Teoria della guerra modernauxalk5yf173okaqyhdz9ccgm274s42x7Teoria della guerra moderna

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Thanks to war

"Era però altrettanto chiaro che un incremento generalizzato del benessere avrebbe avuto come effetto indesiderato la distruzione di una società organizzata gerarchicamente.
Già in un mondo in cui tutti avessero lavorato solo poche ore, avuto cibo a sufficienza, vissuto in case fornite di bagno e frigorifero, posseduto un’automobile oppure un aereo, sarebbero scomparse le forme di ineguaglianza più ovvie e forse più importanti.
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Una volta poi, che una simile condizione fosse divenuta generale, la ricchezza non sarebbe stata più un segno di distinzione tra un individuo e l’altro.
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Era possibile, naturalmente, immaginare una società in cui la ricchezza, intesa come possesso di beni personali e di lusso, venisse distribuita equamente, nel mentre il potere restava nelle mani di una minuscola casta privilegiata, ma nella pratica una società del genere non avrebbe potuto rimanere stabile. 3c2mpfi99ofvq0rs8n2fw7ool1de1pf3Se, infatti, il benessere e la sicurezza fossero divenuti un bene comune, la massima parte delle persone che di norma sono come immobilizzate dalla povertà (o dal terrorismo, ndr.) si sarebbero alfabetizzate, apprendendo così a pensare autonomamente; e una volta che questo fosse successo, avrebbero compreso prima o poi che la minoranza privilegiata non aveva alcuna funzione e l’avrebbero spazzata via.3p8x9i4zzl5ylsq0itdsg2qbvyr21ft5

Sul lungo termine, una società gerarchizzata poteva aversi solo basandosi sulla povertà e sull’ignoranza.30bvonkw8uu1j4sz525l47vv6wz9rq20

[...]4peqmhzty5l41wd5t3ciz402l41x569s

Mantenere le masse in uno stato di povertà comprimendo la produzione delle merci non rappresentava una soluzione soddisfacente. 45muo2yfvf49zxhpq57wkq4jdkbp6iwiCiò avvenne di fatto e su larga scala durante la fase finale del capitalismo, più o meno nel periodo compreso fra il 1920 e il 1940.
Si consentì all’economia di molti paesi di stagnare, la terra non venne coltivata, le ricapitalizzazioni arrestate, ampi strati della popolazione mantenuti senza occupazione, sorretti unicamente dalla carità dello Stato.
4uppmwdclqvcip3ue7etfo8rssddky4aAnche questo sistema, però, ebbe come logica conseguenza un indebolimento sul piano militare e, poiché le privazioni che imponeva erano inutili, l’opposizione a esso divenne inevitabile
.
Il problema era come riuscire a far girare le ruote dell’industria senza incrementare la ricchezza reale del mondo. I beni di consumo dovevano essere prodotti, ma non distribuiti.
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E in effetti l’unico modo per raggiungere un simile obiettivo era uno stato di guerra perenne.

Scopo essenziale della guerra è la distruzione, non necessariamente di vite umane, ma di quanto viene prodotto dal lavoro degli uomini.
La guerra è un modo per mandare in frantumi, scaraventare nella stratosfera, affondare negli abissi, materiale che altrimenti potrebbero essere usati per rendere le masse troppo 5qx4irj1os6j6y0pczqsc2in63aaznreagiate e, a lungo andare, troppo intelligenti."
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                                                                                                        1984, George Orwell
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Thanks to war

"Era però altrettanto chiaro che un incremento generalizzato del benessere avrebbe avuto come effetto indesiderato la distruzione di una società organizzata gerarchicamente.
Già in un mondo in cui tutti avessero lavorato solo poche ore, avuto cibo a sufficienza, vissuto in case fornite di bagno e frigorifero, posseduto un’automobile oppure un aereo, sarebbero scomparse le forme di ineguaglianza più ovvie e forse più importanti.
Una volta poi, che una simile condizione fosse divenuta generale, la ricchezza non sarebbe stata più un segno di distinzione tra un individuo e l’altro.

Era possibile, naturalmente, immaginare una società in cui la ricchezza, intesa come possesso di beni personali e di lusso, venisse distribuita equamente, nel mentre il potere restava nelle mani di una minuscola casta privilegiata, ma nella pratica una società del genere non avrebbe potuto rimanere stabile. Se, infatti, il benessere e la sicurezza fossero divenuti un bene comune, la massima parte delle persone che di norma sono come immobilizzate dalla povertà (o dal terrorismo, ndr.) si sarebbero alfabetizzate, apprendendo così a pensare autonomamente; e una volta che questo fosse successo, avrebbero compreso prima o poi che la minoranza privilegiata non aveva alcuna funzione e l’avrebbero spazzata via.

Sul lungo termine, una società gerarchizzata poteva aversi solo basandosi sulla povertà e sull’ignoranza.

[...]

Mantenere le masse in uno stato di povertà comprimendo la produzione delle merci non rappresentava una soluzione soddisfacente. Ciò avvenne di fatto e su larga scala durante la fase finale del capitalismo, più o meno nel periodo compreso fra il 1920 e il 1940.
Si consentì all’economia di molti paesi di stagnare, la terra non venne coltivata, le ricapitalizzazioni arrestate, ampi strati della popolazione mantenuti senza occupazione, sorretti unicamente dalla carità dello Stato. Anche questo sistema, però, ebbe come logica conseguenza un indebolimento sul piano militare e, poiché le privazioni che imponeva erano inutili, l’opposizione a esso divenne inevitabile
.
Il problema era come riuscire a far girare le ruote dell’industria senza incrementare la ricchezza reale del mondo. I beni di consumo dovevano essere prodotti, ma non distribuiti.
E in effetti l’unico modo per raggiungere un simile obiettivo era uno stato di guerra perenne.

Scopo essenziale della guerra è la distruzione, non necessariamente di vite umane, ma di quanto viene prodotto dal lavoro degli uomini.
La guerra è un modo per mandare in frantumi, scaraventare nella stratosfera, affondare negli abissi, materiale che altrimenti potrebbero essere usati per rendere le masse troppo agiate e, a lungo andare, troppo intelligenti."



                                                                                                        1984, George Orwell

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