo manuale, lanciando da shell il seguente comando:

    echo 12 > ~/.googleearth/Registry/google/googleearthplus/User/render/guifontsize

Ecco fatto, ora mi posso godere il mio splendido atlante multimediale e volare tra le nuvole fino al posto più magico del mondo!!

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Disneyland

Merge bookmarksbivpyv45sx76qwa8a11rfi1btjcpt203Merge bookmarks

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Code La sacra unione dei bookmarks (in Firefox)gzyjivjd19306lxls9ldf8jrctjh45t7

Mi è capitato di recente, di ritrovarmi con diversi segnalibri, figli di uno stesso ceppo originario formato da qualche centinaio di siti organizzati in decine di cartelle, che si erano evoluti separatamente con aggiunte da entrambe le parti a causa di un’utilizzo smodato su macchine diverse.

Personalmente ritengo lo strumento dei segnalibri un’idea geniale, un punto di approdo o di partenza in cui trovare le cose di cui mi rimane tempo dopo solo una hvfrm1hlvu5a2m5pncb4lgrpxp325s2nvaga impressione.

Comunque, a questo punto della situazione, ciò di cui avevo bisogno era un qualcosa in grado di prendere 2 o più files diversi contenenti i segnalibri, e fonderli in uno unico che li contenga tutti rispettando ovviamente l’organizzazione gerarchica nelle sottocartelle.

Cercando attentamente ho scoperto che purtroppo non esiste ancora un plugin per firefox che faccia h4ebv9sqoese3ibgommefu268o6snp3bquesta cosa, ma in compenso ho trovato un meraviglioso software che sembra davvero una manna dal cielo.
Il programma meritevole si chiama Bookmark Converter, ed è davvero ottimo perchè fa tutto quello di cui avevo bisogno e anche molto in più.
Sostanzialmente è in grado di fondere diversi file di bookmarks, provenienti da praticamente tutti i browser più utilizzati, ordinare tutti i bookmark del hern54t4yigh3vfl88rj7sy18naz7qv2file, ma anche rimuovere i segnalibri doppi, tenere 2 file contenuti in diverse directory sincronizzati tra loro, e ancora altre cose di cui non mi sono interessato visto che non mi servivano.
In ogni modo è una grande idea, davvero utile e degna di nota! io3zg0ui8m4l38jrtuwnzrvv7mf7rrnsAumh!
imwlfrsz1xsoe3zejwy2e8bhq9ww16cv
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Code La sacra unione dei bookmarks (in Firefox)

Mi è capitato di recente, di ritrovarmi con diversi segnalibri, figli di uno stesso ceppo originario formato da qualche centinaio di siti organizzati in decine di cartelle, che si erano evoluti separatamente con aggiunte da entrambe le parti a causa di un’utilizzo smodato su macchine diverse.

Personalmente ritengo lo strumento dei segnalibri un’idea geniale, un punto di approdo o di partenza in cui trovare le cose di cui mi rimane tempo dopo solo una vaga impressione.

Comunque, a questo punto della situazione, ciò di cui avevo bisogno era un qualcosa in grado di prendere 2 o più files diversi contenenti i segnalibri, e fonderli in uno unico che li contenga tutti rispettando ovviamente l’organizzazione gerarchica nelle sottocartelle.

Cercando attentamente ho scoperto che purtroppo non esiste ancora un plugin per firefox che faccia questa cosa, ma in compenso ho trovato un meraviglioso software che sembra davvero una manna dal cielo.
Il programma meritevole si chiama Bookmark Converter, ed è davvero ottimo perchè fa tutto quello di cui avevo bisogno e anche molto in più.
Sostanzialmente è in grado di fondere diversi file di bookmarks, provenienti da praticamente tutti i browser più utilizzati, ordinare tutti i bookmark del file, ma anche rimuovere i segnalibri doppi, tenere 2 file contenuti in diverse directory sincronizzati tra loro, e ancora altre cose di cui non mi sono interessato visto che non mi servivano.
In ogni modo è una grande idea, davvero utile e degna di nota! Aumh!

Samba via Vmware è indecentemente lento

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Translators:

Code

Convidisione difficile tra Linux e Windows via Vmwareqm53mqspa7mplrthgqujanosrmzp4so5

Durante una delle sessioni notturne che mi portano a sperimentare diversi mix di componenti informatiche, mi è capitato di installare una versione di windows x64 edition all’interno di una macchina virtuale sul mio pc.qlbin4fgk3btv48jq3rsoqrsz9iwgb3b

La macchina host, ospitante, è in questo caso una Gentoo box compilata nativamente per l’architettura a 64 bit, quindi con i pacchetti appartenenti alla branchia amd64.
La macchina virtuale utilizzata per l’installazione è VMware Workstation versione 5.5.3 build-34685, che è presente di default anche nell’albero del portage di Gentoo.
In un batter di emerge, scarico, compilo, installo, configuro la vmware e sono
rbdrwj2g02tyjo3se307pm2rv1c7m0ckpronto per l’installazione Windows.
Nessun problema su questo fronte, tutto fila liscio e va a buon fine come prevedevo.
rzd8ogck9oi15zspf7pkotbvab9eq2e4

Dopo aver fatto tutte le configurazioni del caso mi accingo a prelevare dei files dalla macchina host, ed è a questo punto che scopro il problema.
Quando cerco di scaricare dei files dalle directory che ho condiviso nella macchina host tramite Samba, noto una lentezza incredibile, tanto che per scaricare files di pochi KB ci vogliono interi minuti, peggio che con un modem 56K!
Il problema non si pone in
ropvtlk0qjz7vkp5zjaaske5v5zqqh78tutte le altre situazioni, ovvero quando trasferisco files dalla macchina virtuale alla macchina ospitante, ma solo nel caso inverso.smhhtchhiunb6f5rqldp81urfsgfzvvc

Cerca e ricerca la motivazione, va a finire che ti scopro che nel mio caso particolare, con la rete configurata nella vmware come bridged, e con le schede di rete Nvidia (del chipset NForce) che utilizzano i driver Forcedeth inclusi nel kernel (e non il modulo nvnet scaricabile dal sito nvidia, che pare non avere problemi) c’è un problema che riguarda la frammentazione dei pacchetti.
Sembra che la
s9dyqxuv0g2h036k4om1igelcnzsmrs6causa risieda nella gestione del TSO (TCP Segmentation Offload), una feature delle moderne schede di rete che permette di ridurre il carico sulla CPU affidando alla NIC il compito di dividere pacchetti grossi inviatigli sul bus in pacchetti più piccoli che possano essere trasmessi sulla rete (MTU).s75kporcsrqlcym6vqpfyyu8vagiw6ha

Il problema si risolve semplicemente disabilitando la feature per la scheda di rete collegata alla macchina virtuale, utilizzando il software ethtool, con il comando:tgrbv9d74rdoecticq6vtricjahqaxsv

ethtool -K eth0 tso offtfaizaq8v62sn66y6exz5e7oew2fqmx3

dove eth0 va sostituito con la scheda di rete interessata.
Per evitare di riutilizzare il comando ogni volta a questo punto l’ideale è aggiungere uno scriptino in init.d che lanci il comando all’accesso al sistema.
tq0nbshvnvqvm09jabwywyrw1v84dsfw

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Code

Convidisione difficile tra Linux e Windows via Vmware

Durante una delle sessioni notturne che mi portano a sperimentare diversi mix di componenti informatiche, mi è capitato di installare una versione di windows x64 edition all’interno di una macchina virtuale sul mio pc.

La macchina host, ospitante, è in questo caso una Gentoo box compilata nativamente per l’architettura a 64 bit, quindi con i pacchetti appartenenti alla branchia amd64.
La macchina virtuale utilizzata per l’installazione è VMware Workstation versione 5.5.3 build-34685, che è presente di default anche nell’albero del portage di Gentoo.
In un batter di emerge, scarico, compilo, installo, configuro la vmware e sono pronto per l’installazione Windows.
Nessun problema su questo fronte, tutto fila liscio e va a buon fine come prevedevo.

Dopo aver fatto tutte le configurazioni del caso mi accingo a prelevare dei files dalla macchina host, ed è a questo punto che scopro il problema.
Quando cerco di scaricare dei files dalle directory che ho condiviso nella macchina host tramite Samba, noto una lentezza incredibile, tanto che per scaricare files di pochi KB ci vogliono interi minuti, peggio che con un modem 56K!
Il problema non si pone in tutte le altre situazioni, ovvero quando trasferisco files dalla macchina virtuale alla macchina ospitante, ma solo nel caso inverso.

Cerca e ricerca la motivazione, va a finire che ti scopro che nel mio caso particolare, con la rete configurata nella vmware come bridged, e con le schede di rete Nvidia (del chipset NForce) che utilizzano i driver Forcedeth inclusi nel kernel (e non il modulo nvnet scaricabile dal sito nvidia, che pare non avere problemi) c’è un problema che riguarda la frammentazione dei pacchetti.
Sembra che la causa risieda nella gestione del TSO (TCP Segmentation Offload), una feature delle moderne schede di rete che permette di ridurre il carico sulla CPU affidando alla NIC il compito di dividere pacchetti grossi inviatigli sul bus in pacchetti più piccoli che possano essere trasmessi sulla rete (MTU).

Il problema si risolve semplicemente disabilitando la feature per la scheda di rete collegata alla macchina virtuale, utilizzando il software ethtool, con il comando:

ethtool -K eth0 tso off

dove eth0 va sostituito con la scheda di rete interessata.
Per evitare di riutilizzare il comando ogni volta a questo punto l’ideale è aggiungere uno scriptino in init.d che lanci il comando all’accesso al sistema.

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