Lunga vita alla banda largaa4imiaqiamjdrilqxubgz0m2hwkg5pj5Lunga vita alla banda larga

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Fon FONEROS
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Volevo scrivere questa notizia da qualche tempo, ma per svariati motivi non sono mai riuscito a farlo, ho rimandato la cosa per diversi giorni, ma finalmente sembra che ce la possa fare.

E’ una iniziativa molto importante questa che voglio segnalare, probabilmente molti ne saranno gia venuti a conoscenza visto che negli ultimi mesi se ne è ovpin6jvwsnfn2ltq7mszr3yv4jyj3mhparlato parecchio, ma molti altri non lo avranno mai nemmeno sentito nominare.

Fon, questo è il nome del "movimento", è una iniziativa che cerca di coinvolgere il maggior numero di persone nell’intero globo che dispongono di una connessione ad internet, a condividere la loro linea per renderla disponibile ad altra gente.

L’idea è semplice ed ogll96n5opaibydh4dtm47g0afbnfrhvefficace: qualunque foneros, ovvero chiunque si sia iscritto al sito ufficiale, potrà disporre di una connessione wireless condivisa da uno degli altri 80000 foneros in qualunque posto nel mondo, e navigare con il proprio portatile o dispositivo wireless che sia grazie a questa condivisione.

Questa idea, o14vti26z3ym0c7ry85ma27p2r1v7am6supportata dal finanziamento di alcune grosse aziende, tra cui sembrano comparire nientepocodimenoche skype e google, permette di offrire agli utenti l’acquisto di un "social router", ovvero di un ottimo router ethernet a 4 porte con access point annesso, al simbolico prezzo di 5€ (più 10 di spedizione per l’Italia).

Per py7vozk4s9lqd8pklnkctdem9eelafv5questa misera cifra infatti io mi sono portato a casa uno splendido Linksys WRT54GL,  arrivato a casa "castrato" con il firmware modificato da FON, che rende si eccezionalmente facile la configurazione della rete ai meno esperti ma ahimè, ne limita enormente le potenzialità. pwzhoqimkk9up356cpnq8vu9s1vbkuj8
Grazie al cielo il gioiellino può essere ripotenziato con opportuni strumenti, che permettono dopo l’applicazione di ottenere notevoli soddisfazioni. :-)

Scegliendo questa via, sicuramente non la più comoda ma certamente la più proficua, è possibile imbattersi in alcuni scogli nella configurazione del router per renderlo "fon compliant", pjvylbu036o0jq7zqsx2jaf2qxfo7pg3perchè la documentazione sull’argomento non è proprio abbondante e spesso neanche troppo aggiornata.

Fortunatamente con un po di testardaggine, e grazie anche a qualcuno che ha già affrontato e risolto gli stessi problemi, è possibile ottenere informazioni sufficienti a configurare il Linksys con il firmware per dd-wrtautenticarsi sul portale di fon, e quindi per fornire la q5r17azav3c37lzn4y3xnps4586d2dbgconnettività sicura a tutti i foneros del mondo.

Spero che queste poche informazioni possano servire da stimolo per l’interessamento di qualche cybernauta, per informazioni più dettagliate c’è ovviamente il sito della comunità italiana oltre naturalmente a quello ufficiale.

Byyyyyyyyez :D
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Fon FONEROS

Volevo scrivere questa notizia da qualche tempo, ma per svariati motivi non sono mai riuscito a farlo, ho rimandato la cosa per diversi giorni, ma finalmente sembra che ce la possa fare.

E’ una iniziativa molto importante questa che voglio segnalare, probabilmente molti ne saranno gia venuti a conoscenza visto che negli ultimi mesi se ne è parlato parecchio, ma molti altri non lo avranno mai nemmeno sentito nominare.

Fon, questo è il nome del "movimento", è una iniziativa che cerca di coinvolgere il maggior numero di persone nell’intero globo che dispongono di una connessione ad internet, a condividere la loro linea per renderla disponibile ad altra gente.

L’idea è semplice ed efficace: qualunque foneros, ovvero chiunque si sia iscritto al sito ufficiale, potrà disporre di una connessione wireless condivisa da uno degli altri 80000 foneros in qualunque posto nel mondo, e navigare con il proprio portatile o dispositivo wireless che sia grazie a questa condivisione.

Questa idea, supportata dal finanziamento di alcune grosse aziende, tra cui sembrano comparire nientepocodimenoche skype e google, permette di offrire agli utenti l’acquisto di un "social router", ovvero di un ottimo router ethernet a 4 porte con access point annesso, al simbolico prezzo di 5€ (più 10 di spedizione per l’Italia).

Per questa misera cifra infatti io mi sono portato a casa uno splendido Linksys WRT54GL,  arrivato a casa "castrato" con il firmware modificato da FON, che rende si eccezionalmente facile la configurazione della rete ai meno esperti ma ahimè, ne limita enormente le potenzialità.
Grazie al cielo il gioiellino può essere ripotenziato con opportuni strumenti, che permettono dopo l’applicazione di ottenere notevoli soddisfazioni. :-)

Scegliendo questa via, sicuramente non la più comoda ma certamente la più proficua, è possibile imbattersi in alcuni scogli nella configurazione del router per renderlo "fon compliant", perchè la documentazione sull’argomento non è proprio abbondante e spesso neanche troppo aggiornata.

Fortunatamente con un po di testardaggine, e grazie anche a qualcuno che ha già affrontato e risolto gli stessi problemi, è possibile ottenere informazioni sufficienti a configurare il Linksys con il firmware per dd-wrtautenticarsi sul portale di fon, e quindi per fornire la connettività sicura a tutti i foneros del mondo.

Spero che queste poche informazioni possano servire da stimolo per l’interessamento di qualche cybernauta, per informazioni più dettagliate c’è ovviamente il sito della comunità italiana oltre naturalmente a quello ufficiale.

Byyyyyyyyez :D

Teoria della guerra modernasl8il5qz80lxzmrcqu2ehyda3fk2hl0nTeoria della guerra moderna

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Thanks to war

"Era però altrettanto chiaro che un incremento generalizzato del benessere avrebbe avuto come effetto indesiderato la distruzione di una società organizzata gerarchicamente.
Già in un mondo in cui tutti avessero lavorato solo poche ore, avuto cibo a sufficienza, vissuto in case fornite di bagno e frigorifero, posseduto un’automobile oppure un aereo, sarebbero scomparse le forme di ineguaglianza più ovvie e forse più importanti.
0wf5tbbts0ovnh0azmryifmdqjl86q45
Una volta poi, che una simile condizione fosse divenuta generale, la ricchezza non sarebbe stata più un segno di distinzione tra un individuo e l’altro.
07h38grq28dylt1amvkr6ksx1htex1c0

Era possibile, naturalmente, immaginare una società in cui la ricchezza, intesa come possesso di beni personali e di lusso, venisse distribuita equamente, nel mentre il potere restava nelle mani di una minuscola casta privilegiata, ma nella pratica una società del genere non avrebbe potuto rimanere stabile. 01dcr3z2x1x35tql0ezeze8pa8w6ie8lSe, infatti, il benessere e la sicurezza fossero divenuti un bene comune, la massima parte delle persone che di norma sono come immobilizzate dalla povertà (o dal terrorismo, ndr.) si sarebbero alfabetizzate, apprendendo così a pensare autonomamente; e una volta che questo fosse successo, avrebbero compreso prima o poi che la minoranza privilegiata non aveva alcuna funzione e l’avrebbero spazzata via.1ct28v59oun62mrz7ym2m30m865vbt6i

Sul lungo termine, una società gerarchizzata poteva aversi solo basandosi sulla povertà e sull’ignoranza.1y2xwi0tycbapzj35gnrp401bgz2amsy

[...]1me7q1z7pi1d9s7fpv5znvvieqyqitjl

Mantenere le masse in uno stato di povertà comprimendo la produzione delle merci non rappresentava una soluzione soddisfacente. 1dt814cgn2jiwu03w598mdtuzitjqmjwCiò avvenne di fatto e su larga scala durante la fase finale del capitalismo, più o meno nel periodo compreso fra il 1920 e il 1940.
Si consentì all’economia di molti paesi di stagnare, la terra non venne coltivata, le ricapitalizzazioni arrestate, ampi strati della popolazione mantenuti senza occupazione, sorretti unicamente dalla carità dello Stato.
216ivnbud99lhnofhlrhk5oc2ss8ytajAnche questo sistema, però, ebbe come logica conseguenza un indebolimento sul piano militare e, poiché le privazioni che imponeva erano inutili, l’opposizione a esso divenne inevitabile
.
Il problema era come riuscire a far girare le ruote dell’industria senza incrementare la ricchezza reale del mondo. I beni di consumo dovevano essere prodotti, ma non distribuiti.
2p5znklxnvyo2zdchpgvkbxgh1pe2vc4
E in effetti l’unico modo per raggiungere un simile obiettivo era uno stato di guerra perenne.

Scopo essenziale della guerra è la distruzione, non necessariamente di vite umane, ma di quanto viene prodotto dal lavoro degli uomini.
La guerra è un modo per mandare in frantumi, scaraventare nella stratosfera, affondare negli abissi, materiale che altrimenti potrebbero essere usati per rendere le masse troppo 2ulyhbw60hit9gr7osx7pmug54foyubcagiate e, a lungo andare, troppo intelligenti."
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                                                                                                        1984, George Orwell
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Thanks to war

"Era però altrettanto chiaro che un incremento generalizzato del benessere avrebbe avuto come effetto indesiderato la distruzione di una società organizzata gerarchicamente.
Già in un mondo in cui tutti avessero lavorato solo poche ore, avuto cibo a sufficienza, vissuto in case fornite di bagno e frigorifero, posseduto un’automobile oppure un aereo, sarebbero scomparse le forme di ineguaglianza più ovvie e forse più importanti.
Una volta poi, che una simile condizione fosse divenuta generale, la ricchezza non sarebbe stata più un segno di distinzione tra un individuo e l’altro.

Era possibile, naturalmente, immaginare una società in cui la ricchezza, intesa come possesso di beni personali e di lusso, venisse distribuita equamente, nel mentre il potere restava nelle mani di una minuscola casta privilegiata, ma nella pratica una società del genere non avrebbe potuto rimanere stabile. Se, infatti, il benessere e la sicurezza fossero divenuti un bene comune, la massima parte delle persone che di norma sono come immobilizzate dalla povertà (o dal terrorismo, ndr.) si sarebbero alfabetizzate, apprendendo così a pensare autonomamente; e una volta che questo fosse successo, avrebbero compreso prima o poi che la minoranza privilegiata non aveva alcuna funzione e l’avrebbero spazzata via.

Sul lungo termine, una società gerarchizzata poteva aversi solo basandosi sulla povertà e sull’ignoranza.

[...]

Mantenere le masse in uno stato di povertà comprimendo la produzione delle merci non rappresentava una soluzione soddisfacente. Ciò avvenne di fatto e su larga scala durante la fase finale del capitalismo, più o meno nel periodo compreso fra il 1920 e il 1940.
Si consentì all’economia di molti paesi di stagnare, la terra non venne coltivata, le ricapitalizzazioni arrestate, ampi strati della popolazione mantenuti senza occupazione, sorretti unicamente dalla carità dello Stato. Anche questo sistema, però, ebbe come logica conseguenza un indebolimento sul piano militare e, poiché le privazioni che imponeva erano inutili, l’opposizione a esso divenne inevitabile
.
Il problema era come riuscire a far girare le ruote dell’industria senza incrementare la ricchezza reale del mondo. I beni di consumo dovevano essere prodotti, ma non distribuiti.
E in effetti l’unico modo per raggiungere un simile obiettivo era uno stato di guerra perenne.

Scopo essenziale della guerra è la distruzione, non necessariamente di vite umane, ma di quanto viene prodotto dal lavoro degli uomini.
La guerra è un modo per mandare in frantumi, scaraventare nella stratosfera, affondare negli abissi, materiale che altrimenti potrebbero essere usati per rendere le masse troppo agiate e, a lungo andare, troppo intelligenti."



                                                                                                        1984, George Orwell

Hacker Meeting 20064oe5ghb4c1umle1iut4nn90lulpc4dphHacker Meeting 2006

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Hackit Parma Hackit06

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Sabato questo con alcuni amici, sono stato all’Hacker Meeting di Parma, la più grande manifestazione italiana (forse anche l’unica) dedicata agli Hackers ma soprattutto alla filosofia Hacker.gip25pcnf9ts3skxuanipn8h1th1bm6z

La manifestazione si è svolta in uno spazio autogestito e occupato, così come preannunciato nelle FAQ del sito ufficiale, appena fuori dal centro storico di Parma, in una posizione assolutamente comoda e facile da trovare (praticamente arrivando in automobile e seguendo per la stazione noi ce lo siamo ritrovati davanti senza la minima idea di dove ci trovassimo ne noi ne lo stabile occupato).
Idenficarlo non è stato per nulla
g2rjs24ph25z10snitql75ojnrsyjtgidifficile, le bandiere appese fuori sulle finestre del 2° piano, le scritte sui muri e gli sguardi inconfondibili della gente che si aggirava nei pressi del parcheggio ci hanno immediatamente permesso di capire che eravamo arrivati a destinazione.
Una volta entrati nello stabile, dopo il passaggio obbligato all’ingresso dove una signorina ci ha paradossalmente  "invitati" a lasciare un’offerta che non fosse inferiore ad
gbq31bftamt32wxej41v1jy0zrvn0qi6una certa cifra (pena l’inaccettabile dicitura di pezzenti) ci siamo ritrovati all’interno dell’edificio immersi in un clima che sapeva molto di autogestione e ancor più di centro sociale.hawh2p2kkhh6d8cfthy4fl106ddud9wc

Niente da dire sull’organizzazione: una porta scardinata e pitturata a dovere faceva da tabellone per gli interventi della giornata, distribuiti negli spazi disponibili al piano terra attrezzati di portatili e proiettori (per gli speaker) e di ingegnose panche di legno appoggiate su cassette di plastica a fare da poltrone per gli spettatori.
Ai piani superiori erano allestiti i dormitori per i partecipanti che
h7l3743blsvdxf4xyimh5btc8mgq5igpsi fossero fermati per più di un giorno, e molte piccole aule piene di apparati di rete e di smanettoni (o aspiranti tali) collegati tra loro per creare una lan di supporto all’evento, dove tra l’altro è stato indetto un torneo di snortattack che aveva come premio per il cracker della giornata nientepocodimenoche’ 2 irresistibili casse di birra.h51w47bjwijhasl558v1m8ml39wybsfq


Hackit

Forse a causa di un’errata previsione sui partecipanti, che a parer mio 2 anni fa all’evento di Genova erano in numero molto inferiore, in alcuni momenti ci si è ritrovati in troppi all’interno delle stanze, dove il caldo della splendida giornata di sole e le (troppe) sigarette fumanti hanno rubato agli interventi degli speaker un po di concentrazione e molta aria salubre che non avrebbe certamente nuociuto.
Cio’ nonostante siamo
i56pg76dv2znqx9agjus6awdsg6sgjvdriusciti lo stesso a seguire tutti gli interventi che ci eravamo prefissati, che, un po per cambiamenti tecnici della scaletta, un po per scarso interesse, si sono ridotti con il passare della giornata a 2 (the Dark Side of Google, Protocollo TOR).i5fhoizxmmpqypkkdu9lf3vfz1uh1hgp

Purtroppo per quel che ho visto ho dovuto constatare che il livello tecnico dei seminari proposti è drasticamente diminuito rispetto all’edizione di 2 anni fa, dove tra gli altri avevo potuto assistere ad una spiegazione entusiasticamente rappresentata di come sfruttare la NOP zone per creare un Buffer Overflow.irodc4thw4dtl2bnab99i4uu2boo0a15

Insomma devo dire che oltre alle partite di calcio balilla in giardino (con un introvabile calcetto raffigurante la faccia del CHE alla meta’campo) accompagnate dall’esposizione di una stramba bicicletta in miniatura alimentata da energia solare da parte di un tizio pelato a torso nudo con un evidente attitudine per la birra, il momento più bello della giornata è stato durante la proiezione di un divertissimo cortometraggio girato da 2 j6t37snbcquzlnjzlfn47z38vtszr7hpragazzi geek, (per essere precisi geek-geek ) molto bravi a rappresentare in modo ironico lo spirito dell’estremista informatico, a metà tra appunto un geek e un nerd.j63vf3fu2ak1tfu9ip1wgs1a2egnd521

Bello lo spirito, ottima la partecipazione, e le idee proposte; peccato solo per la mancanza di interventi tecnicamente rilevanti, ma tutto sommato penso che tutti meritino i complimenti per questa splendida manifestazione che spero avrà modo di crescere ancora.j58agh3lc5954s9at2y5uv4a90zuqph7

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Hackit Parma Hackit06

Sabato questo con alcuni amici, sono stato all’Hacker Meeting di Parma, la più grande manifestazione italiana (forse anche l’unica) dedicata agli Hackers ma soprattutto alla filosofia Hacker.

La manifestazione si è svolta in uno spazio autogestito e occupato, così come preannunciato nelle FAQ del sito ufficiale, appena fuori dal centro storico di Parma, in una posizione assolutamente comoda e facile da trovare (praticamente arrivando in automobile e seguendo per la stazione noi ce lo siamo ritrovati davanti senza la minima idea di dove ci trovassimo ne noi ne lo stabile occupato).
Idenficarlo non è stato per nulla difficile, le bandiere appese fuori sulle finestre del 2° piano, le scritte sui muri e gli sguardi inconfondibili della gente che si aggirava nei pressi del parcheggio ci hanno immediatamente permesso di capire che eravamo arrivati a destinazione.
Una volta entrati nello stabile, dopo il passaggio obbligato all’ingresso dove una signorina ci ha paradossalmente  "invitati" a lasciare un’offerta che non fosse inferiore ad una certa cifra (pena l’inaccettabile dicitura di pezzenti) ci siamo ritrovati all’interno dell’edificio immersi in un clima che sapeva molto di autogestione e ancor più di centro sociale.

Niente da dire sull’organizzazione: una porta scardinata e pitturata a dovere faceva da tabellone per gli interventi della giornata, distribuiti negli spazi disponibili al piano terra attrezzati di portatili e proiettori (per gli speaker) e di ingegnose panche di legno appoggiate su cassette di plastica a fare da poltrone per gli spettatori.
Ai piani superiori erano allestiti i dormitori per i partecipanti che si fossero fermati per più di un giorno, e molte piccole aule piene di apparati di rete e di smanettoni (o aspiranti tali) collegati tra loro per creare una lan di supporto all’evento, dove tra l’altro è stato indetto un torneo di snortattack che aveva come premio per il cracker della giornata nientepocodimenoche’ 2 irresistibili casse di birra.


Hackit

Forse a causa di un’errata previsione sui partecipanti, che a parer mio 2 anni fa all’evento di Genova erano in numero molto inferiore, in alcuni momenti ci si è ritrovati in troppi all’interno delle stanze, dove il caldo della splendida giornata di sole e le (troppe) sigarette fumanti hanno rubato agli interventi degli speaker un po di concentrazione e molta aria salubre che non avrebbe certamente nuociuto.
Cio’ nonostante siamo riusciti lo stesso a seguire tutti gli interventi che ci eravamo prefissati, che, un po per cambiamenti tecnici della scaletta, un po per scarso interesse, si sono ridotti con il passare della giornata a 2 (the Dark Side of Google, Protocollo TOR).

Purtroppo per quel che ho visto ho dovuto constatare che il livello tecnico dei seminari proposti è drasticamente diminuito rispetto all’edizione di 2 anni fa, dove tra gli altri avevo potuto assistere ad una spiegazione entusiasticamente rappresentata di come sfruttare la NOP zone per creare un Buffer Overflow.

Insomma devo dire che oltre alle partite di calcio balilla in giardino (con un introvabile calcetto raffigurante la faccia del CHE alla meta’campo) accompagnate dall’esposizione di una stramba bicicletta in miniatura alimentata da energia solare da parte di un tizio pelato a torso nudo con un evidente attitudine per la birra, il momento più bello della giornata è stato durante la proiezione di un divertissimo cortometraggio girato da 2 ragazzi geek, (per essere precisi geek-geek ) molto bravi a rappresentare in modo ironico lo spirito dell’estremista informatico, a metà tra appunto un geek e un nerd.

Bello lo spirito, ottima la partecipazione, e le idee proposte; peccato solo per la mancanza di interventi tecnicamente rilevanti, ma tutto sommato penso che tutti meritino i complimenti per questa splendida manifestazione che spero avrà modo di crescere ancora.

The Power of Moneyl6o2t0x61gbqmxgtqvzvn05bv4l2u7vkThe Power of Money

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Vista

VIRTU’s3bem80teqr9mbj0gzw16rx7t0jd2pik INshui9xctm8icglgnag18o8l6swyi5jmo VISTAshg3iwumuc9fnvqcr2avvm5lmhootmy3

Dopo averne sentite delle belle sul sistema di imminente introduzione della casa Redmondiana, dalle feature megagalattiche prima preannunciate e poi posticipate (o addirittura eliminate), agli elevatissimi requisiti di sistema, per non parlare della temutissima tecnologia Palladium, ecco un’altra bella notizia con tanto di dichiarazione ufficiale.shzblx7nmryiwp4slr1z8avyh39d9b2b

In realta’ la notizia non e’ per niente nuova, visto che le prime indiscrezioni risalgono a fine 2005; quello che comunque conta e’ che, per avere un PC pienamente Vista Capable, e cioe’ in grado di sfruttare i benefici apportati dall’introduzione del nuovo sistema operativo, sara’ necessario prostrarsi di fronte all’immenso potere delle aziende che hanno deciso per noi e utilizzare solo software ed hardware approvati.srpgyfybegmmvk7cpozyyte542f2whk4

Ad esempio, per visualizzare i filmati prodotti con tecnologia ad alta definizione, distribuiti attraverso i dispositivi Blu-Ray, sarà necessario cambiare buona parte dell’hardware che attualmente la maggioranza della gente utilizza.
Come dichiarato da uno dei pezzi grossi di Microsoft, sarà infatti necessario possedere un processore a 64bit, perchè la tecnologia a 32bit non consentirebbe di garantire l’assoluta efficacia dei
t5u6t3s4u24rw4eo0rdsoomjxjjeoe0nmeccanismi di protezione dei DRM, e visto che, in questo mondo difficile, sappiamo chi conta veramente, è più importante imporre a tutti gli utenti un costoso aggiornamento hardware piuttosto che rischiare che qualcuno possa violare i diritti digitali delle grandi pellicole cinematografiche.trq8f2wfmzrvkz7cdyjmt40lcub3j2w1

Va da se che a seguito di questo enorme business che darà una mossa al mercato dell’hardware, saranno in molti a voler approfittare dell’occasione, per cui per gustare il privilegio di utilizzare questa nuova tecnologia, sarà necessario  aggiornare scheda video, lettore DVD, e per finire anche il costosissimo, velocissimo, stupendo monitor che vi eravate appena comprati dopo un’attentissima scelta in Vista di un lontano, pressoche’ tvse86iei1b0tzls1q75zua8dx0vcw56imprevedibile, aggiornamente futuro.uxssjrqh8p22yruw2n9m5th0vhrj436n

E invece no, ecco la sorpresa! Tutto da rifare.uay44ub7ynt5tkt4cukzpoim6e474tkp

Ecco il link all’articolo che parla dell’aggiornamento e quello precendente in cui si parla dell’introduzione della tecnologia PVP-OPM.umrnm97o70i8pvsx3p1ibzxwsbgd0d9p

Sgrunt!uzas9zjofi9bj5qjx65ptflwr8vj37dt

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Vista

VIRTU’ IN VISTA

Dopo averne sentite delle belle sul sistema di imminente introduzione della casa Redmondiana, dalle feature megagalattiche prima preannunciate e poi posticipate (o addirittura eliminate), agli elevatissimi requisiti di sistema, per non parlare della temutissima tecnologia Palladium, ecco un’altra bella notizia con tanto di dichiarazione ufficiale.

In realta’ la notizia non e’ per niente nuova, visto che le prime indiscrezioni risalgono a fine 2005; quello che comunque conta e’ che, per avere un PC pienamente Vista Capable, e cioe’ in grado di sfruttare i benefici apportati dall’introduzione del nuovo sistema operativo, sara’ necessario prostrarsi di fronte all’immenso potere delle aziende che hanno deciso per noi e utilizzare solo software ed hardware approvati.

Ad esempio, per visualizzare i filmati prodotti con tecnologia ad alta definizione, distribuiti attraverso i dispositivi Blu-Ray, sarà necessario cambiare buona parte dell’hardware che attualmente la maggioranza della gente utilizza.
Come dichiarato da uno dei pezzi grossi di Microsoft, sarà infatti necessario possedere un processore a 64bit, perchè la tecnologia a 32bit non consentirebbe di garantire l’assoluta efficacia dei meccanismi di protezione dei DRM, e visto che, in questo mondo difficile, sappiamo chi conta veramente, è più importante imporre a tutti gli utenti un costoso aggiornamento hardware piuttosto che rischiare che qualcuno possa violare i diritti digitali delle grandi pellicole cinematografiche.

Va da se che a seguito di questo enorme business che darà una mossa al mercato dell’hardware, saranno in molti a voler approfittare dell’occasione, per cui per gustare il privilegio di utilizzare questa nuova tecnologia, sarà necessario  aggiornare scheda video, lettore DVD, e per finire anche il costosissimo, velocissimo, stupendo monitor che vi eravate appena comprati dopo un’attentissima scelta in Vista di un lontano, pressoche’ imprevedibile, aggiornamente futuro.

E invece no, ecco la sorpresa! Tutto da rifare.

Ecco il link all’articolo che parla dell’aggiornamento e quello precendente in cui si parla dell’introduzione della tecnologia PVP-OPM.

Sgrunt!

Tuna il pcw4ijwpyljnevxps4kjcneiqqpaq7neeiTuna il pc

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Splash

Tune UP Windoze5zjn2lh1ne962fxi8ua6iy390jalmdi4

Era da qualche tempo che non provavo un programma del genere, di quelli che ti permettono di modificare il sistema operativo fin nei meandri delle loro ossa, forse anche perchè il sistema operativo (per eccellenza) che ormai occupa la quasi totalità dei cicli delle mie CPU non ha bisogno di tools non ufficiali per farsi mettere "a punto".  :-)5nwxw4geekyam8lus9segqyr3s9atkar

"Casualmente" mi è capitato sotto mano questo simpatico programmino, che molto ricorda nella sua organizzazione un’altro buon programma che utilizzavo per compiere le stesse operazioni, tale Tweak-XP, che mi ha davvero sorpreso per la ricchezza di features che contiene al suo interno.
Oltre alle classiche opzioni per la modifica di un’infinità di parametri di configurazione di Windows, dall’interfaccia grafica ai fonts, dal comportamento delle finestre alla configurazione dei
5piwho6bcdgfyb4nat4iu3qxfxq3aumnservizi che partono all’avvio (con una serie di informazioni dettagliate molto utili), il programma contiene diversi altri piccoli programmi, che generalmente vengono installati separatamente, che lo rendono a mio parere molto completo.51afz32rkq6ium3g0ok1fe572v296fbn

E’ infatti presente una utility per la pulizia del sistema, che permette di ripulire e risolvere i problemi presenti nel registro di sistema in modo efficace e dettagliato, e di eliminare e pulire i files non più utilizzati sul disco (cache, librerie orfane, ecc…).
A questo riguardo il programma presenta una caratteristica molto apprezzabile, visto che molte volte mettendo le mani in queste sezioni così delicate può
6at6bdrw5qjp5bmnvnmflf418gpo30hjcapitare di fare dei danni che peggiorano la situazione: grazie ad uno storico delle operazioni effettuate, è possibile fare "l’undo" di qualunque modifica effettuata dal programma in modo da ottenere la stessa situazione presente prima della sua esecuzione.
Inoltre, all’interno di qualunque menù di configurazione è possibile riportare il sistema alle sue impostazioni di default, singolarmente per ogni
6lv4pi7uey8s3nomjvf8akaljexvubpeconfigurazione e non solo in blocco per tutto il sistema, in modo da scongiurare definitivamente la possibilità di causare danni irreversibili (anche se l’utente, si sa, è imprevedibile).6l4wxt0d5iyvagzwg6u1jd8nqzljg9bq

Altra features degna di nota va sotto il nome di Process Manager, una sorta di task manager molto più evoluto: al suo interno viene mostrato ogni singolo processo in esecuzione, di cui possiamo ottenere molte informazioni dettagliate, tra cui un elenco di tutte le librerie che sta utilizzando. 75xldvzvhrkz1vvc7eict2qm6c7r2i0xSempre al’interno di questo programma possiamo visualizzare l’elenco di tutti i files in uso nel sistema, il loro percorso fisico, e l’eseguibile che lo sta correntemente utilizzando.76wzoh7y6gb27n4g7clty1xeowzfuq1e

Ci sono inoltre i classici "optimizer", per ottimizzare l’utilizzo della RAM, della banda disponibile (ad esempio è possibile attivare o disattivare il QOS) e di altre caratteristiche del sistema.
In aggiunta troviamo anche delle buone utility per la gestione dell’installazione del software, per fare il wiping dei file che si vogliono cancellare in modo sicuro, e per recuperare i files cancellati accidentalmente dal cestino.
76f6rikzyv05hhiw10cxbpmrjij39e6m

Infine è possibile personalizzare le immagini visualizzate in fase di boot, l’interfaccia grafica utilizzata per il login e il tema di windows, collegandosi direttamente al loro sito internet da cui i temi e le immagini vengono installate direttamente all’interno del programma.7hvx8ar6poq8ebja8kzlyeeoigts3u4j

Insomma tutto sommato mi è sembrato un buon programmino per chi voglia giocare con la configurazione di Windows, molto semplice da usare e con tante interessanti caratteristiche aggiuntive.
Unica pecca: il software è attualmente disponibile solo in lingua inglese, ma è molto semplice e intuitivo per cui non credo sarà un problema capire cosa si sta modificando.
85ue070ayafbzm879onyylnsxqqz7w64

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Tune UP Windoze

Era da qualche tempo che non provavo un programma del genere, di quelli che ti permettono di modificare il sistema operativo fin nei meandri delle loro ossa, forse anche perchè il sistema operativo (per eccellenza) che ormai occupa la quasi totalità dei cicli delle mie CPU non ha bisogno di tools non ufficiali per farsi mettere "a punto".  :-)

"Casualmente" mi è capitato sotto mano questo simpatico programmino, che molto ricorda nella sua organizzazione un’altro buon programma che utilizzavo per compiere le stesse operazioni, tale Tweak-XP, che mi ha davvero sorpreso per la ricchezza di features che contiene al suo interno.
Oltre alle classiche opzioni per la modifica di un’infinità di parametri di configurazione di Windows, dall’interfaccia grafica ai fonts, dal comportamento delle finestre alla configurazione dei servizi che partono all’avvio (con una serie di informazioni dettagliate molto utili), il programma contiene diversi altri piccoli programmi, che generalmente vengono installati separatamente, che lo rendono a mio parere molto completo.

E’ infatti presente una utility per la pulizia del sistema, che permette di ripulire e risolvere i problemi presenti nel registro di sistema in modo efficace e dettagliato, e di eliminare e pulire i files non più utilizzati sul disco (cache, librerie orfane, ecc…).
A questo riguardo il programma presenta una caratteristica molto apprezzabile, visto che molte volte mettendo le mani in queste sezioni così delicate può capitare di fare dei danni che peggiorano la situazione: grazie ad uno storico delle operazioni effettuate, è possibile fare "l’undo" di qualunque modifica effettuata dal programma in modo da ottenere la stessa situazione presente prima della sua esecuzione.
Inoltre, all’interno di qualunque menù di configurazione è possibile riportare il sistema alle sue impostazioni di default, singolarmente per ogni configurazione e non solo in blocco per tutto il sistema, in modo da scongiurare definitivamente la possibilità di causare danni irreversibili (anche se l’utente, si sa, è imprevedibile).

Altra features degna di nota va sotto il nome di Process Manager, una sorta di task manager molto più evoluto: al suo interno viene mostrato ogni singolo processo in esecuzione, di cui possiamo ottenere molte informazioni dettagliate, tra cui un elenco di tutte le librerie che sta utilizzando. Sempre al’interno di questo programma possiamo visualizzare l’elenco di tutti i files in uso nel sistema, il loro percorso fisico, e l’eseguibile che lo sta correntemente utilizzando.

Ci sono inoltre i classici "optimizer", per ottimizzare l’utilizzo della RAM, della banda disponibile (ad esempio è possibile attivare o disattivare il QOS) e di altre caratteristiche del sistema.
In aggiunta troviamo anche delle buone utility per la gestione dell’installazione del software, per fare il wiping dei file che si vogliono cancellare in modo sicuro, e per recuperare i files cancellati accidentalmente dal cestino.

Infine è possibile personalizzare le immagini visualizzate in fase di boot, l’interfaccia grafica utilizzata per il login e il tema di windows, collegandosi direttamente al loro sito internet da cui i temi e le immagini vengono installate direttamente all’interno del programma.

Insomma tutto sommato mi è sembrato un buon programmino per chi voglia giocare con la configurazione di Windows, molto semplice da usare e con tante interessanti caratteristiche aggiuntive.
Unica pecca: il software è attualmente disponibile solo in lingua inglese, ma è molto semplice e intuitivo per cui non credo sarà un problema capire cosa si sta modificando.

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